Pantano Interporto: a Manoppello battaglia dei proprietari contro l’opera

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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MANOPPELLO. I lavori della Regione per l’interporto vanno avanti. Si passa al secondo lotto: lo svincolo autostradale. Tra espropri, ricorsi, sentenze, lentezze e promesse…le «porte aperte alla città» restano chiuse.





MANOPPELLO. I lavori della Regione per l'interporto vanno avanti. Si passa al secondo lotto: lo svincolo autostradale. Tra espropri, ricorsi, sentenze, lentezze e promesse…le «porte aperte alla città» restano chiuse.



Quando si parla di interporto si parla di un'area di 110 ettari che, a regime, avrà una dotazione di quasi 86 mila mq tra uffici (5 mila mq) e magazzini, oltre ai servizi per le persone, per i mezzi, per la viabilità, per i parcheggi e per le aree verdi, e dovrebbe dare occupazione a 370 persone nella fase realizzativa e oltre 450 nella fase operativa, tra diretti e indotto.
In concreto il progetto servirà a gestire l'interscambio di merci trasportate su tir e treni nell'area metropolitana Chieti-Pescara.
Queste sono le premesse.
Il cantiere è però aperto da vent'anni.
Negli ultimi mesi la Regione ha mostrato la volontà di concludere presto i lavori, dandosi, nel luglio scorso, «una scadenza di 24 mesi».
Intanto per far conoscere la portata e la finalità delle opere nonché i tempi di realizzazione, il Comune di Manoppello aveva annunciato, con articoli di stampa, un incontro pubblico per il 19 marzo scorso.
Invece senza alcun avviso l'incontro, voluto dalla presidenza del consiglio comunale e dalla direzione generale della società Interporto Val Pescara (presieduta da Dino Di Vincenzo), è stato rimandato «a data da destinarsi».
Sul sito ufficiale dell'interporto campeggia ancora l'articolo de Il Centro del 2 marzo scorso che invitava la cittadinanza ad un convegno alla presenza «del sindaco Gennaro Matarazzo, del presidente del consiglio comunale Gaetano Villani, del presidente della società Interporto Dino Di Vincenzo, del direttore Mosè Renzi, del dirigente del settore tecnico del Comune Massimo D'Angelo».
Cose in grande: «sono stati invitati il senatore Pd Giovanni Legnini,- si legge nell'articolo- in qualità di componente della commissione Bilancio del Senato; il parlamentare Daniele Toto, della commissione Trasporti della Camera; Alfredo Castiglione, vice presidente Regione; Giandonato Morra, assessore regionale alle infrastrutture; Maurizio Acerbo, consigliere regionale Prc; Guerino Testa, presidente della Provincia. E' previsto un intervento conclusivo del governatore Gianni Chiodi».
Peccato che chi si occupa tecnicamente di questi lavori, per esempio il responsabile dell'ufficio “Intermodalità e logistica delle merci”, Vincenzo Battaglia, non sapesse nulla.
«Ma noi non c'entriamo molto in questa cosa…comunque non sapevo», ha detto a PrimaDaNoi.it.
Ad intervenire duramente sull'accaduto è il consigliere comunale Roberto Di Renzo.
«L'incontro è un'ottima iniziativa. Infatti chiedo a sindaco e presidente del Consiglio comunale come mai che fino ad oggi non è stato ancora fatto? Si farà e quando? Chiedo per un fattore di trasparenza di rendere pubblica la data di tale convegno».
«Si sta rimandando più in là per una campagna elettorale del comune?», ha azzardato il consigliere.
Intanto continuano gli espropri per la realizzazione dello svincolo autostradale.
Non mancano lamentele e ricorsi.

IL PRIMO RICORSO AL TAR

E' del 14 gennaio scorso la sentenza interlocutoria del Tar, sezione di Pescara, che ha rimandato all'8 luglio la decisione e ha ordinato «al Presidente della Regione Abruzzo di depositare gli atti specificati in motivazione entro il termine di sessanta giorni» dalla notifica della sentenza. Il ricorrente, Umberto Cremonese, difeso dagli avvocati Barbara Bischi e Claudia Chiarini, è proprietario nel Comune di Manoppello di un vastissimo appezzamento di terreno che aveva destinazione agricola nel Piano Regolatore approvato nel 2000 ed era stato incluso in zona per impianti sportivi e/o per attrezzature per il tempo libero di livello comprensoriale; con la variante al Piano regolatore adottata il 12 aprile 2006 (ed in corso di approvazione) tale terreno è stato incluso in zona “interporto”. Dunque di fatto soggetto ad espropriazioni per un'opera considerata «strategica» quindi prioritaria.
Il proprietario ha impugnato una lunga lista di atti, delibere, determine dirigenziali per altrettante presunte violazioni. Il Tar vuole vederci chiaro perché con il ricorso è stato, tra l'altro, denunciato il fatto che le opere di completamento costituirebbero in realtà un'opera nuova e totalmente diversa da quella prevista nell'accordo di programma del 1995.
La Direzione Trasporti e Mobilità della Regione Abruzzo, come ha dichiarato Vincenzo Battaglia, sta redigendo «una documentata relazione» che dovrà essere corredata di una «planimetria della zona nella quale vengano sommariamente evidenziate le sopravvenute modifiche».

LA STRADA DELL'INTERPORTO

C'è una strada a doppio senso che serve esclusivamente l'interporto, quindi frequentata da camion. Finanziata, costruita e collaudata dalla Regione.
Alcuni proprietari di capannoni nella zona hanno lamentato continui allagamenti della strada perché non «c'è una rete di captazione delle acque bianche».
Percorrendo la strada non sembrano esserci, né sul lato destro né sul sinistro, tombini o canaletti per l'acqua piovana che segue la pendenza della strada e si accumula in un punto. Perché?
«Ora la competenza di quella strada passerà al Comune», ha annunciato Battaglia, «perché noi non abbiamo modo di fare manutenzione, poi quella strada sarà un cantiere, lì ci saranno i lavori per lo svincolo. All'apertura verificheremo che ci sia la rete di captazione delle acque bianche».

GLI ESPROPRI

Gli espropri riguardano una ventina di proprietari.
Per molti non ci sono stati problemi e sono stati già predisposti gli atti di transizione.
Invece c'è il proprietario di un'azienda del luogo, Daniel Iezzi, che ha scritto alla Regione per lamentare un ritardo nelle procedure di espropriazione derivante dalla mancata nomina di un tecnico regionale.
Questa situazione d'incertezza, non permette all'imprenditore di recintare il proprio terreno e quindi lo espone al rischio di furto, di fatto già avvenuto e denunciato.
Perché?
«Il tecnico è stato nominato. La persona che scrive dovrebbe chiedersi perché il tribunale civile di Pescara non ha ancora nominato il proprio tecnico…», ha replicato il funzionario regionale.
«E' normale che i cittadini facciano ricorso per tutelare i propri interessi, invece ce ne sono altri che pensano che la pubblica amministrazione stia al proprio servizio e pretendono risposte estemporanee, ma noi abbiamo tante cose da fare e abbiamo dei tempi per rispondere», ha concluso Battaglia.

DI VINCENZO NOMINATO COORDINATORE INTERPORTI ITALIA CENTRALE

«Il Presidente dell'Interporto Val Pescara Spa Dino Di Vincenzo è stato nominato per acclamazione coordinatore degli interporti dell'Italia Centrale», si legge in una nota, «lo ha deciso l'assise che ha visto riuniti il presidente dell'interporto di Frosinone Gabriele Picano, il Presidente Marcello Mariani e il consigliere delegato Carmelo Cardo dell'interporto di Orte, il presidente dell'interporto delle Marche (Jesi) Roberto Pesaresi oltre al presidente Dino Di Vincenzo e al direttore generale Mosè Renzi dell'interporto Val Pescara».
«La collaborazione effettiva tra interporti di aree geografiche limitrofe – ha spiegato Dino Di Vincenzo – creerà indiscutibilmente importanti sinergie a vantaggio dell'intera macroarea composta da Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo».

Manuela Rosa 25/03/2010 11.42

[url=http://www.primadanoi.it/notizie/22755-L-interporto-di-Manoppello-oggi-ritardi-incuria-e-misteri]L'INTERPORTO AD OTTOBRE TRA INCURIA, RITARDI E MISTERI[/url]

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