Centrali sul Pescara. Wwf: «progetto cambiato e peggiorato»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Centrali sul Pescara. Wwf: «progetto cambiato e peggiorato»
AGGIORNAMENTO (16.35) SAN GIOVANNI TEATINO. La seconda bozza presenterebbe a detta dell'associazione ambientalista «un aumento significativo delle dimensioni degli edifici sul fiume, la diminuzione delle aree sottoposte a rinaturalizzazione con aree umide e un più invasivo intervento a valle degli sbarramenti». Necessario, per il Wwf, «riaprire un tavolo di confronto con le amministrazioni». TUTTO SULLE CENTRALI
Il Wwf alcuni anni fa «è stato coinvolta dai progettisti e dal Comune di San Giovanni Teatino», ricorda il responsabile Augusto De Sanctis, «e avevamo esaminato il progetto preliminare e formulato una serie di precise richieste relative all'adozione di alcune tecniche di mitigazione e miglioramento dell'impatto ambientale».
Il parere fornito dall'associazione era stato favorevole perché «si prospettava la produzione di energia da una fonte rinnovabile e si prevedeva una serie di interventi concreti di riqualificazione di aree fortemente degradate circostanti il fiume, secondo metodologie progettuali all'avanguardia».
«Non si prevedevano», continua De Sanctis, «finti parchi fluviali ma vere opere di rinaturalizzazione con la creazione di ambienti umidi di pregio lungo il fiume e fasce ripariali degne di tale nome». Ma poi qualcosa sarebbe cambiato.
«Ad un paio d'anni da quel primo confronto», assicura il Wwf, «l'associazione non è stata più ricontattata per esaminare il progetto esecutivo che oggi, pare aver subito complessivamente un peggioramento qualitativo».

I CAMBIAMENTI

I cambiamenti, secondo l'associazione ambientalista, «per scelta del proponente e della Regione Abruzzo, riguardano l'aumento significativo delle dimensioni degli edifici sul fiume, la diminuzione delle aree sottoposte a rinaturalizzazione con aree umide e un più invasivo intervento a valle degli sbarramenti».

«Vista l'emergenza planetaria connessa ai cambiamenti climatici, dobbiamo puntare sia sull'efficienza energetica sia sulle fonti rinnovabili», sostiene De Sanctis. «L'idroelettrico è tra queste e noi siamo favorevoli in genere agli impianti di piccola taglia che non prevedono la realizzazione di condotte forzate ma turbine a flusso, come in questo caso. Il progetto che ci fu presentato era complessivamente accettabile», ricorda ancora il responsabile, «perché prevedeva opere di mitigazione e rinaturalizzazione ambientale non secondarie, caso quasi unico in Abruzzo, dove siamo purtroppo abituati a esaminare interventi che non affrontano mai questa importante fase progettuale».
Le nuove modifiche avrebbero, invece, «aumentato l'impatto sul fiume ed è chiaro che deve essere riaperto un tavolo di confronto. Gli stessi comuni dovrebbero di nuovo approfondire l'argomento visto il loro ruolo di arbitri e garanti circa i benefici nei confronti delle comunità e dell'ambiente».

06/03/2007 10.23


CARAMANICO: «ULTERIORI APPROFONDIMENTI E CHIARIMENTI IN CORSO»

«Garantisco un ulteriore approfondimento delle procedure e della documentazione».
L'assessore all'ambiente Franco Caramanico questo pomeriggio ha assicurato un ulteriore approfondimento sulla vicenda ricordando tuttavia come oltre dieci enti territoriali, fra cui comuni, Province e Regioni, l'Arta, la Asl i ministeri e la commissione di valutazione di impatto ambientale abbiano tutti dato parere positivo e il via liobera all'opera.
I pareri risalgono al 2004 «prima dell'insediamento del centrosinistra alla guida dela Regione».
«Tuttavia», ha aggiunto Caramanico, «l'area non sarebbe sottoposta ad alcun vincolo ma mi riservo di aprofondire anche questo aspetto. Per quanto riguarda il flusso vitale la ditta si è avvalsa di uno studi dell'Università dell'Aquila la quale ha rilasciato parere favorevole».
Caramanico ha poi ricordato come nella legge finanziaria regionale siano stati stanziati fondi per lo sviluppo delle energie alternative ed incentivare progetti che vadano verso l'autosufficienza energetica.
La consigliera Rosaria La Morgia che aveva interrogato l'assessore ha invece ricordato che proprio pochi giorni fa il Comune di Pescara ha votato un ordine del giorno contrario al progetto da realizzare nella fase terminale del fiume.
«Vorrei anche ricordare», ha detto La Morgia, «che dal 2004 ad oggi sono intervenuti diversi mutamenti e nuove costruzioni nella zona dove per esempio è stato costruito il centro commerciale Megalò. Dunque questi nuovi fatti non possono essere ignorati. La Regione ha il dovere e la responsabilità di governare e salvaguardare i beni vitali come l'acqua e la sicurezza del territorio. Se sono stati commessi degli errori possono anche essere rivisti. Inoltre, ricordo che sul fiume Pescara dovrebbe essere realizzato un parco fluviale che sfrutterebbe anche la navigabilità dello stesso, eventualità che sarebbe cancellata con la realizzazione delle centrali».

06/03/2007 16.38