Giacimento idrocarburi Bomba: «pericolo sismico, diciamo no all'opera»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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BOMBA. Lunedì 15 marzo la Forest Cmi spa ha presentato alla Regione la domanda di espressione del giudizio di compatibilità ambientale.


BOMBA. Lunedì 15 marzo la Forest Cmi spa ha presentato alla Regione la domanda di espressione del giudizio di compatibilità ambientale.
Questo vuol dire che inizia l'attività di Valutazione di Impatto Ambientale per l'estrazione e il trattamento idrocarburi del giacimento di gas naturale ai piedi del Monte Pallano,  nei pressi della diga del Lago Artificiale di Bomba.
Chiunque abbia interesse (Enti, cittadini privati, associazioni) può presentare in forma scritta, entro il 15 maggio istanze, osservazioni e pareri sull'opera.
Il progetto è stato presentato dalla Forest nel 2009 e prevede lo sviluppo del campo gas Monte Pallano tramite la perforazione e la messa in produzione di cinque pozzi, e la realizzazione di un Impianto per il Trattamento del gas estratto.
La fase di export sarà realizzata per mezzo di una condotta, progettata e costruita a cura della Snam Rete Gas, che allaccerà l'Impianto di Trattamento della Forest alla esistente derivazione per Altino-2° tratto, di proprietà della Snam Rete Gas.

«Per sue le caratteristiche», si dice nella relazione del progetto, «la condotta non è soggetta, secondo la vigente normativa, a
valutazione di impatto ambientale».

Lo scorso febbraio si è costituito il Comitato "Gestione Partecipata del Territorio'' che si oppone fermamente all'opera.
Attualmente il comitato è costituito da 270 soci provenienti dai comuni di Bomba, Perano, Archi, Villa S. Maria, Pennadomo, Altino, Roccascalegna, Torricella Peligna e Pietraferrazzana.

IL PROGETTO E I DUBBI

Il giacimento avrebbe una profondità di 1.000-1112 metri ed una estensione di 3.572 ettari tra i
Comuni di Bomba, Torricella P., Roccascalegna, Pennadomo.
La durata dell'estrazione sarebbe di 12-20 anni e il totale del gas commercializzato raggiungerebbe 1,776 miliardi di metri cubi.
Il totale del gas estratto al giorno ammonta a 650.000 metri cubi e il valore del pozzo si aggira intorno ai 138 milioni di euro.
Il progetto prevede lo scavo di altri 3 pozzi (5 pozzi in totale), la costruzione della raffineria (20.000 metri quadri) e la costruzione di un  gasdotto di 7,5 km nei comuni di Roccascalegna e Torricella Peligna.
Tra i benefici presentati dalla società proponente ci sono le royalties: (120.000 euro al Comune di Bomba, 40.000 euro per gli altri Comuni) e il risparmio sulle bolletta del gas per i cittadini bombesi che dovrebbero spendere così appena 6 euro al mese.
Ma ciò che preoccupa fortemente il comitato è il «forte rischio idrogeologico» della zona per la presenza della diga sopra al giacimento di gas naturale e la elevata fragilità del sottosuolo.
«Verrà estratto», spiegano dal comitato, «un volume di gas pari a 44 volte il volume del lago. Tutto il territorio è caratterizzato da estese aree franose e la stessa diga nasconde importanti fronti franosi. L'estrazione del gas potrebbe causare l'abbassamento del suolo con inevitabili ripercussioni sulla stabilità della diga»
Per questi motivi l'Agip nel 1992 rinunciò all'estrazione e lo scrisse nero su bianco in una relazione che oggi il comitato ha ritirato fuori.
«La compagnia petrolifera», raccontano mostrando il documento, «rilevò la presenza di zone franose "attive" nella zona del lago e compararono altri studi del 1955, 1975 e 1987, dai quali si scoprì che la situazione era peggiorata. Sempre l'Agip rilevò che la spalla destra della diga è appoggiata ad una frana "di notevoli proporzioni", che l'area è sismica».
25/03/10 11.12