Politici pedinati, Gabrielli: «mai successo quando io ero al Sisde»

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

2594

L'AQUILA. «Durante il periodo in cui ha diretto il Sisde il prefetto Gabrielli non ha mai disposto né autorizzato l’effettuazione di pedinamenti, vigilanze o controlli di alcun genere nei confronti di membri del Parlamento o di altre personalità titolari di cariche istituzionali e, tanto meno, dell’onorevole Fabrizio Cicchitto».

E' netta la smentita che questa mattina è partita dalla Prefettura dell'Aquila dopo la notizia pubblicata sul quotidiano La Repubblica su presunte attività di spionaggio ai danni di esponenti politici da parte degli apparati di intelligence.
Una notizia senza alcun fondamento, dice Gabrielli, che lavora in Abruzzo ormai da un anno e che presto potrebbe diventare il vice del capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso.
Ma l'articolo, sostiene sempre l'ex capo del Sisde, non sarebbe solo falsa ma getterebbe discredito sulla sua figura «per logiche meschinamente personali e di basso profilo che nulla hanno a che fare con la salvaguardia ed il rispetto delle Istituzioni della Repubblica».
Una precisazione arriva anche dal presidente dei Deputati del PdL Fabrizio Cicchitto, componente del Copasir, che spiega che «nel corso di una conversazione del tutto privata e confidenziale dissi all'onorevole Fiano che mi era giunta voce che sarei stato pedinato all'epoca del governo Prodi, durante la gestione di Gabrielli al Sisde. Aggiunsi anche che non avevo alcuna prova della veridicità di quella voce che, però, testimoniava l'esistenza di un clima torbido»
Ma che l'attività di spionaggio ai danni dei politici ci sia stata lo ribadisce anche il quotidiano Il Giornale che ha parlato con il vicecapogruppo del Pdl a Montecitorio, Carmelo Briguglio, che è anche componente del Copasir.
«Confermo: Italo Bocchino fu pedinato», si legge, «quale amico e membro del Copasir mi confidò il fatto, io stesso posi la questione nella sede competente formulando un quesito a chi di competenza ricevendone risposta negativa». Insomma, «la questione fu largamente sottovalutata», continua Briguglio: «Sono certo che Bocchino è stato vittima di attenzione illegale da parte di un pezzo dei servizi segreti. Un fatto gravissimo. Ora è bene che se ne occupi la magistratura ed è anche necessario che se ne occupi il Copasir al più presto per fare fronte a uno spaccato inquietante di reale minaccia alla democrazia politica e alle libertà parlamentari».
Ma sempre lo stesso giornale fa anche riferimento a Roberto Maroni, Ministro dell'Interno. Nei mesi scorsi, infatti, la scorta di Maroni notò un'auto sospetta con alcune persone a bordo nei pressi dell'abitazione del ministro. Gli occupanti della vettura si qualificarono alla scorta di Maroni come carabinieri, circostanza che non trovò conferma nelle indagini. Dagli accertamenti emerse poi che la vettura sospetta era stata presa a noleggio dall'Aise, l'Agenzia informazioni e sicurezza esterna che ha preso il posto del Sismi.
Ma il Dis, Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza, al cui vertice c'è l'ex capo della Polizia Gianni De Gennaro, smentisce su tutta la linea in una nota e assicura che i «Servizi non hanno mai spiato ministro Maroni».

14/04/2010 16.46