Il caso del falso alla mostra. Durini:«dove sono i responsabili organizzatori?»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Il caso del falso alla mostra. Durini:«dove sono i responsabili organizzatori?»
PESCARA. «Dove sono i responsabili, sono malati con il virus beuyssiano?...So che sta girando questo virus…».
La baronessa Lucrezia De Domizio Durini ha iniziato così la conferenza stampa fuori dal Museo Colonna dopo aver ascoltato l'inno d'Italia eseguito dalla banda di Bolognano.
E' stato un pomeriggio insolito per un pescarese che di sicuro non è abituato ad una lezione en plein air d'arte contemporanea.
Non sono mancati siparietti divertenti e goliardici.
La baronessa, dopo l'esecuzione della banda, ha fatto l'appello degli invitati, ma nessuno ha risposto “presente”.
«Dove sono i promotori della mostra il presidente Nazario Pagano e l'assessore Elena Seller», ha domandato la baronessa «dove sono il curatore Antonio Picariello ed il testimone-critico Antonio Gasbarrini ed il coordinatore Giancarlo Costanzo?».
«Nel percorso dei miei 74 anni di vita nell'Arte mi sono liberata di due plagi che occupano tutte le menti umane: le politiche e le Chiese. La cultura appartiene a tutti gli uomini della Terra», ha dichiarato in un sol fiato.
A questo punto con impeto ha detto: «dichiaro categoricamente falsa la serigrafia dell'opera Tram Stop di Joseph Beuys esposta e messa nel catalogo edito da Sala relativo alla mostra Pescar Art 2010. La serigrafia originale è catalogata a pag.205 n.217 del cataologo “Die Multiples”, Editore Shellmann New York Monaco. Solo questo è il catalogo ufficiale- ha detto mostrando il libro- dove sono tutti i multipli di Beuys, gli altri non possono essere ritenuti originali da nessun critico al mondo».
«Tutti possiamo sbagliare nella vita, ma ci vuole coraggio nell'ammetterlo. Più che coraggio basterebbe il pudore. Dove sono questi? Hanno paura?», ha gridato con rabbia, «Dio perdonali perché non sanno quel che sanno». «Quello che è accaduto qui a Pescara, a pochi passi da Bolognano dove ho ospitato Beuys, è scandaloso», ha incalzato De Domizio Durini.
Una disquisizione a parte è riservata al catalogo edito da Sala che finita la mostra resta come documento storico dell'evento.
«L'editore ha la piena responsabilità di quanto stampato nella pubblicazione a meno che non ci siano diverse diciture che nel catalogo PescaraArt 2010 non ci sono». Un catalogo che non è disponibile nel museo, ma reperibile gratuitamente nel negozio di antiquariato del coordinatore della mostra.
La casa Editrice Sala ha già annunciato di aver adito le vie legali a tutela dell'immagine e della società in relazione «alle affermazioni false e diffamatorie enunciate dalla signora De Domizio Durini».



DURINI: «E' ABUSO DI POTERE SULLA CULTURA»

«Ho mandato tutto il materiale alla famiglia dell'artista,- ha proseguito- ora interverranno loro e il governo federale tedesco perché qui non basterebbe chiedere scusa. Siamo di fronte ad un abuso di potere contro la cultura».
«I politici sono tutti uguali, l'unica che mi ha telefonato è stata l'ex assessore Paola Marchegiani ma l'ho mandata subito a quel paese perché sono tutti uguali», ha affermato la baronessa, « Lucrezia De Domizio Durini non è in vendita».
L'attuale consigliere comunale del Pd, Paola Marchegiani, presente a tutto l'incontro ha precisato che «la mostra Pescar Art non è transitata in Commissione Cultura». L'esponente del Pd ha lamentato la mancata autorizzazione «per indisponibilità degli spazi» ad utilizzare una sala del museo per la conferenza stampa della Durini. «Sono 40 anni che mi occupo di arte, mi è rimasto solo quello e guai a chi me la tocca», ha ribadito Durini con voce rauca, «se c'ero io alla riunione del 25 marzo alla quale ho dovuto mandare il mio assistente di sicuro si ammalavano perché gli prendeva un colpo al cuore a sentire la verità». «E' scandaloso che io abbia dovuto difendere Beuys a Pescara, a pochi chilometri dal mio paese: avrebbero potuto consultarmi chiamarmi come esperta dell'artista», ha concluso la baronessa.
Ma con ironia si accontenta degli auguri di Pasqua ricevuti «per la prima volta» dal sindaco Luigi Albore Mascia: «ne farò un quadretto», ha chiosato.

m.r. 31/03/2010 10.59

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=25542]LA DENUNCIA DELLA BARONESSA SUL PRESUNTO FALSO[/url]