Parco Nazionale. Nuova assoluzione per Franco Tassi

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

4482

SULMONA. Lo scorso 8 marzo 2007 il Tribunale di Sulmona, riunito in Sessione Straordinaria, ha concluso definitivamente una delle ultime vertenze penali aperte su denuncia dell'Ente Autonomo Parco Nazionale d'Abruzzo, i cui responsabili della cosiddetta "nuova gestione" accusavano Franco Tassi di aver "falsificato" le Deliberazioni del Consiglio Direttivo. «1.500 PROCEDIMENTI E LA FEDINA PENALE PULITA»
Dopo attento esame di cospicua documentazione, e sentiti numerosi testi dell'accusa e della difesa, il Tribunale «ha pienamente assolto» il direttore storico del Parco più antico d'Italia perché «il fatto non sussiste». L'assoluzione era stata richiesta, con ampie motivazioni, non solo dai Legali dell'interessato (gli avvocati Alessandro Vannucci di Roma e Angela Pagliaro di Sulmona), ma dallo stesso Pubblico Ministero.
«Impressionante la ricostruzione dei fatti del febbraio-marzo 2002», ricorda il Comitato Parchi, «allorché la brutale e repentina estromissione del direttore, mentre era seriamente ammalato, segnò l'inizio del declino del Parco più famoso d'Italia».
E se ne sono dette di tutti i colori: dalla torbida vicenda delle microspie, alle «contraddizioni» sulle Deliberazioni, della «strana scomparsa» dei documenti chiave e accuse «strumentali riversate su chi non poteva difendersi» E Franco Tassi chiuso in silenzio stampa non commenta. D'Altronde lui lo aveva dichiarato: «nessuna intervista, d'ora in poi parleranno solo le sentenze».
Una breve dichiarazione è stata comunque diffusa da John Severt, lo storico inglese che sta redigendo una imponente opera sul Parco più difficile e travagliato d'Italia:
«L'Abruzzo disponeva di un patrimonio straordinario, mirabilmente gestito», ha dichiarato Severt.
«La creatività, l'innovazione, l'efficienza di questo Parco riscattato dagli abissi lo avevano reso un faro cui tutti i Parchi italiani, e moltissimi stranieri, si ispiravano. In Italia però, come diceva Flaiano, si perdona tutto ma non il successo. Per anni, decenni, tutti i centri di potere hanno gareggiato nello smantellarlo, distruggerlo e cancellarlo, e alla fine ci sono riusciti per la gioia degli speculatori. Un vero disastro non solo per la natura, ma anche per la comunità locale. Ora il turismo agonizza, l'economia langue e il tessuto sociale sta disgregandosi. Non sarà facile far rinascere qualcosa da queste ceneri»

10/03/2007 9.55

LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA

«E' emerso», si legge nella sentenza del Tribunale di Sulmona, «che le delibere venivano redatte sulla base di appunti presi dai Consiglieri Delegati (Geremia Cianchetti, sindaco del Comune di Villetta Barrea ed Eustachio Gentile, sindaco del Comune di Scanno) e dagli stessi modificate».
Prima di quei giorni invece era il direttore del Parco a svolgere le funzioni di Segretario e secondo il Tribunale «l'incarico veniva correttamente espletato dal direttore Tassi». Ma secondo le deposizioni dei consiglieri «le assemblee del 22novembre 2001 del 21 dicembre 2001 non sono state verbalizzate dal Tassi, ma dai Consiglieri all'uopo delegati. L'unico dato sicuro è che il Tassi non ha redatto i verbali delle due assemblee da cui sono scaturite le delibere oggi contestate».
«Pertanto», recita ancora la sentenza, «non solo il dottor Tassi era stato completamente esautorato dalle proprie funzioni di Segretario…ma erano gli stessi Consiglieri verbalizzanti a modificare le delibere dopo che le stesse erano state già votate dall'assemblea. Ciò rappresenta un fatto grave».
Anche le segretarie addette al Consiglio Direttivo hanno riferito che il direttore non ha mai chiesto di modificare il testo delle delibere che venivano consegnate dai Consiglieri verbalizzanti per la predisposizione del testo definitivo.
«Inoltre», si legge ancora nella sentenza, « assume notevole importanza la circostanza che le delibere sono state sempre sottoscritte anche dal Presidente del Parco, (Fulco Pratesi, presidente del Wwf) il quale ha dichiarato di aver letto sempre con attenzione il testo delle delibere definite che gli venivano sottoposte per la firma».

02/05/2007 10.00