Prete pedofilo ammette molestie e chiede di incontrare il vescovo

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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TERAMO. Il prete indiano arrestato a Teramo per pedofilia ha ammesso di avere compiuto atti osceni sulla bambina di 10 anni e di essersi pentito subito dopo averlo fatto.

Nell'interrogatorio di garanzia svoltosi nel pomeriggio di ieri davanti al Gip Marina Tommolini, il sacerdote ha spiegato che non era nelle sue intenzioni compiere gli atti sessuali e che quando si è accorto di «essere andato oltre» si è subito pentito.
L'episodio si sarebbe verificato nell'abitazione della piccola, lo scorso Natale. L'uomo approfittando dell'assenza dei genitori si sarebbe denudato e avrebbe costretto la bambina a toccargli le parti intime.
Le indagini, che in questi mesi hanno teso alla verifica di quanto raccontato dalla giovane vittima, hanno trovato la più ampia collaborazione della Curia teramana.
Giusto il tempo di raccogliere altri elementi e la Procura della Repubblica di Teramo ha chiesto l'arresto del quarantenne, poi ordinato dal Gip.
Nel frattempo, però, il prete, era tornato nel suo Paese, ufficialmente per trascorrere del tempo vicino alla madre malata.
Ieri è rientrato in Italia, consapevole delle indagini in corso, ma non ancora del provvedimento di custodia cautelare emesso a suo carico.
Secondo quanto si è appreso, il fatto sarebbe avvenuto alla presenza della sorellina più piccola della bimba vittima delle "attenzioni" del prete.
Fu proprio la reazione di quest'ultima a insospettire i genitori che poi parlarono anche con la figlia più grande.
In seguito la bimba fu ascoltata dal sostituto procuratore Bruno Auriemma con la collaborazione di uno psicologo.
Il prete era stato sospeso dalla curia teramana dopo che il suo superiore religioso era venuto a conoscenza dell'inchiesta e aveva denunciato la cosa al vescovo di Teramo.
Il prete accusato di pedofilia si era conquistato la fiducia dei parrocchiani e da tre anni viveva e lavorava nel teramano alle dipendenze del vescovo di Teramo per l'attività parrocchiale, ma fa capo al superiore del suo ordine religioso.
Il suo essere affabile lo aveva reso simpatico alle famiglie del posto, tanto da frequentare abitualmente le loro abitazioni.
E una di queste è stata teatro delle molestie.
Ieri il vescovo di Teramo e Atri, Michele Seccia - che a dicembre aveva provveduto a sospendere il religioso – ha espresso «sgomento per la vicenda»: «mi vergogno come si vergogna un padre di famiglia», ha detto.
La Curia vescovile si è messa a disposizione dell'autorità giudiziaria per facilitare le indagini sul caso.

14/04/2010 9.27

CHIESTO INCONTRO CON VESCOVO

Il legale del prete, Giovanni Gebbia, è preoccupato per lo stato confusionale del suo assistito, che si trova in carcere in isolamento e sorvegliato a vista.
Durante l'interrogatorio di questa mattina l'uomo avrebbe parzialmente ritrattato quanto ammesso ieri in un primo tempo. La linea difensiva parla di incomprensioni dovute a problemi linguistici. Il prelato, infatti, è di madrelingua inglese «non ha dimestichezza con l'italiano», ha spiegato Gebbia, «e quest'oggi è stato assistito da un interprete».
L'indagato ha anche chiesto di incontrare il vescovo: «mi auguro che questa richiesta di incontro», ha riferito sempre l'avvocato difensore, «venga accolta, almeno per restituire un pò di serenità al prete che è molto scosso».
14/04/10 14.09