Emergenza Poste Italiane: migliaia di lettere non consegnate a L'Aquila

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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L'AQUILA. Sono state esposte da Poste Italiane, alle associazioni dei consumatori abruzzesi le gravi difficoltà inerenti alla consegna della corrispondenza dovuta alla mancata reperibilità dei destinatari.

L'AQUILA. Sono state esposte da Poste Italiane, alle associazioni dei consumatori abruzzesi le gravi difficoltà inerenti alla consegna della corrispondenza dovuta alla mancata reperibilità dei destinatari.

Infatti molto spesso i nomi sono assenti sui campanelli e sulle cassette postali degli alloggi provvisori e per i postini recapitare bollette e quant'altro diventa una impresa impossibile.
E così si è verificato, presso la sede centrale di Poste Italiane de L'Aquila, un accumulo eccessivo di posta in giacenza che deve essere reinviata al mittente o in caso contrario distrutta.
Ulteriore limite è rappresentato dall'inadeguatezza dello sportello della sede centrale aquilana di Poste Italiane che non può evadere le innumerevoli richieste di un pubblico così vasto che si presenta personalmente per richiedere la corrispondenza in giacenza ad esso indirizzata.
Le poste segnalano la loro impossibilità a continuare ad operare in tale regime di emergenza «che contravviene alle Condizioni Generali di Servizio, emanate dal Decreto Ministero per lo Sviluppo Economico del 01.10.2008, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale nr. 242 del 15.10.2008 e che le porta ad incorrere in sanzioni penali dovute alla mancata consegna della corrispondenza entro i tempi indicati dalla normativa».
Per questo motivo è stato chiesto anche alle associazioni consumatori di sensibilizzare la popolazione ad intervenire direttamente con l'indicazione dei propri riferimenti sulle cassette postali e sui campanelli e di segnalare all'azienda il nuovo luogo dove è preferibile recapitare la corrispondenza.
Sollevato da Arco il problema delle date di spedizione della corrispondenza che devono essere indicate sulla busta o sul pacco.
La questione è sottoposta ad una regolamentazione contraddittoria da parte del decreto ministeriale che ne annulla la portata.
«L'osservanza», spiegano dall'associazione, «va inevitabilmente a scontrarsi con la sua assoluta necessità in quanto molte comunicazioni prevedono tempi di scadenza basate sulla data di ricevimento da parte del destinatario».
Ai cittadini viene così chiesto un piccolo sforzo altrimenti la corrispondenza non potrà essere riconsegnata al mittente ma verrà distrutta.

31/03/2010 16.04