Team, Brucchi: nessun dubbio sulla legittimità». E la Provincia abbandona

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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TERAMO. Dopo le polemiche dei giorni scorsi dell'Idv sulla Team il sindaco Maurizio Brucchi difende a spada tratta la società partecipata.


La Provincia di Teramo, invece, ne esce fuori. Non di certo per le accuse mosse dall'Italia dei Valori ma per una precisa strategia che ha spinto l'ente provinciale ad uscire anche da Arpa, Banca Etica, Sviluppo Italia, Finanziaria e Partecipazioni (ex Sara). «Noi in Team non ci possiamo proprio stare», ha detto l'assessore Vannucci.
Così se nei giorni scorsi Siriano Cordoni, esponente del partito di Di Pietro ha annunciato che chiederà nelle sedi competenti la verifica delle procedure di affidamento del servizio di rifiuti, nonchè la stessa regolarità della società, il primo cittadino sgombera il campo da qualsiasi possibile irregolarità: «la Team ha sempre operato ed opera nel pieno rispetto della legittimità e della trasparenza».
«Quello che sarà portato all'approvazione del consiglio comunale di lunedì e cioè la conferma dell'affidamento della gestione dei servizi alla Team è un atto consentito dalla legge – ha spiegato il sindaco Maurizio Brucchi – la Team è l'azienda più importante del nostro territorio e va difesa così come vanno tutelati i 280 posti di lavoro onde evitare quello che poi è accaduto con le bidelle, perché noi stiamo operando nel rispetto delle regole. Se vi sono partiti come l'IDV che ha intenzione di distruggere la Teramo Ambiente – ha proseguito il sindaco – noi replichiamo affermando che questa è una politica che non ci appartiene e ricordo che l'IDV ad oggi non ha ancora votato alcun provvedimento che abbiamo portato all'attenzione del consiglio comunale. Tutto questo il Partito di Di Pietro lo sta facendo perché vuole distruggere la Team».
Il sindaco ha poi sottolineato che le stesse cose furono fatte a Termoli da alcuni partiti quando l'azienda partecipata del Comune vinse l'appalto.
Il primo cittadino ha poi precisato che il rapporto Team- Enerambiente prosegue e va avanti perché è una società «affidabile» ed ha annunciato che il Comune sta lavorando per tornare ad essere socio di maggioranza della Team.
«L'opposizione che stiamo vedendo fino ad ora non fa male alla maggioranza ma alle istituzioni», ha commentato l'assessore regionale Mauro Di Dalmazio. «La vigilanza va fatta ma non deve essere qualunquista e generalizzata e volta a fare solo terrorismo mediatico perché tutto questo va a danno delle istituzioni. La Team – ha concluso Di Dalmazio - è un patrimonio di tutti».

LE USCITE DI SCENA DELLA PROVINCIA


All'unanimità il Consiglio ha deciso di uscire dalla Partecipazioni e Investimenti spa (ex Sara); a maggioranza è stata deliberata la dismissione delle quote per: Teramo Ambiente; Arpa; Innovazione spa; Sviluppo Italia spa; Banca Etica.
All'unanimità sono state approvate le modifiche statutarie al “Gal Leader Teramano” e l'aumento della quota capitale investita dalla Provincia che ora detiene il 15% della società consortile (sono state acquistate altre 240 quote per un totale di 12.000 euro).
«Si tratta di un primo gruppo di società – ha esordito l'assessore Vannucci – ma stiamo svolgendo un lavoro a 360 gradi su tutte le partecipazioni. Il primo obiettivo è quello di rispettare gli obblighi di legge, quelli fissati con la Finanziaria del 2008, che impone a ciascun ente di certificare l'attinenza con i propri fini istituzionali delle partecipazioni azionarie in società produttive di beni e servizi entro il 2010».
A contestare «radicalmente il percorso seguito» e a esprimere dubbi di «legittimità sull'atto di indirizzo» è stato il capogruppo del PD, Ernino D'Agostino: «avevamo chiesto di procedere con un metodo diverso prendendo in esame tutte le partecipazioni, anche quelle nei Consorzi, nelle Fondazioni e nelle Associazioni; ascoltando tutti i nostri soci. Invece c'è stata un'accelerazione giustificata solo dal fatto che due consiglieri, Micheli e Montebello, (il primo presidente della Team il secondo consigliere all'Arpa ndr) hanno problemi di incompatibilità».
Sulle questioni di «correttezza» e «legittimità» poste dalla minoranza ha immediatamente replicato Enrico Mazzarelli (Al centro per Catarra): «Se ci dubbi di legittimità si ricorre agli organi competenti e non ai giornali; invece avete lasciato scadere i termini per l'impugnativa senza far nulla. Non mi pare una tesi molto convincente. Quanto alla correttezza poi, la Provincia sta facendo esattamente quanto previsto dalla legge, nei termini e nei modi dettati dalle norme, francamente non si capisce dove sia la mancanza di correttezza».
Sull'argomento si sono alternati gli interventi di minoranza e opposizione (fra gli altri Nori, Vagnoni, Tracanna, Sottanelli) anche perché si è discusso e votato su ogni singola società.
Nel merito delle scelte, l'assessore Vannucci ha precisato: «Ci sono questioni che non si pongono proprio. Nella Team, società di gestione dei rifiuti, che noi dovremmo controllare, non ci possiamo stare proprio. Lo stesso discorso vale per Innovazione, che è meglio chiudere senza fare troppo rumore. Per quanto riguarda l'Arpa, in questi anni, il centrosinistra ne ha “incaricati” davvero molti ma solo da quando c'è Montebello, finalmente, si torna a parlare di trasporti pubblici».
«Altro che pressapochismo – ha chiosato il presidente Valter Catarra – noi abbiamo una strategia, la nostra strategia. In questi mesi è stato fatto un lavoro pregevole, prendendo in considerazione i contributi di tutti, tenendo ben conto anche della ricognizione già fatta dall'ente nella precedente legislatura».


29/03/2010 10.03