Sasi, Pdl contro il concorso per 21 assunzioni

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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LANCIANO. «La Sasi rinsavisca oppure la gestione del ciclo idrico integrato vada ai privati».

Lo ha affermato il senatore del Pdl Fabrizio Di Stefano in una nota consegnata ieri mattina nel corso di una conferenza stampa convocata sulla vicenda del concorso per l'assunzione di 21 dipendenti da parte della società.
La Sasi gestisce acquedotti, depurazione e fognature per i 92 Comuni della Provincia di Cheti ricompresi nel territorio dell'A.T.O. 6 Chietino.
E' il punto di riferimento di circa 150.000 utenti: dall'attivazione dei servizi fino alle emergenze guasti ed al pagamento delle bollette.
Il parlamentare, assente all'incontro per un impegno a L'Aquila, ha definito «assurdo l'atteggiamento della Sasi, che nonostante l'intervento della Regione per bloccare la selezione, continua ad andare avanti con ricadute anche sui Comuni soci».
«Quanto accaduto», sostiene Di Stefano, «è la prova che la volontà del governo nazionale di coinvolgere i privati nella gestione della risorsa idrica è una scelta quanto mai oculata. La gestione affidata al pubblico, quando agisce in maniera sconsiderata diventa infatti dannosa per l'ente». Presenti, invece, il sindaco di Lanciano Filippo Paolini, il primo cittadino di Fara San Martino Antonio Tavani e il consigliere regionale Emilio Nasuti.
I tre hanno rivolto altre critiche all'attuale consiglio di amministrazione della Sasi presieduto dall'esponente del Pd Gaetano Pedullà.
Tra queste anche l'aumento delle tariffe del servizio idrico, decise senza il consenso dell'Ato.
Per la società, invece, i ritocchi erano legittimi perchè previsti dal Piano d'Ambito approvato nel 2002 e ancora in vigore.

17/04/2010 9.39