Centrale Biomasse. Fratino:«lasciare la mia attività? Sarebbe anche giusto ma…»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ORTONA. Conflitto d’interessi del sindaco-azionista Nicola Fratino? «Questa volta il Comune non c’entra nulla e io non so quasi niente dell’impianto», ha sintetizzato il sindaco di Ortona.

Si tratta del costruendo impianto a biomasse che sorgerà in contrada Sant'Elena.
Una centrale termoelettrica alimentata a biomasse vegetali vergini oleose della potenza elettrica di 34 MW.
La Regione e gli altri enti coinvolti hanno dato parere favorevole alla nuova centrale della ditta Eco Energy srl, che potrà avere una capacità di produzione di 50 MW.
La centrale produrrà energia elettrica bruciando olio di palma che sarà stoccato in 4 serbatoi di 2010 mc aventi una autonomia di 43 giorni, il diametro dei serbatoi è di 16m e l'altezza di 12,5. Il camino sarà alto 30 metri.
I terreni sui quali sorgerà la centrale erano stati vincolati a suo tempo dalla Val Pescara e poi venduti alla ditta Buonefra. Proprio la Buonefra (di cui è socio il sindaco Fratino) farebbe parte della compagine societaria della Eco Energy srl che realizzerà l'impianto. In questa nuova storia, molti sono i punti di contatto con il Centro Oli: dalla «disinformazione» lamentata da molti, al conflitto d'interessi del sindaco-imprenditore.

CONFLITTO D'INTERESSI? «NON C'E'»

La prima analogia con il Centro Oli è il conflitto d'interessi del sindaco-azionista Fratino, che in quel caso si scoprì dopo molto tempo.
Ma il sindaco, «questa volta», non lo vede.
«Il conflitto d'interessi si crea- ha detto- se il sindaco avesse autorizzato, ma in questo caso noi non abbiamo influito in alcun modo: nessuna variante urbanistica, nessuna autorizzazione… non capisco perché ci dovrebbe essere un conflitto d'interesse».
«Questo impianto è diverso dal Centro Oli», ha aggiunto Fratino, «il conflitto d'interessi allora si crea in ogni cosa uno faccia».
Ha mai valutato la possibilità di astenersi dall'intraprendere delle iniziative imprenditoriale nel territorio che amministra come sindaco?
«Valutata sì, ma se le società di cui faccio parte intraprendono delle iniziative io non posso farle chiudere. Io personalmente, di mia iniziativa nel mio ruolo di amministratore, mi devo astenere dal fare affari ad Ortona ma se io ho delle azioni della Pirelli e la Pirelli decide di fare delle operazione ad Ortona io non posso impedirlo».
E poi ha aggiunto: «ma questa (astensione, ndr) vale solo per certi tipi di attività, ma senza generalizzare… non so come spiegarglielo...».
«Se io che sono imprenditore, devo vendere tutto perchè sono sindaco… tutto sommato sarebbe anche giusto ma si renda conto che non è così semplice», ha spiegato ancora il sindaco Pdl a PrimaDaNoi.it.

FRATINO:«SE CI SARA' BISOGNO, INFORMEREMO»

Ai tempi del Centro Oli, il sindaco Fratino aveva lamentato anche una mancanza di informazione da parte dell'Eni (società che investiva).
Ora, che lei ha una quota societaria nella società realizzatrice, chi crede debba informare i cittadini? Seguono alcuni secondi di silenzio, poi il sindaco risponde: «che le devo dire… chi sa deve informare: la ditta, il Comune, chiunque, però le problematiche sono diverse: questo non è un impianto come quello del Centro Oli sul quale l'Eni doveva informare, da quel che mi risulta il nuovo impianto è una cosa ecologica quindi non vedo cosa ci sia di male».
«Se qualcuno riterrà che l'impianto potrà essere problematico», ha ipotizzato il primo cittadino, «chi ha interesse ad informare, quindi la società o gli enti che autorizzano, lo farà. Se ci dovessero essere problemi sarò disponibile senz'altro ad incontrare i cittadini, che per ora sono tranquilli.»
«Comunque che io sappia l'iter autorizzativo non è concluso, anche se stanno facendo i lavori, manca ancora qualcosa… ma ripeto so molto poco», ha chiarito, «quindi c'è ancora tempo per fare informazione e trasparenza».
Fratino né da sindaco né da azionista conosce nel dettaglio le ricadute occupazionali dell'impianto ma ha assicurato che «se si fa, ci saranno di sicuro».
Di una cosa è certo: «il Comune non è tenuto a far passare il progetto in consiglio comunale perché è un insediamento in zona industriale quindi non c'è stata alcuna variante al piano regolatore o alcun intervento del Comune».

Manuela Rosa 26/03/2010 10.43

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