Centrale Turbogas a Barete? «Non esiste ancora alcun progetto»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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BARETE (Aq). Un progetto che non esisterebbe ancora, almeno sulla carta, ma che già ha attirato su di se critiche e malumori. E c'è anche chi (come il primo cittadino) invita alla calma ed ad attendere il progetto, quello della nuova centrale Turbogas. Il Comune identificato dalla società Edison per la costruzione del nuovo impianto è Barete, piccolo centro della provincia dell'Aquila, che si estende per 26 km quadrati e, secondo gli ultimi rilevamenti dell'Istat, conta meno di 700 abitanti. IL PROGETTO DELLA TURBOGAS A TERAMO -  E QUELLO DI GISSI (CH)
Il progetto divide la piccola comunità preoccupata dall'impatto ambientale che potrebbe esserci sul territorio e il sindaco Enzo Di Giorgio parla a PrimaDaNoi.it di una vera e propria «violenza psicologica» attuata tra i cittadini per demonizzare l'idea, ancora, così ci assicura, molto aleatoria.
Che il clima sia incandescente quando si parla della Centrale a Barete è ovvio e lo si percepisce subito anche dal tono adirato dell'amministratore sulla faccenda che sottolinea di non essere a conoscenza dei particolari del progetto né di potersi schierare a favore o contro.
Alcuni cittadini interpellati sulla questione, invece, non gradiscono parlare dell'opera perché, a loro dire, non ne sanno ancora niente.
Domani sera, però, il consiglio comunale tornerà a discuterne e il futuro dell'opera appare sempre più incerto.
«Al momento non ci sono particolari tecnici sulla centrale Turbogas», assicura ancora Di Giorgio.
«L'unica certezza è una richiesta di studio avanzata dalla società proponente per valutare l'impatto ambientale di un'opera del genere da realizzare nel nostro comune».
«Uno dei fattori positivi», continua il sindaco Di Giorgio, «potrebbe essere rappresentato dall'indotto occupazionale che si verrebbe a creare. Settanta, ottanta posti di lavoro che in un periodo di forte crisi come questo potrebbero essere importanti. Per i lati negati aspetto di conoscere i dettagli».
Sempre secondo il sindaco non ci sarebbero validi e sufficienti motivi, al momento, per bocciare a priori l'idea (come detto generale) e chi tenta di puntare il dito contro l'operazione lo fa perché «opere del genere fanno paura, ma in fin dei conti non sanno bene di cosa stiamo parlando».
«Se lo studio di impatto ambientale dovesse bocciare o bollare la centrale come pericoloso per l'ambiente » ha chiuso il sindaco, «il progetto morirà sul nascere e non ci saranno ulteriori passaggi».
Appare tuttavia molto strano che un consiglio comunale sia chiamato a discutere (e decidere) su un progetto che ancora non c'è e senza poter disporre di particolari anche tecnici dell'opera.

06/03/2007 15.23