Prostituzione, sfruttavano ragazze cinesi, 11 arresti

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Sequestrati alcuni appartamenti anche nel capoluogo adriatico.



Un giro di prostituzione con ragazze cinesi è stato scoperto dagli agenti della squadra mobile di Roma in un anno di indagini concluse con l'arresto di 11 cinesi, 7 uomini e 4 donne.
L'inchiesta coordinata dal pubblico ministero Laura Condemi della procura di Roma, è partita a seguito di alcune segnalazioni compiute dai condomini di un appartamento di Via Gregorio XXII che denunciavano continuo via vai di persone dalla palazzina.
Gli investigatori della seconda sezione della mobile, diretti da Maurilio Grasso, hanno scoperto che l'appartamento veniva utilizzato per sfruttare la prostituzione di ragazze cinesi.
I successivi accertamenti hanno pero' permesso di scoprire ben 25 appartamenti che erano stati affittati in tutta Italia utilizzando un'identità cinese fittizia.
Solo nella capitale gli agenti hanno sequestrato 11 appartamenti dove venivano fatte prostituire 3 ragazze cinesi.
Altri 14 appartamenti sono stati sequestrati in diverse regioni d'Italia nelle città di Modena, Bergamo, Milano, Pescara, Venezia, Taranto e Treviso.
Per ogni prestazione sessuale le prostitute ricevevano il 50% dei ricavi.
L'organizzazione si preoccupava di pubblicizzare in quotidiani locali la prostituzione, inoltre aveva istituito una sorta di 'call-center' per rispondere alla clientela e dare indicazioni delle tariffe da pagare e sugli indirizzi degli appartamenti.
Le ragazze venivano tutte 'arruolate' direttamente in Cina e le più belle erano destinate agli stessi cinesi facoltosi.
Alcuni volantini scritti in cinese che pubblicizzavano l'attività di meretrice con la scritta "fiume d'amore" venivano distribuiti nell'ambito della comunità cinese.
«L'aspetto singolare - ha detto Vittorio Rizzi, capo della squadra mobile di Roma - che ha messo in evidenza questa operazione e' che non si tratta più di un'attivita' sporadica dello sfruttamento della prostituzione da parte di cinesi, ma e' diventata una vera e propria impresa».
Gli investigatori sono ora al lavoro per verificare possibili collegamenti con la criminalità organizzata cinese. Gran parte dei proventi della prostituzione venivano inviati in Cina per mezzo delle società di money transfer.
01/04/10 13.57