Nuova amministrazione Di Primio: giunta quasi fatta, anzi no

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CHIETI. Gli assessori sicuri della nuova amministrazione Di Primio a Chieti per il momento sono i 5 primi eletti del Pdl: Domenico Di Fabrizio, Mario Colantonio, Dario Marrocco, Alessandro Bevilacqua, Marco D'Ingiullo.

Naturalmente nell'elenco si è fatto da parte il senatore Di Stefano («per far posto ad una donna»).
Gli altri 5 saranno così ripartiti: 2 all'Udc, 1 alla Lista civica Giustizia sociale, 1 all'Alleanza per Di Primio Popolo di Chieti, 1 a Mpa, alla Lega Nord la presidenza del Consiglio comunale.
Ai 5 del Pdl che si dimetteranno subentrano i primi 5 non eletti.
Da affidare anche le presidenze di un paio di aziende comunali, per una delle quali è in corsa Valerio Visini.
Lo hanno annunciato il neo sindaco, il senatore Fabrizio Di Stefano e l'assessore regionale Mauro Febbo.
Altri nomi non sono stati fatti, anche perché è in ballo anche la quota rosa e quindi ci potranno essere cambiamenti anche tra i 5 sicuri.
Come potrebbe capitare per lo stesso Di Fabrizio, che è stato il più votato e che presiederà il primo consiglio comunale che si terrà il 19 aprile, salvo ritardi della commissione elettorale del tribunale nel comunicare i nomi precisi degli eletti.
Di Fabrizio preferirebbe un incarico più che un assessorato.
Tutto a posto dunque?
Non proprio, perché sono ancora in corso le trattative con gli alleati che non sono proprio d'accordo.
Primi a puntare i piedi sono gli eletti dell'Udc, perché l'accordo prevedeva un assessore ogni due eletti.
Essendo 6 i suoi consiglieri, l'Udc vuole tre assessori.
Tra l'altro ha preso la metà esatta dei voti del Pdl e trovarsi 5 a 2 non sembra equo. Problemi anche per gli assessori delle altre liste.
Giampietro, già assessore con il centrosinistra, non viene ben visto in Giunta, allora toccherebbe a Liberato Aceto, che però aspira al posto di Presidente del Consiglio che fa gola pure a Di Labio.
Per la quota rosa la più probabile sembra Emilia De Matteo, visto che Carla Di Biase è già consigliere provinciale e non sembra favorevole ad abbandonare le sue cariche in Provincia.
Esaurito il toto-assessore, si fa più interessante conoscere il termometro della maggioranza in Consiglio modificata con l'ingresso di 5 nuovi consiglieri per lo slittamento di 5 posti.
Fino ad oggi sembra vincente e solida l'alleanza degli ex An che però potrebbero subire l'attacco degli eletti in quota F. I., senza dire che anche l'Udc non scherza perché con i suoi 6 consiglieri sarà l'ago della bilancia nelle votazioni che contano. Insomma Di Primio avrà scarsi margini di manovra se le sue decisioni non saranno concordate e ben accette: i 13 consiglieri del Pdl potrebbero non bastare, anche se fossero tutti uniti senza distinzioni.

s.c. 07/04/2010 15.19