Edilizia e presunti illeciti a Cappelle: la procura di Pescara apre un'inchiesta

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CAPPELLE SUL TAVO. Il “Ciclone”, seppure declassato a tempesta, da Montesilvano sembra ora incombere sul Comune di Cappelle sul Tavo. Sono tanti i punti di contatto e le similitudini di una inchiesta ancora all’inizio (anche se formalmente si tratta di due indagini differenti), portata avanti da alcune settimane dalla procura di Pescara e avviata in seguito alla ricezione di una presunta notizia criminis contenuta in un dettagliato esposto dell’associazione dei consumatori Codici.
La prima somiglianza che salta subito all'occhio riguarda le possibili speculazioni sul mattone e l'edificabilità dei terreni.
C'è poi una curiosa coincidenza di “attori”, professionisti che avevano una certa facilità nel lavorare con le amministrazioni pubbliche, non mancano sospetti nemmeno su presunte commistioni e conflitti di interessi fra incarichi privati e pubblici.
Le prime perquisizioni in municipio ci sono già state oltre un mese fa, mentre le ultime risalgono a due giorni fa.
Per diverse ore gli uomini della polizia giudiziaria, accompagnati da un tecnico, hanno spulciato tutti i faldoni all'interno dell'ufficio tecnico alla ricerca di documentazione, parte della quale poi è stata sequestrata e sarà studiata attentamente, appalto dopo appalto per verificare quello che in paese era noto e da tempo anche se era affidato magari alle “chiacchiere di paese”.
Eppure non sono mancati valorosi esempi di chi sembra aver preso il coraggio a quattro mani e denunciato pubblicamente quanto ora la procura sarà chiamata a verificare con prove tangibili.


PRESUNTA INCOMPATIBILITA' E CONFLITTO DEL PRIMO CITTADINO

Con un esposto scarno ma dettagliato il segretario regionale dell'associazione Codici, Giovanni D'Andrea, trasferisce nero su bianco quelle che sono le notizie contenute in alcune denunce ricevute da cittadini che si sono rivolti all'associazione per fare chiarezza.
Al centro delle presunte irregolarità c'è il primo cittadino, Antonio Redolfi (Ds), che dice di non saperne nulla e di essere all'oscuro di ogni cosa incassando la solidarietà del partito.
Secondo quanto riporta la denuncia, il sindaco contemporaneamente alla carica di capo dell'esecutivo eserciterebbe nello stesso territorio del comune amministrato la professione di geometra, progettando fabbricati e svolgendo anche le funzioni di direttore dei lavori di cantiere per opere di edilizia privata (qualifica poi regolarmente riportata sui cartelli obbligatori davanti ogni cantiere).
Ma una legge ben precisa lo vieta in maniera esplicita.
Si tratta del decreto legislativo del 18 agosto del 2000 267 all'articolo 78 comma 3 che recita testualmente “i componenti della giunta comunale competenti in materia di urbanistica ed edilizia di lavori pubblici devono astenersi dall'esercitare attività professionale in materia edilizia privata e pubblica nel territorio da essi amministrato”.
Non sembrano dunque esserci dubbi sul fatto che il primo cittadino è componente della giunta a tutti gli effetti.
Starà alla procura di Pescara ora decidere se effettivamente questa parte della norma è stata violata esercitando realmente l'attività professionale nello stesso territorio.

I TERRENI AGRICOLI CHE DIVENTANO EDIFICABILI

È forse la regola madre di tutte le speculazioni edilizie: acquistare terreni agricoli che poi magicamente vengono promossi in terreni edificabili così da acquistare un immenso valore.
Sarebbe successo anche questo a Cappelle dove moltissime zone del territorio sono state rese edificabili per la costruzione di diverse abitazioni.
Secondo molti cittadini, tuttavia, proprio tali lavori di edificazioni, i cantieri e la cementificazione avrebbero reso oltremodo grave un dissesto idrogeologico già presente sul territorio arrivando addirittura, si legge ancora nella denuncia, allo sbancamento di un'intera collina con il rischio di provocare frane e mettere a repentaglio l'incolumità pubblica.

BANCA E CENTRO STORICO

L'amministrazione comunale «contravvenendo alle norme urbanistiche e all'attuale piano regolatore», si legge sempre nella denuncia avrebbe stipulato un accordo con la locale cassa rurale al fine di consentire alla stessa di ristrutturare alcuni edifici nel centro storico e a tale scopo, sempre secondo i cittadini, su proposta del sindaco, si sarebbe istituita un'apposita commissione tecnica con il compito di esaminare il progetto.
Tra i componenti vi sarebbero anche Piero Ferretti e Rolando Canale, quest'ultimo agli arresti domiciliari per l'inchiesta “Ciclone” di Montesilvano, il quale avrebbe operato importanti aggiustamenti al Prg di Cappelle.
Ma compiti importanti a Cappelle avrebbero svolto anche l'ingegner Cirone -che ha lavorato per i Comuni di Pescara e Montesilvano prestando la sua opera professionale in consulenze e progettazioni- e l'architetto Sonsini che lavora per il Comune di Montesilvano.
La procura starebbe anche indagando sulla costruzione di altri edifici nella zona di via Cocchione, costruzioni che secondo molti cittadini non sarebbero conformi alle norme del piano regolatore del Comune.

03/03/2007 18.03