Concussione, indagato rettore Di Orio. Lui si difende: «è una vendetta»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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L'AQUILA. Avrebbe chiesto regali in cambio di favori accademici. Pesanti sarebbero le accuse mosse da parte di un docente nei confronti del rettore Di Orio che oggi assicura: «è solo una vendetta».





L'AQUILA. Avrebbe chiesto regali in cambio di favori accademici. Pesanti sarebbero le accuse mosse da parte di un docente nei confronti del rettore Di Orio che oggi assicura: «è solo una vendetta».




L'inchiesta è destinata a far discutere se non fosse per il protagonista principale verso il quale sono state mosse precise accuse da un docente di Medicina presso l'Università dell'Aquila.
Il rettore è stato così raggiunto nei giorni scorsi da un avviso di garanzia in cui si ipotizza il reato di concussione ed ha scoperto l'inchiesta a suo carico.
Le indagini portate avanti dalla Procura della Repubblica hanno preso le mosse dall'accusa contenuta in un esposto che il professore universitario della Facoltà di Medicina dell'Aquila, ha presentato diversi mesi fa agli inquirenti.
L'uomo avrebbe descritto presunti favori accademici che il rettore Di Orio gli avrebbe concesso chiedendo in cambio dei regali, dei soldi.
Denaro, stando alla denuncia in mano agli investigatori, finito nelle tasche del rettore sotto forma di contante ed assegni.
Da qui l'avviso di garanzia notificato al rettore nella fase di proroga delle indagini preliminari come richiesto ed ottenuto dagli investigatori che sul caso mantengono un comprensibile riserbo.
Questo vuol dire che in sei mesi l'accusa non ha raccolto sufficienti elementi, probabilmente anche a causa di mancanza di tempo o difficoltà varie sulle quali però nessuno si esprime.
Il rettore ha ricondotto le ragioni dell'inchiesta ad una vendetta dello stesso docente universitario dicendosi fiducioso nel lavoro della magistratura.
Di Orio nel giugno 2004 è eletto Rettore dell'Università degli Studi dell'Aquila. Dal 1988 al 1994 e dal 2001 al 2004 è stato presidente della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi dell'Aquila.
E' attualmente professore ordinario di Igiene generale e applicata.
E' stato senatore della Repubblica dal 1997 nella XII e XIII Legislatura con l'Ulivo e vice presidente della Commissione Parlamentare d'Inchiesta sul Sistema Sanitario.

IL PROFESSORE: «NESSUNA VENDETTA


Il professore Sergio Tiberti, ordinario di Igiene alla facoltà di Medicina de L'Aquila che ha presentato l'esposto contro il rettore ha sottolineato che «é del tutto falso che il sottoscritto abbia mai chiesto o ottenuto 'favori', come si potrà evincere dagli atti giudiziari, la denuncia riguarda comportamenti e azioni unilateralmente messi in atto dall'indagato».
«Le dichiarazioni del professor Di Orio su una presunta 'vendetta' per uno 'screzio' sono oggettivamente fantasie inconsistenti - ha proseguito Tiberti, -. Questa vicenda, ascrivibile tutta ai comportamenti del professor Di Orio, non ha nulla a che fare con tentativi di bloccare la rinascita dell'Università dell'Aquila. Al pari del rettore, il sottoscritto ha piena fiducia nell'attività della magistratura, e auspica che nessuno tenti di intralciarne l'operato con falsità e mistificazioni».
14/04/2010 11.25

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