Arriva la primavera, il polmone verde della città muore soffocato

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Arriva la primavera, il polmone verde della città muore soffocato
PESCARA. Malgrado il maltempo degli ultimi giorni la primavera è alle porte e la pineta dannunziana si fa trovare impreparata. Ancora una volta.
Di problemi ce ne sono tanti e si trascinano di anno in anno senza soluzioni definitive. Uno scempio ancora più grosso se si considera l'alto valore (ma solo formale) dell'area verde in città e soprattutto della scarsità di giardini e spazi attrezzati nel resto dell'area urbana.
Eppure nella “città dannunziana”, marchio impresso a fuoco sulla nuova giunta di centrodestra non c'è spazio per il decoro della pineta dannunziana.
Ne sa qualcosa Antonio Taraborelli, un solerte cittadino che ne conosce ogni centimetro quadrato e che quotidianamente perlustra e controlla l'area vicino casa sua.
Il giudizio, però, da molti mesi è purtroppo sempre negativo e la pineta non supera i “test” più importanti.
Il laghetto? «Una cloaca».
«Il Comune di Pescara», racconta Taraborelli, «ha utilizzato due giorni fa una grossa autobotte (autospurgo per pulizia fogne) per aspirare il guano puzzolente presente sulla superficie dell'acqua. Una cosa insensata ed inutile. Il guano il giorno dopo già era riaffiorato nello stesso punto in cui era stato aspirato. E' inutile spendere denaro pubblico per inutili operazioni "di facciata". Il laghetto necessita di un intervento radicale: urge lo svuotamento, la pulizia dei fondali e soprattutto la realizzazione di un nuovo sistema di drenaggio».
Non va meglio per i bagni pubblici, ristrutturati sei anni fa e da allora sempre chiusi: «sono ancora utilizzati come capanno degli attrezzi degli operai comunali», racconta Taraborelli, «i quattro bagni chimici utilizzati sono puzzolenti, costosi ed antigienici. Molti genitori son costretti a portare i loro figli dietro le siepi per fare i bisognini».
Da più di un anno e mezzo, inoltre, la recinzione del 'percorso vita' (lato Via Silone, rotto da un albero caduto) è in attesa di riparazione, così come diversi attrezzi del 'percorso vita' sono deteriorati o rotti.
«Una trave oscillante del parco bimbi è sparita nel nulla», commenta perplesso il cittadino.
Problemi anche per i due distributori di palette e sacchetti per cani, «rotti da anni», che servono soltanto come depositi di immondizia. Perchè non rimuoverli del tutto?
Taraboelli contesta anche i controlli effettuati dalla polizia a bordo dell'auto di servizio: «sabato 10 Aprile alle 18.30) in mezzo a una folla di genitori e di bimbi la macchina ha percorso i sentieri del 'percorso vita' inquinando ed infastidendo i visitatori. Se ci fosse un custode un simile spettacolo non accadrebbe. Inoltre mi chiedo: perchè la Polizia di Stato non lascia le macchine di servizio fuori del Parco e non effettua i controlli a piedi?»
Per finire il giro di ricognizione si arriva su via Antonelli: «da giorni lungo la recinzione del 'percorso vita' di Via Luigi Antonelli giacciono fasci di rami tagliati ed immondizia diffusa. Uno spettacolo indegno da vedere. Chi pulisce?»
La salute degli animali all'interno del “parco”? Meglio non parlarne.
A scoppiare di salute sono io topi sempre più grossi che bivaccano tra i rami e l'erba a due passi dai bambini che giocano.
Chissà cosa penserebbe il Vate.

13/04/2010 8.55

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