Montesilvano, aumenti di stipendi per sindaco&Co

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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MONTESILVANO. Ottomila euro in più ogni 12 mesi per il sindaco. Una manovra che peserà sul bilancio cittadino per 103 mila euro. Aumentati anche i gettoni di presenza.



Un aumento mai chiesto ma una rideterminazione delle indennità e gettoni di presenza.
Insomma, soldi in più in automatico. Così si giustifica la politica che conta a Montesilvano per spiegare gli stipendi gonfiati dell'ultima ora.
Una manovra in automatico, quindi, che però nessuno tra i fortunati ha contestato e mai contesterà e che costerà alle casse comunali 100 mila euro.
Il sindaco percepirà, infatti, 692 euro in più (lordi ogni mese che equivalgono a 8 mila euro di aumento all'anno), il suo vice Ernesto De Vincentis poco più di 300. Appena 170 quelli del presidente del Consiglio Vittorio Catone e per gli altri sette assessori.
Aumenti in vista anche per i consiglieri comunali grazie all'adeguamento del gettone di presenza che passa così da 32,5 a 39,7 euro».
Contesta il provvedimento il consigliere e avvocato Leo Brocchi che ha già parlato con il sindaco e proposto di premiare solo i più meritevoli.
«Questo è il ‘premio' per l'immobilismo amministrativo che i nostri cari politici locali hanno e continuano a regalare a Montesilvano», ha commentato invece Marco Forconi di Forza Nuova.
«E, mentre fabbriche storiche come la Matex chiudono i battenti e piccoli e medi esercenti scelgono di rivolgersi a usurai rom per far fronte alle mancate concessioni creditizie delle banche, i consiglieri cittadini, i quali ben si guardano dal rilasciare commenti in merito, hanno trovato il loro regalo di Pasqua direttamente sulle loro calde e dolci poltroncine di velluto. Centosettantatrè euro al mese, sette euro e 23 centesimi per ogni firma lasciata sui registri. E senza bisogno di scioperi o occupazioni di stabili»
«Inutili», sempre secondo Forconi, le giustificazioni addotte dal presidente del Consiglio comunale, Catone, secondo il quale questi aumenti non sono stati decisi attraverso delibere di giunta o consiglio ma solo per un ‘adeguamento normativo'.
«Tutto ciò è assolutamente immorale e la politica, che in maniera bipartisan tanto si riempie la bocca durante ogni compagna elettorale di buoni propositi», ha chiuso Forconi, «dovrebbe opportunamente fermarsi e guardarsi allo specchio anziché trovare inutili appigli sull'astensione elettorale dei cittadini».

09/04/2010 9.44