Cavo sottomarino, «era Foggia la prescelta per il collegamento con Tivat»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Da una relazione del Ministero dello Sviluppo Economico datato 2008 si scopre che il Cavo Tivat – Pescara all’epoca fu pensato come collegamento Tivat – Foggia.


L'annuncio lo fa Lorenzo Valloreja di Sfl per Pescara che nei giorni scorsi ha organizzato un comitato contrario al progetto e da alcuni giorni sta spulciando vecchi e nuovi documenti.
Il progetto e' frutto di un accordo tra il Governo italiano e quello del Montenegro e prevede un nuovo elettrodotto di 415 km complessivi, che si svilupperanno per 390 km in cavo sottomarino, per 10 km in cavo interrato in Montenegro, e per 15 km in Abruzzo con cavi interrati in corrente continua, da Pescara a Cepegatti.
Per quanto riguarda inoltre la modifica del percorso il cavo sarà realizzato ad una profondità non inferiore a 5 metri e non interesserà più il territorio di Spoltore.
Negli ultimi anni, però il progetto è cambiato e da Foggia, punto d'arrivo «molto più logico e meno oneroso», commenta Valloreja, si è poi pensato a Pescara.
«Non sappiamo il motivo», spiega l'esponente di Sfl, «sta di fatto che in questo modo il cavo è stato allungato di circa 200 km».
Una volta arrivato in Abruzzo, inoltre, il cavo (sotterranneo) dovrà poi spostarsi nuovamente verso sud fino alla centrale turbogas di Gissi. Come mai questo tragitto?
Per Valloreja, inoltre, «il rigassificatore che sarà posizionato di fronte Pescara, con grande danno per la marineria regionale, non è l'unico in territorio nazionale ma il primo di una lunga serie che solcherà i mari dell'Adriatico e del Tirreno. L'Italia sarà praticamente interconnessa con tutto il Mediterraneo».
Sfl oggi contesta il fatto che le decisioni siano state prese dall'alto e che «nessuno ha mai spiegato e non spiega al popolo italiano quali siano state le motivazioni di determinate scelte, ma che determinate situazioni siano state volute estromettendo autentici mostri sacri del settore come il professor Carlo Rubbia».
«La politica finora, sia a livello Nazionale che locale non ha lavorato bene su questa questione: chi doveva comunicare al popolo non l'ha fatto, così come chi aveva il dovere di approfondire non se ne è curato ma svogliatamente ha lasciato che gli eventi scivolassero».
25/03/2010 9.16