Fira, Domenici ricusa il giudice, la Regione pensa di costituirsi parte civile

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Fira, Domenici ricusa il giudice, la Regione pensa di costituirsi parte civile
PESCARA. L'avvocato Francesco Carli, legale dell'ex assessore regionale alla sanita' Vito Domenici, ha presentato alla Corte d'Appello dell'Aquila istanza di ricusazione del gup Marco Bortone titolare del fascicolo sulla Fira (finanziaria regionale).
La notizia è trapelata oggi a margine dell'udienza preliminare in corso a Pescara.
In sostanza si ritiene che il giudice Bortone avendo già deciso sarebbe incompatibile.
«Quale presidente del Tribunale del riesame», ha detto Carli, «ha respinto una istanza di revoca di misure cautelari reali non personali, è dunque entrato parzialmente nel merito della questione oggi dibattuta».
La legge prevede esplicitamente che il giudice (gup in questo caso) non debba aver precedentemente deciso o svolto compiti (firmato ordinanze per esempio) nel medesimo procedimento.
Nell'udienza precedente anche l'avvocato Sabatino Ciprietti, difensore di Marco Picciotti, aveva sollevato una questione di incompatibilita' invitando il giudice ad astenersi.
Invito respinto dal gup.
Nel corso dell'udienza di oggi la difesa ha sollevato eccezioni sull'ammissibilita' della costituzione di parte civile della Fira sostenendo che si tratta di un ente strumentale della Regione e che si e' costituita nei confronti di tutti gli imputati senza scindere le posizioni.
Per la difesa non sarebbe la Fira parte offesa ma lo sarebbe la Regione. Teoria che pare avere qualche fondamento e che potrebbe ad ogni buon conto cadere proprio con la costituzione della stessa Regione che ha ancora tempo e se lo prende tutto per valutare e decidere. Cosa? Difficile dirlo.
Si tratta solo -in caso di sentenza di condanna degli indagati- di potersi rifare sul loro patrimonio del danno causato all'ente pubblico. Senza costituzione di parte civile niente risarcimento del danno (ipotizzato dalla procura in 16 milioni di euro).
Inoltre e' stata anche sollevata una eccezione sulla competenza territoriale legata ai reati associativi contestati.
La vicenda conta 103 imputati (persone fisiche e giuridiche), coinvolti, a vario titolo.
Tra le persone che finirono in manette oltre a Masciarelli Paolo De Michele, l'imprenditore di Altino Marco Picciotti, Silvio Cirone, Carolina D'Antuono, Giovanni Cirulli, Ivan Marinelli, Pietro D'Arcangelo, Barbara Picciotti, Vincenzo Trozzi, Domenico Grossi.
Tra gli imputati anche il titolare della clinica privata Villa Pini di Chieti, Vincenzo Maria Angelini, l'ex assessore regionale alla sanita', Vito Domenici, Barbara Tempesta, l'imprenditore televisivo, Vincenzo Lanetta.
L'udienza continua nel pomeriggio ed il calendario futuro è serratissimo.

14/04/2010 14.25