Codici:«Racket ed usura si possono combattere: occorrono fiducia ed aiuto»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Lo strozzinaggio non è più solo ad appannaggio dei rom. I nuovi usurai sono professionisti in giacca e cravatta che adescano le vittime davanti ai video-poker.

PESCARA. Lo strozzinaggio non è più solo ad appannaggio dei rom. I nuovi usurai sono professionisti in giacca e cravatta che adescano le vittime davanti ai video-poker. Ma ci sono sempre più persone che si ribellano denunciando gli usurai anche con la protezione dell'associazione Codici.
Vengono adescate per somme relativamente piccole (da 10 mila a 50 mila euro) e finiscono per dover cedere auto ed attività.
Continue minacce rigorosamente telefoniche, li spingono a pagare.
In alcuni casi le famiglie sono all'oscuro di tutto.
Spesso sono piccoli imprenditori e negozianti, ma anche dipendenti pubblici e disoccupati, che stremati dalla loro condizione trovano il coraggio di denunciare i propri carnefici grazie all'aiuto concreto di alcune associazioni che cercano di occuparsi di loro dalla “a” alla “zeta”.
Sicurezza in primis, e poi assistenza legale, psicologica, economica, abitativa. E' quanto si propone di offrire l'associazione consumatori Codici alle vittime dell'usura.
Solo nell'anno 2009, Codici ha affrontato quindici casi in Abruzzo, alcuni dei quali hanno portato anche all'arresto del colpevole colto in flagrante con la complicità della vittima.
Nella maggior parte dei casi si tratta di famiglie rom che operano sulla costa tra Giulianova, Pescara, Roseto e Tortoreto.
«Codici si occupa da 5 anni di tutelare gratuitamente le vittime di usura», ha spiegato il segretario provinciale Domenico Pettinari, «è l'unica associazione iscritta presso la Prefettura di Pescara all'albo delle associazioni antiusura e antiracket. Ce ne sono poi molte che si occupano di prevenzione, mentre noi facciamo tutela nel caso la vittima volesse togliersi il giogo dell'usura».

«GLI STROZZINI SONO FORTI CON I DEBOLI E DEBOLI CON I FORTI»

«Non è facile convincere le persone a denunciare», ha confessato Pettinari, referente di Codici Abruzzo per l'antiusura, «ma l'elemento positivo è che si verificano più ritorsioni (auto bruciate, minacce, aggressioni) durante il periodo delle estorsioni piuttosto che dopo la denuncia quando noi seguiamo la vittima in ogni passo con i nostri avvocati e psicologi. Anzi non si sono mai verificate».
Qualche volta capita anche di dover ricorrere all'aiuto delle istituzioni?
«In un caso il problema fu risolto con l'appoggio del Comune di Pescara», ha ricordato Pettinari, «che mise a disposizione un'altra abitazione per una vittima proprietaria di alloggio popolare e vessata dalle estorsioni del proprio vicino di casa».
Cosa succede quando la vittima bussa alla porta di Codici?
«Dopo aver esposto la problematica anche ad una psicologa», ha illustrato il segretario provinciale, «la vittima viene accompagnata dai carabinieri per la denuncia, in seguito viene seguita in tutto il procedimento penale. Codici si costituisce parte civile contro lo strozzino».
L'assistenza economica si concretizza nella possibilità, tramite l'associazione, di accedere ad un fondo antiusura e antiracket del Ministero dell'Interno.
Si può richiedere una somma di 25 mila euro per risollevare la persona dalla sua condizione di disagio estremo.
L'accesso al finanziamento è riservato solo alle persone giuridiche (imprese e partite iva) e non alle persone fisiche (che possono accedere solo ai fondi di prevenzioni). «Questo è un dramma, le imprese avranno esercitato una pressione maggiore per avere queste agevolazioni, una forza che i singoli individui non hanno. Ci stiamo battendo da anni anche per questo», ha sottolineato Domenico Pettinari.

CODICI: «I NUOVI CRAVATTARI SONO PROFESSIONISTI»

Dalle relazioni dell'Osservatorio nazionale Antiusura di Codici è emersa il nuovo identikit dello strozzino.
Avvocati, commercialisti, professionisti di qualsiasi genere, conosciuti e riconoscibili, sono i nuovi strozzini pronti ad adescare le proprie vittime direttamente nelle sale giochi dotate di video-poker. «Individuano la persona che sta perdendo e le prestano subito mille euro», ha raccontato il segretario provinciale di Codici, «facendolo entrare così in un tunnel lunghissimo dal quale è difficile uscire senza la protezione di un'associazione come la nostra».
Un'attività non priva di rischi per Codici che «ha subito minacce a seguito delle denunce e degli arresti dei colpevoli».

m.r. 25/03/2010 10.31