Telefoni d’oro in Comune: servizi inutili, superflui e tariffe fuori mercato

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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FARINDOLA. Chissà se il sindaco di Farindola, Antonio De Vico, le bollette del telefono di casa sua le controlla. Chissà quanto spende a casa sua per parlare al telefono. Sarebbe fondamentale saperlo visto che nella migliore delle ipotesi le fatture del Comune che amministra non le ha mai viste.




FARINDOLA. Chissà se il sindaco di Farindola, Antonio De Vico, le bollette del telefono di casa sua le controlla. Chissà quanto spende a casa sua per parlare al telefono. Sarebbe fondamentale saperlo visto che nella migliore delle ipotesi le fatture del Comune che amministra non le ha mai viste.


Non bisogna certo essere tecnici per capire che per due mesi di chiacchiere una cifra pari a 2.300 euro è spropositata. Si arriva così in un anno a pagare fino a 14 mila euro per spese di telefono e connessione ad internet.
Un record assoluto che potrebbe far entrare di diritto il Comune tra i migliori contribuenti della Telecom.
Farindola, infatti, è una ridente cittadina (che oggi ha una ragione in più per ridere di meno) della provincia di Pescara con appena 1700 persone mentre in Comune lavorano meno di dieci dipendenti che utilizzano cinque linee telefoniche.
L'associazione dei consumatori Codici si è presa la briga di controllare le oltre 30 fatture dell'ultimo anno, le ha spulciate una ad una ed ha verificato voce per voce i diversi costi. Le sorprese non sono mancate.
Si tratterebbe, infatti, di quelle che in gergo vengono definite “fatture sporche” cioè infarcite di una serie di servizi che nella realtà o non sono utilizzati o non possono esserlo o dovevano essere eliminati da tempo.
In definitiva il Comune da anni paga servizi che non dovrebbe pagare ma che invece sarebbero tutti indicati voce per voce non solo nelle bollette ma anche nei contratti telefonici stipulati con la Telecom per mezzo di una società di intermediazione.
Come è possibile che questo accada? E come mai nessuno si è mai accorto di nulla e nemmeno ha storto il naso per gli eccessivi costi?
Misteri farindolesi.
Come ben sanno tutti coloro che ricevono una bolletta del telefono ogni voce ha un costo e più voci vi sono più il totale aumenta. Elementare.
Nelle bollette del Comune di Farindola si riescono a trovare contemporaneamente anche tre centralini telefonici il cui utilizzo è assolutamente sconosciuto.
Pur ipotizzando la necessità di avere un centralino telefonico in un comune così piccolo sarebbe anche tecnicamente difficile immaginare l'utilizzo contemporaneo di tre centralini.
Ma questo accade probabilmente solo nel mondo virtuale della bolletta dove le apparecchiature si pagano perché sono in leasing e se poi non si utilizzano non importa.
Già prima del 2003 si ritrovava la voce “centralino telefonico”, poi si sente l'esigenza di uno nuovo che arriva prontamente (di sicuro in bolletta) ma senza rimandare indietro quello vecchio.
La stessa cosa accade di recente.
Se ne ordina uno ancora più nuovo ma i due vecchi rimangono sul groppone del Comune per un ammontare medio di circa 500 euro.
A Farindola pare non arrivi ancora l'Adsl così per navigare sul web bisogna accontentarsi della vecchia Isdn montata su tre delle cinque linee.
Ogni linea ha bisogno per funzionare di una “borchia” (8,26 euro noleggio accessorio).
Ma in bolletta per ogni linea vengono “caricate” tre borchie (2 in più) “isdn-borchia-nt1 plus 2 b1 q”.
I tecnici assicurano che però è tecnicamente impossibile installare più di una borchia.
In una fattura del 2010, poi, relativa ad uno dei numeri del Comune 2010 si trova un importo per connessioni internet per 1.768euro pari a 15.249 connessioni ai numeri 701 e 702 per complessive 263 ore.
Una quantità che sfida la logica e che forse potrebbe essere spiegata con l'abbandono del pc acceso mentre tenta di connettersi all'infinito per giorni.
Un caso eccezionale e da record anche se per due mesi di Internet in media il Comune spende circa 700 euro.
Una cifra di gran lunga enorme ed oggi probabilmente fuori mercato viste le numerose offerte anche di contratti “business” che partono da cifre bassissime 30-40 euro per due mesi di collegamenti perpetui (flat).
Anche in questo caso non bisogna essere tecnici. Magari basta solo guardare qualche spot in tv o, visto che siamo in tema, sul web per essere invasi da offerte appetitose.
In tutte le fatture dell'ultimo anno (30 fatture) ci sono anche le voci “costi per noleggi e manutenzione prese suonerie” e “noleggio impianto principale” per un totale di 20 euro che moltiplicato per le cinque linee e per tutto l'anno fanno crscere l'importo per servizi che potrebbero essere cancellati perché inutili.
Il numero 085 823122, ad esempio, utenza intestata al Comune di Farindola, sull'elenco telefonico però risulta appartenere all' “ Istituto comprensivo scuola materna di Montebello di Bertona”. 
Altro mistero doloroso farindolese.
«E' una situazione paradossale e limite che bisognerà chiarire al più presto», spiega Domenico Pettinari, segretario provinciale di Codice e conciliatore Telecom accreditato al Ministero, «per disdire tutta una serie di servizi inutili basterebbe una telefonata al gestore per essere cancellati immediatamente. Inoltre il Comune può chiedere il rimborso anche per responsabilità di chi ha sottoscritto il contratto che in questo caso è il consulente commerciale della Telecom, una società che ha stipulato il contratto con il Comune di Farindola e che avrebbe avuto l'obbligo di consigliare servizi utili e costi concorrenziali e convenienti».
«Il sindaco che dovrebbe vigilare perché non si è mai accorto dei costi così eccessivi?», incalza Pettinari, «chiediamo al sindaco di mettersi in regola subito incontrando gli esperti della Telecom e cassare tutti gli importi ingiustificati. Per il passato invece Codici ritiene doveroso esporre i fatti alla Corte dei Conti che valuterà eventuali profili di danno arrecato alle casse pubbliche».

01/04/2010 16.13