Mosciano, stop alla stabilizzazione: «la beffa per noi precari»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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MOSCIANO SANT'ANGELO. Il percorso avviato nel 2008 è stato annullato: «La vecchia giunta voleva stabilizzare tutti invece ora siamo noi, lavoratori con i requisiti, a rischiare di andare a casa»


Lavorano da oltre 12 anni al servizio degli enti locali, hanno superato le selezioni pubbliche e maturato i requisiti ma la loro stabilizzazione è stata annullata.
E' questa l'odissea di 5 precari storici del Comune di Mosciano Sant'Angelo che oggi denunciano la loro difficile situazione, frutto delle scelte compiute dalla precedente amministrazione.
Si tratta di cinque lavoratori provenienti dal bacino della mobilità e dei lavori socialmente utili che dal 2001 lavorano con contratti di collaborazione per il Comune di Mosciano: già dal 2006 hanno maturato i requisiti per la stabilizzazione, in base alla legge 296/2006 che richiede tre anni di servizio nelle pubbliche amministrazione per avviare il percorso.
Nel 2008 la precedente amministrazione comunale decise però di unire al loro legittimo percorso di stabilizzazione altri 16 lavoratori, non tutti in possesso dei requisiti richiesti dalla legge.
Una scelta che ha provocato la reazione dell'opposizione in consiglio comunale e la presentazione di un esposto.
La giunta attuale, guidata dal sindaco Orazio Di Marcello, ha così fatto marcia indietro e con una delibera del 16 marzo ha annullato il risultato delle procedure concorsuali avviate nel 2008 e quindi l'intero iter di stabilizzazione.
«La precedente amministrazione voleva stabilizzare tutti sfruttando il nostro percorso», spiegano i precari, «e ora tutto è annullato per colpa loro, ma siamo noi quelli che rischiano davvero di andare a casa».
Due dei cinque precari storici - tra l'altro due padri di famiglia – si sono visti nel frattempo anche ridurre l'orario di lavoro: tutti alla scadenza dei contratti rischiano di perdere il posto di lavoro.
Ora i lavoratori chiedono delle risposte alla giunta e al sindaco Orazio Di Marcello. «L'amministrazione attuale ha ereditato questi problemi», continuano i precari, «ma noi pretendiamo delle risposte: lavoriamo come co.co.co da più di dieci anni timbrando il cartellino,
come gli impiegati comunali e senza alcuna tutela. La nostra situazione deve essere risolta oppure procederemo con un'azione legale, per rivendicare il diritto al posto di lavoro che ci viene negato».

10/04/2010 9.25