Dragaggio Pescara, martedì incontro d'urgenza per sbloccare la procedura

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Martedì prossimo, Conferenza dei Servizi convocata d'urgenza presso la Direzione Marittima di Pescara, l'amministrazione e la Regione cercheranno di sbloccare la procedura per il dragaggio del fiume Pescara.



Bisognerà individuare come e dove poter smaltire i fanghi che saranno tolti dal porto canale per restituire navigabilità ai suoi fondali.
Un problema che ormai soffoca lo scalo pescarese e all'orizzonte non si vedono soluzioni definitive.
Comune e Regione, in pochi mesi, erano riusciti a reperire la somma necessaria, ossia prima 300mila euro già pronti in cassa, quale residuo del primo dragaggio effettuato a giugno 2009, e poi altri 500mila euro individuati nel bilancio regionale lo scorso agosto, totalizzando la somma complessiva di 800mila euro.
A quel punto sono partite le procedure tra Roma e Pescara, con l'analisi dei fanghi e la richiesta delle relative autorizzazioni, ufficiosamente annunciate lo scorso gennaio, ma che il Ministero delle Infrastrutture ha formalmente inviato alla Regione Abruzzo solo lo scorso 24 febbraio, con tutta la documentazione relativa anche alle verifiche effettuate sugli argini della vasca di colmata, in teoria destinata ad accogliere i materiali di risulta.
L'inizio delle operazioni di dragaggio era atteso entro fine marzo, per essere completate in 30 giorni.
Nei giorni scorsi, però è arrivato lo stop da parte dell'Arta che avrebbe sollevato perplessità circa la possibilità di utilizzare la vasca di colmata del nuovo porto per lo smaltimento dei fanghi, perché la stessa vasca risulterebbe priva di un tessuto di impermeabilizzazione e protezione che addirittura doveva essere posizionato sul fondo della struttura già negli anni passati, prima del posizionamento di qualunque fango.
«Queste perplessità – ha spiegato il sindaco Luigi Albore Mascia - hanno determinato il blocco delle operazioni di dragaggio, il momentaneo congelamento dei fondi e, soprattutto, un ulteriore aggravamento delle condizioni dei fondali del porto commerciale con forti problemi per gli operatori che ogni giorno effettuano le proprie manovre all'interno dello scalo. Una situazione insopportabile per gli operatori e inconcepibile».
In una nuova Conferenza dei Servizi, fissata per martedì prossimo,si valuterà la proposta avanzata dal Provveditorato alle Opere Pubbliche per il Lazio, l'Abruzzo e la Sardegna, relativamente al dragaggio e al posizionamento in una discarica autorizzata del materiale di escavo».
Al vertice parteciperanno anche rappresentanti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la Protezione civile, l'Arta, la Direzione regionale dei Trasporti, la Direzione dell'Agricoltura e delle Foreste, la Direzione Lavori pubblici Servizi idrici integrati e l'Ispra (Istituto Superiore di Protezione e Ricerca Ambientale).

10/04/2010 9.21