La storia dell’abruzzese Panunzio e dell’impero di Don Panoz

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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La storia dell’abruzzese Panunzio e dell’impero di Don Panoz
BRASELTON (USA). Dai farmaceutici ai “resorts”, dalle auto da corsa al Vino: il sogno di un imprenditore italo americano che a 72 anni continua a raccogliere successi.  

BRASELTON. Chissà se il signor Eugenio Panunzio, lasciando l'Abruzzo, tanti anni fa, per giungere lo stato dell'Ohio, avrà immaginato che suo figlio Donald E.(Don) Panoz un giorno avrebbe raggiunto l'apice del successo e con esso tanta, tanta ricchezza.
Già perché il dottor Panoz, come Mida, quel che tocca, e tocca tutto, diventa oro e sul suo impero non tramonta mai il sole.
Ma si dirà: cosa c'entra il signor Panunzio col dottor Panoz?
Orbene, torniamo ai giorni della partenza di Panunzio, con l'immancabile bisaccia degli emigranti ed in mente tanti progetti per lui ed i suoi figli, nel Continente dei dollari verdi.
Una volta nell'Ohio l'emigrante incontrò molti abruzzesi i quali notarono il fisico muscoloso di Eugenio e gli suggerirono di far ingresso in una palestra del paese, di infilarsi i guantoni e guadagnare tanti dollari.
Sin qui tutto filò liscio. Ma allorché dovettero cucire sull'accappatoio, il cognome del pugile: Panunzio, risultò troppo lungo.
Il manager, prontamente, “ribattezzo” il promettente peso leggero con “Panoz”.
Cognome che ritenne e che tramandò al figlio, nel nostro caso il Donald (Don) Panoz, nato nell'Ohio nel 1935 e dedito all'industria farmaceutica.
A 19 anni entrò nell'Esercito, combatté nella Corea del nord ed appena tornato a casa, acquisto due piccole farmacie in quel di Pittsburgh, che ben presto rivendette acquistando uno “Skating ring” per pattinaggio, poi acquistò una compagnia farmaceutica che battezzò Myland Comp.
Inutile dire che a 25 anni Don era già considerato il più giovane amministratore delegato di un'azienda.




NASCE LO CHATEAU ELAN

Nel curriculum di Panoz figura anche la “emigrazione” in Scozia, patria di origine della madre e della fedele, gentile Nancy Heffner, dove il governo non faceva pagare le tasse.
Cola' la neo Elan Farmaceutical Comp ramificò creando altre ditte farmaceutiche e farmacie, tanto che nel 1985 a Wall Street registrava, per quattro anni consecutivi il 100% di guadagni.
Continuamente fisso sulla farmacologia, Don “inventava” la benda contro la nicotina, mentre certificava dozzine di nuove “scoperte” mediche, una delle quali il “Cardizem” per aiutare il funzionamento del cuore.
Tornato in America Don e Nancy decisero di costruire un albergo di super lusso.
E sorse così lo Chateau Elan, visitato da importanti personaggi di mezzo mondo e turisti, un vero paradiso di modernità.
Quando sembrava giunto il momento della resa, il campanello annunciava l'allestimento di una colossale Vineria, con centro benessere e campi di golf in Scozia e California, che produce vini pregiati. .
Dunque, Donald Panoz aveva raggiunto il culmine?




APPARE LA PANOZ AUTO DEVELOPMENT

Non soddisfatto, nel 1996, il figlio Danny, inaugura una ditta di costruzioni d'auto da corsa denominata Panoz Auto Development, con sede a Braselton nella Georgia.
La prima vettura, la Panoz Esperante, passava a bandiera spiegata nei Saloni d'auto di Detroit e New York.
Il futuro era già chiaro.
Padre e figlio decisero di partecipare alle corse scegliendo la categoria GTR-1, con motori anteriori. Anche qui, successo immediato e clamoroso.
Ma la mente fervida del figlio di abruzzesi non poteva arrestarsi.
La serie Panoz accoglie piloti europei ed americani nella categoria “American Le Mans Series” con auto di marca-Porsche, Audi, Ferrari e le gare procedono a ritmo serrato.
Ultimamente, la Panoz ha costruito il nuovo telaio della Champ car 2007 che ha riscosso ampi consensi dai rispettivi team i quali si cimenteranno a Las Vegas il 9 di aprile.
Da non dimenticare che nelle adiacenze di Braselton sorge uno straordinario circuito , di proprietà di Panoz, dove si corrono le gare Petit Le Mans e a Sebring, nel cuore della Florida, nella mitica pista sorge un altro hotel “copia” dello Chateau Elan per gli ospiti che assistono alla classica 12 ore, seconda soltanto alla 24 ore di Le Mans.

Chi e' dunque questo gentleman arciriservato, apparentemente introverso?
Un mago della finanza, un'inarrestabile dottore, geniale e debordante di dollari?
Come non chiedere, a “Don” Panoz, se ama ancora sentir suonare le trombe della fama…
«Apprezzo il successo. Lo considero un energetico psichico formidabile. Ti scalda, ti conforta,ti fa bene».
Ama l'azzardo?
«Si»
C'è successo senza l'audacia?
«Penso di no. Ma l'audacia va calcolata».
Ha mai pensato di essere arrivato?
«Non si è mai arrivati»
Conosce i suoi limiti?
«E' la mia più gran qualità. Cerco sempre di superarli».
La fortuna ha bussato molte volte alla sua porta?
«Si dandomi ottimi genitori e un'eccellente salute».

Lino Manocchia- SSN photo.com


24/02/2007 9.41