Wwf in tour a Bussi, «uno dei luoghi più contaminati d’Europa»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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BUSSI. A Bussi e Piano d’Orta a tre anni dai sequestri le scorie a margine di strade e abitazioni.



L'associazione: «servono fondi immediatamente disponibili e un cambio di passo nelle procedure, il presidente regionale Chiodi si impegni in prima persona».
Un disastro ambientale di immani proporzioni, è quello che ognuno può vedere visitando Bussi in provincia di Pescara, uno dei luoghi più inquinati d'Italia e d'Europa.
Oggi il Wwf ha voluto mostrare la reale situazione ai giornalisti organizzando un'escursione guidata tra megadiscariche di rifiuti tossici, aree industriali gravemente inquinate e siti industriali dismessi e mai bonificati.
La visita, effettuata con uno dei maggiori esperti di storia industriale della Val Pescara, il professor Marcello Benegiamo, ha riguardato sia le megadiscariche abusive limitrofe al polo chimico ancora attivo di Bussi sul Tirino, sia il sito industriale dismesso di Piano d'Orta, nella val Pescara.
Le megadiscariche di Bussi e l'area di Piano d'Orta sono state oggetto di sequestro nel 2007 da parte della magistratura dopo le indagini del Corpo Forestale dello Stato di Pescara guidato da Guido Conti.
L'associazione ha voluto includere nel programma di visita il sito industriale satellite di Piano d'Orta dove la Montecatini dagli inizi del novecento fino alla metà degli anni '60 produsse fertilizzanti con conseguente produzione di grandi quantità di scorie tossiche.
I partecipanti hanno potuto osservare come, a quarant'anni dalla dismissione e a tre anni dal sequestro da parte della magistratura, il sito sia di fatto abbandonato a se stesso.
In pieno centro abitato, a pochi metri dalle case, destano impressione i sinistri strati di materiale color vinaccia che si stanno letteralmente sbriciolando su una strada su cui si affacciano decine di case.
Nell'area di Bussi le due megadiscariche, ognuna con centinaia di migliaia di mc di materiale tossico, restano lì sotto sequestro sul greto dei fiumi Pescara e Tirino.
Recentemente nella relazione per la stima del danno ambientale redatta per la Procura, l'Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca sull'Ambiente (ISPRA) per la sola Bussi, dove negli anni '30 del novecento si produssero anche armi chimiche come l'Iprite, ha stimato in quasi due milioni le tonnellate di suolo contaminato da bonificare, del volume di una collina alta 130 metri con una base ampia come un campo di calcio.
Arsenico, benzene, cromo esavalente, piombo, mercurio e decine di sostanze cancerogene e/o tossiche.
Suolo, sottosuolo, falda superficiale, falda profonda: tutto inquinato.
Quasi 9 miliardi di euro di danni, praticamente una manovra finanziaria nazionale.
Per questo le aree inquinate a Bussi e Piano d'Orta e alcuni bacini lungo il fiume Pescara che potrebbero aver intercettato sedimenti inquinati sono stati inclusi nel perimetro di un Sito di Bonifiche nazionale, uno dei 57 siti nazionali.
«Spesso raccontiamo ai giornalisti e ai cittadini il dramma ambientale di Bussi e di Piano d'Orta mostrando fotografie e citando i dati drammatici sull'inquinamento», spiega Camilla Crisante, presidente del Wwf Abruzzo.
«Ritengo però che solo una visita sui luoghi possa rendere veramente consapevoli dell'esistenza di una situazione che pone a rischio una vallata dove abita mezzo milione di persone. Quello che si può vedere dal vivo e, in alcuni casi, che si potrebbe toccare direttamente con mano, se non fosse per l'istinto di sopravvivenza, è veramente incredibile con scorie industriali con cui qualsiasi bambino potrebbe entrare in contatto».
Il Wwf torna a chiedere ad alta voce a tutti gli enti responsabili di fare «il massimo possibile per cambiare radicalmente la situazione, ognuno per le proprie competenze».
«La realtà», dicono dall'associazione, «ci dice che nell'ultima conferenza dei servizi il funzionario della regione ha fatto mettere a verbale una richiesta di finanziamento e recentemente l'Agenzia Regionale per la Tutela dell'Ambiente ha dichiarato di non poter eseguire un Piano della Caratterizzazione perché non ha le risorse necessarie. Il presidente della Regione Chiodi deve dare risposte effettive e chiedere di persona e con forza impegni economici al Ministero dell'Ambiente e al Governo per il disinquinamento. Tutti gli altri enti e i privati coinvolti nella conferenza dei servizi devono celermente dar seguito alle chiare indicazioni che vengono dai tecnici del Ministero dell'Ambiente e che sono state inserite nel verbale della conferenza dei servizi decisoria di febbraio».
Per il ruolo attivo esercitato dall'associazione in questa vicenda il Wwf ha chiesto di poter essere riconosciuta quale parte civile nel procedimento penale in corso per i fatti di Bussi (la prossima udienza è prevista per lunedì 12 aprile presso il Tribunale di Pescara).
Infatti, l'associazione nel 2007 aveva denunciato per prima ai cittadini l'esistenza di contaminazione dei pozzi S. Angelo che per decenni hanno dato acqua a 500000 persone.
10/04/10 14.34