Inchiesta Mostra del fiore, ipotesi di truffa e appropriazione indebita

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Inchiesta Mostra del fiore, ipotesi di truffa e appropriazione indebita
FRANCAVILLA. Sulla Mostra del fiore Goffredo Venzo, l'inventore della manifestazione, aveva ragione.
Serviva più a chi l'organizzava che a Francavilla o agli operatori florovivaistici locali dell'Arfa, che non ci sono.
Lo ha confermato l'indagine appena conclusa da parte dei carabinieri e della Guardia di Finanza di Chieti, che hanno depositato le risultanze investigative al sostituto procuratore competente: Lucia Campo.
Si tratta di decidere se le ipotesi di reato di appropriazione indebita e truffa e la segnalazione alla Corte dei Conti per responsabilità contabili sono da perseguire o no. Come si ricorderà, e come PrimaDaNoi.it ha scritto più volte in passato, il nodo centrale delle denunce di Venzo era questo: Comune, Provincia, Regione e Camera di Commercio erogavano ogni anno contributi per circa 50 mila euro di soldi pubblici per la manifestazione (organizzata da Remo Matricardi), ma il rendiconto non c'era o non era adeguato, per cui tutta l'operazione era poco trasparente.
Goffredo Venzo con le sue denunce ripetute criticava soprattutto il Comune, gestione Angelucci, per non aver tutelato adeguatamente una risorsa locale e per aver di fatto trasformato in una fiera la sua iniziativa che era nata a favore dei produttori locali.
Il che, soprattutto nelle ultime edizioni della Mostra, aveva provocato uno strano fenomeno: i soldi del Comune non andavano a beneficio degli operatori locali, ma di altri imprenditori (e di qualche organizzatore).
Ma fino all'anno scorso le Istituzioni sono risultate sorde e cieche nonostante le denunce dettagliate, poi hanno deciso di vederci chiaro ed hanno scoperto di tutto e di più.
Ad esempio che le ricevute dei compensi firmate da chi aveva lavorato nell'organizzazione non erano veritiere: gli importi più grandi risultavano decurtati al momento del pagamento (firmo 2 mila euro e ne ricevo 500 o 1000) e quelli più piccoli, addirittura, non sono stati proprio erogati.
Chiamati a confermare di aver ricevuto soldi, i giovani collaboratori hanno dichiarato di aver lavorato come volontari.
E così hanno fatto i meno giovani, stupiti di trovare la loro firma sotto documenti che attestavano il compenso e la relativa ritenuta d'acconto.
Ritenuta che non è stata mai versata e che quindi restava in tasca agli organizzatori, così come molti dei compensi.
La stima di queste cifre intascate è di circa 15 mila euro.
E su questo si è attivata anche Equitalia, che ha iniziato il recupero delle ritenute non versate.
Sarà il pm Campo a decidere se si tratta di reati o no: quello che ha sorpreso gli investigatori sono state le difficoltà incontrate durante l'indagine per l'acquisizione della documentazione.
Gli investigatori infatti si sono domandati se i rendiconti in realtà non esistessero del tutto generando una certa “confusione organizzativa” all'interno degli uffici oppure se al Comune ci sono sacche di ostruzionismo verso la ricerca di legalità a causa di dipendenti “compiacenti”.
A questo si aggiunge che i testimoni chiamati hanno collaborato solo entro i primi 8-10 giorni e poi sono stati sempre più reticenti e che spesso – anche tra i consiglieri comunali di opposizione - si sono levate voci di appoggio alla Mostra del Fiore e di critica verso chi ha interrotto questo sistema di illegalità diffuso.
Una indagine non facile che ora aspetta di essere chiusa.

Sebastiano Calella 13/04/2010 8.42

[url=http://www.primadanoi.it/search.php?query=mostra+del+fiore&mid=6&action=showall&andor=exact]TUTTO SULLA MOSTRA DEL FIORE E LE INDAGINI[/url]

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