Detenzione e installazione programmi senza licenza: «non è reato»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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LANCIANO. L'installazione sul proprio pc o la detenzione di programmi copiati non può considerarsi reato se non viene provato l'uso a scopo di lucro degli stessi. E' configurabile pertanto solo un illecito amministrativo. E' quanto ha deciso, lo scorso 8 febbraio, il Tribunale di Lanciano assolvendo (in primo grado)un imprenditore a cui erano stati sequestrati una ventina di cd non originali di programmi come Norton Antivirus, Adobe Acrobat, Windows 98, Autocad e altro, tutti sprovvisti di licenza d'uso.
La Guardia di Finanza nel corso di un controllo fiscale aveva sequestrato in totale 19 cd. Alcuni risultavano anche installati sul computer dell'imprenditore, denunciato così per il reato di «duplicazione e detenzione abusiva».
E' stato denunciato l'utilizzo dei programmi per fini commerciali, ma il Tribunale di Lanciano, con la sentenza del giudice Francesco Marino, ha assolto l'imprenditore dall'accusa ritenendola non provata, perché «la semplice detenzione o l'installazione di programmi copiati sprovvisti del marchio Siae non configura il reato se non ne viene comprovato anche la finalizzazione richiesta dalla legge».

«Quanto ai programmi effettivamente installati sul computer, è noto che alcuni di essi, come quello denominato "Adobe acrobat" contestato all'imputato, sono liberamente "scaricabili" dai siti che offrono contenuti di files in formato Pdf proprio perché sono necessari per consentire la lettura di tali files. Quanto al "Windows 98"», si legge ancora nella sentenza, «l'imputato stesso ha fornito la fattura dell'acquisto del programma unitamente al computer. Con riferimento agli altri software installati sul computer dell'imputato, non è stata fornita la prova che gli stessi non fossero, ad esempio, già installati gratuitamente all'atto dell'acquisto del computer, ovvero acquistati come inserto di riviste specializzate, pratica alimentata dagli stessi produttori del programma per piazzare software obsoleti ed invogliare all'acquisto delle versioni più recenti degli stessi né si può escludere che i compact disc in sequestro contenessero copie dei programmi legittimamente installati, effettuate a titolo di precauzione nel caso che si cancellasse la memoria del computer e fosse necessario reinstallarne una nuova»
«E' necessario», scrive ancora il giudice, «che la duplicazione dei programmi per computer sia effettuata allo scopo di trarre profitto, ovvero, nell'ipotesi in cui l'agente non abbia personalmente duplicato i programmi, la detenzione dei medesimi, illecitamente duplicati da altri, sia contrassegnata dal fine commerciale o imprenditoriale, giacché la duplicazione non caratterizzata dal fine di profitto ed il semplice utilizzo personale integrano esclusivamente l'illecito amministrativo previsto dall'art.174 ter legge n.63341».

12/03/2007 10.07