Arrestati due extracomunitari: rapinarono cingalese ambulante

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

1419

PESCARA. Hanno aggredito e poi rapinato un extracomunitario originario del Bangladesh perché era entrato a vendere dei monili in un ristorante che consideravano della propria zona. * CONTINUI MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA: 43ENNE ARRESTATO A PENNE * CALCIO:ARRESTATO TIFOSO GIULIANOVA PER BOMBE CARTA A VERONA
I protagonisti del fatto sono due sordomuti, entrambi stranieri, arrestati dagli agenti della Squadra mobile di Pescara coordinata da Nicola Zupo con l'accusa di rapina aggravata.
I due arrestati sono: Hovhannes Ajvazjan, 35 anni, armeno, residente a Pescara, e Bejtullah Osmani, 40 anni, kosovaro residente a Montesilvano.
Le misure cautelari sono state emesse dal gip del tribunale di Pescara Luca De Ninis su disposizione del Pm Giuseppe Bellelli.
L'armeno era già stato arrestato nel 2003 dalla Dda di Bologna in quanto considerato componente di una vera e propria organizzazione che costringeva gli extracomunitari a cedere gli incassi provenienti dalla vendita di monili.
L'episodio è avvenuto il 5 gennaio scorso intorno alle 22.
I due sordomuti hanno aspetto che il cingalese uscisse da un ristorante cinese, tra via Nicola Fabrizi e via Dante a Pescara in cui aveva venduto dei monili, lo hanno minacciato con un coltello, picchiato e rapinato di 320 euro, che era l'incasso della giornata.
Poi sono fuggiti a bordo di un'auto.
Il cingalese per le lesioni al viso riportate ha dovuto ricorrere alle cure dei sanitari del pronto soccorso. Ad avvertire la polizia della rapina sono stati alcuni passanti. Al momento dell'arresto uno dei sordomuti ha ammesso di aver aggredito il cingalese perché aveva invaso la sua zona.
25/03/2010 12.30

[pagebreak]

CONTINUI MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA: 43ENNE ARRESTATO A PENNE


PENNE. Ennesimi episodi violenza tra le mura domestiche nel comprensorio vestino, perpetrati nei confronti dei propri familiari da parte di Luciano Francescone pregiudicato 43enne di Penne.
Francescone è stato tratto in arresto nel pomeriggio di ieri 24 marzo, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip presso il Tribunale di Pescara per i reati di maltrattamenti in famiglia e tentata estorsione, così come accertato dalle indagini effettuate dai carabinieri.
Francescone, secondo la ricostruzione degli inquirenti, si è infatti reso responsabile, dal mese di gennaio, di numerosi episodi di minacce ed aggressioni fisiche nei confronti di propri familiari conviventi, ed in particolare della madre, aggravati dal costante abuso di sostanze alcoliche e stupefacenti, per procurarsi i quali ha tentato più volte di estorcere loro somme di denaro di vario importo.
I militari della stazione carabinieri di Penne, nel riscontrare tali comportamenti e nell'eseguire la misura detentiva, hanno posto fine, al meno per il momento, ad una serie indeterminata di condotte minacciose, violente e vessatorie, cui sono conseguite sofferenze quotidiane, privazioni e costante disagio emotivo nei familiari dell'arrestato.

25/03/2010 12.35

[pagebreak]

CALCIO:ARRESTATO TIFOSO GIULIANOVA PER BOMBE CARTA A VERONA

VERONA. Un tifoso del Giulianova, Alfonso Di Paolo 40 anni, di Mosciano S.Angelo, in provincia di Teramo, è stato arrestato dalla Polizia di Stato per il lancio di bombe carta e altri quattro sono stati denunciati in stato di libertà per l' accensione di fumogeni, travisamento e scavalcamento delle recinzioni dopo la partita di calcio di lunedì scorso tra Hellas Verona e Giulianova (1-0).
Nel corso della partita, alcuni tifosi abruzzesi che si trovavano nel settore dell'impianto sportivo destinato agli ospiti, si erano resi responsabili di lancio di tre bombe carta, dell'accensione di fumogeni, travisamento in luogo pubblico, danneggiamento e scavalcamento di recinzioni interne. Le indagini hanno visto impegnate la Squadra Tifoserie della Digos scaligera e il collaterale ufficio della Questura di Teramo che hanno individuato Di Paolo grazie la documentazione video-fotografica del sistema di videosorveglianza dello stadio.
La Polizia scaligera, già al termine dell'incontro di calcio, al momento del deflusso degli spettatori, aveva arrestato Anthony Di Tullio (22), residente a Giulianova, riconosciuto come uno degli autori del lancio delle bombe carta.
Nel giudizio di convalida l'altro ieri, il gip veronese Paola Vacca ha disposto la custodia cautelare in carcere in attesa del processo che si terrà il prossimo 29 marzo. Il questore di Verona, ha già disposto l'avvio del procedimento per l'emissione dei provvedimenti di divieto d' ingresso negli stadi ai tifosi segnalati ed ha espresso il suo personale compiacimento per il lavoro svolto in tempi rapidissimi dalle due Digos «che hanno dato un segnale di forte rigore contro consuetudini e atteggiamenti pericolosi per il tranquillo svolgimento di manifestazioni sportive».
25/03/2010 16.26