Prete pedofilo esce dal carcere e sconta domiciliari in un convento di clausura

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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TERAMO. Ha ricevuto la visita in carcere del vescovo di Teramo-Atri, monsignor Michele Seccia, il prete indiano arrestato due giorni fa per molestie su una bambina di 10 anni.


L'incontro era stato chiesto proprio dall'indagato. L'uomo rinchiuso nel carcere, in isolamento e sorvegliato a vista, aveva confidato al suo legale di fiducia di voler fare assolutamente questo incontro.
«Speriamo», aveva confidato l'avvocato, «che in questo modo possa trovare un po' di tranquillità».
Sul contenuto dell'incontro, però, non sono emersi particolari.
Il pubblico ministero Bruno Auriemma, titolare dell'indagine, ha così concesso all'alto prelato e al suo vicario, don Davide Pagnottella, il permesso per un colloquio con l'indagato.
Il sacerdote, da due anni in Italia, era stato sospeso dai suoi uffici proprio dal vescovo Seccia che aveva offerto la più ampia collaborazione alla magistratura per chiarire i fatti.
Nei giorni scorsi il vescovo ha pronunciato parole forti sull'accaduto e ha ammesso di provare un senso di vergogna come un padre di famiglia.
Al vicario don Davide si erano rivolti i genitori della piccola, che avevano anche sporto denuncia ai carabinieri, lo scorso Natale, all'indomani dell'episodio, raccontato dalla bambina.
La Curia era intervenuta immediatamente con la sospensione in attesa di chiarimenti.
Ieri il prelato ha parzialmente ammesso la molestia sulla bambina, esprimendo anche il suo pentimento per quell'episodio che ha sostenuto essere stato isolato e subito ripudiato.
E' probabile che nella giornata di oggi il suo legale, l'avvocato Gianni Gebbia, presenti istanza di remissione in libertà per il sacerdote.
«Credo che tutti, anche i più ciechi capiscano e si rendono conto che le polemiche sulla pedofilia nella chiesa sono strumentali», ha commentato invece il vescovo ausiliare dell'Aquila, Giovanni D'Ercole, a margine del convegno "Le notizie e le scosse. I media cattolici, il terremoto, la gente", promosso dal periodico diocesano "Vola".
«Che ci siano dei pedofili nella storia della società è vero - ha proseguito - ce ne sono nella chiesa cattolica, come in tutte le altre confessioni, ma perché accanirsi proprio con la nostra Chiesa?». Monsignor D'Ercole giudica questo periodo comunque un'occasione «ci serve per purificarci e per capire quanto è importante la nostra responsabilità. Credo, comunque, che il fedele sappia bene che la Chiesa non è fatta di preti pedofili. Far pensare che tutti i preti siano pedofili - ha detto ancora - é veramente il più grande errore che si possa fare, se ce n'é qualcuno come avviene si mette da parte e si condanna, ma la maggioranza sa bene che la Chiesa sta svolgendo un grande servizio e che questo servizio è indispensabile per la comunità»

15/04/2010 8.34

TRASFERITO IN CONVENTO

Sono stati concessi gli arresti domiciliari al sacerdote indiano accusato di aver molestato una bambina di 10 anni.
Il gip del tribunale teramano, Guendalina Buccella, ha accolto la richiesta avanzata dal legale del prelato, l'avvocato Gianni Gebbia, all'indomani del confronto con lo stesso giudice.
Nel corso dell'interrogatorio il sacerdote, che ieri aveva ricevuto la visita del vescovo di Teramo-Atri, monsignor Michele Seccia, aveva ammesso l'unico episodio di molestia contestato, ribadendo il proprio pentimento.
Proprio questo atteggiamento collaborativo e il venir meno delle esigenze cautelari hanno indotto il pubblico ministero Bruno Auriemma a concedere parere positivo e il gip a concedere il beneficio degli arresti domiciliari.
Il sacerdote, da due anni in Italia, è stato già scarcerato e trasferito in un convento di strettissima clausura.
15/04/10 18.48