Strada di Postilli e parcheggio Ciavocco : due nodi che vengono al pettine

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

2103

Strada di Postilli e parcheggio Ciavocco : due nodi che vengono al pettine
ORTONA. Versare un finanziamento nazionale, incorporare una buona idea che con il tempo si guasta, far lievitare “al calduccio” i costi, amalgamare tutte le piante abbattute, aggiungere un pizzico di propaganda ed ecco pronta la ricetta tipica per le incompiute o opere scarsamente utili di Ortona.

La prima torta mal riuscita è la strada Postilli Ricci.
Un'incompiuta bella e buona che oggi si palesa nell'interruzione di lavori - andati sempre a singhiozzo- iniziati nel maggio 2007.
Una litoranea verdeggiante ed un po' selvaggia pensata «per aumentare il turismo», è diventata “un' autostrada” sterrata in «zona vincolata» (come hanno sempre sottolineato gli ambientalisti nelle proteste).
Costo? All'inizio 2 mln di euro, che lievitano a 6 mln e strabordano a 18 mln.
6 mln finanziati dal Cipe e per la restante parte ci avrebbe dovuto pensare il Comune.
L'incompiuta già intravista sulla carta da PrimaDaNoi.it tre anni fa per il semplice fatto che non bastavano i soldi, ora si è materializzata anche agli occhi degli scettici (stampa compresa).
Ma intanto a farne le spese saranno i contadini espropriati, le casse pubbliche e la natura circostante.

IL PARCHEGGIO CIAVOCCO

Un'altra bella torta- questa volta a tre piani- è il parcheggio Ciavocco. Già funestato dalla condanna inflitta a quattro persone (progettisti, collaudatore e costruttore) con pene che vanno da 8 mesi a 2 anni per falso ideologico e truffa ai danni della Regione, ora anche qui il tempo sta dimostrando l'inutilità- ampiamente prevista- di un parcheggio per 300 posti auto che a malapena viene utilizzato da 20 cittadini al giorno.
Alla base della condanna ci sono le differenze tra il progetto approvato dalla giunta («di cui si verificheranno le responsabilità») e l'opera effettivamente realizzata dalla ditta Del Barone. Il garage di quattro piani (anche se il progetto approvato ne prevedeva solo tre) è sottoutilizzato.
I calcoli di incassi stratosferici (270 mila euro l'anno, circa 800 euro al giorno) per il Comune non si sono avverati. Stime troppo ottimistiche per un centro come Ortona dove la gente gira a piedi e di posteggi gratis se ne trovano ancora.
Un progetto sproporzionato ma nessuno se ne era accorto prima.

INUTILITA' PREVISTA MA SI PERSEVERA…


Ma non succede niente (si fa per dire).
Il “come volevasi dimostrare” non scuote gli amministratori che continuano ad “investire” soldi per la sorveglianza (data in appalto ad una ditta) e poi per fare nuovi lavori che aumentino la sicurezza… di un parcheggio vuoto.
Ma forse queste sono spese “minime” se paragonate al risarcimento che il Comune fu obbligato a pagare alla prima ditta vincitrice dell'appalto estromessa.
La storia è raccontata dal periodico ortonese “La Sveglia” in questi termini: «il Comune ebbe un finanziamento (2 mln di euro, ndr) per costruire un parcheggio interrato…l'amministrazione comunale di allora scelse come sito Piazza S.Francesco. Nel 1994 e successivi, la nuova amministrazione comunale guidata dal Sindaco Puletti e dal vicesindaco Fratino (…) cambiò il sito».
La ditta vincitrice voleva cambiare il sito, ma la Giunta non ne volle sapere e quindi fu estromessa. Infatti il parcheggio si realizzò in una area di tre ettari dove c'era un parco ricco di verde. Risultato? Tante spese, scarsissima utilità, costi stratosferici, ricavi irrisori, danni irreparabili all'ambiente.
Così, come ai contadini della Postilli-Ricci rimane solo la breccia (e le carte dell'esproprio), anche agli ortonesi “di città” rimane solo un cumulo di cemento ben interrato. Ad ognuno il suo, senza scontentare nessuno.
D'altronde non serve a questo la politica?

Manuela Rosa 12/04/2010 9.21


Visualizzazione ingrandita della mappa

CONDIVIDI GLI ARTICOLI DI PDN SU FACEBOOK