Villa Pini, gli accreditamenti non ritornano ma arriva la cassa integrazione

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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 Villa Pini, gli accreditamenti non ritornano ma arriva la cassa integrazione
CHIETI. Mezzo vuoto o mezzo pieno? L'incontro di ieri tra Giuseppina Ivone, curatore fallimentare di Villa Pini, e la Regione sul mancato riaccreditamento della clinica è stato solo una perdita di tempo, forse un flop annunciato, insomma un bicchiere mezzo vuoto. * NEUROMED CONFERMA L'INTERESSE ALL'ACQUISTO * LA GUERRA DELLE CLINICHE CONTRO I CONTRATTI CAPESTRO DELLA REGIONE
Intanto perché mancava il presidente Chiodi, che nella sua veste di Commissario governativo alla sanità è l'unico interlocutore del curatore.
C'era invece l'assessore regionale Lanfranco Venturoni al quale è toccato il compito (ma forse non toccava a lui) di riferire ufficialmente che non c'è stata ancora la revoca della sospensione degli accreditamenti, anche se lo aveva annunciato lo stesso Chiodi con un comunicato ufficiale diramato dopo l'incontro con il Governo a Roma.
C'è però l'impegno della Regione ad annullare la sospensione nei prossimi giorni «anche tra domani e dopodomani», ha detto Venturoni.
Ad ogni buon conto, il curatore non ha perso l'occasione per chiedere formalmente tutti gli accreditamenti che prima erano in essere per Villa Pini e tutto il budget che era nei piani annuali e che poi è scomparso.
Per l'assessore Mauro Febbo, invece, il bicchiere dell'incontro è mezzo pieno: anche lui è stato presente al colloquio che in realtà è stato quasi solo uno scambio di idee ed ha assistito all'incontro in qualità di eletto a Chieti «e quando si parla della mia città, non faccio mai mancare il mio apporto» ha dichiarato a Pdn in serata.
«Abbiamo riconfermato il percorso individuato dal presidente-commissario – ha continuato Febbo – e abbiamo assicurato che la revoca ci sarà nei prossimi giorni. E' stato un incontro tranquillo e si è chiarito qualche malinteso che forse c'era stato nei giorni scorsi. Abbiamo ricordato al curatore che il commissario Chiodi deve comunque rendere conto al Governo per le sue iniziative. Quindi è normale che assuma tutte le cautele del caso».

LA REGIONE NON DECIDE SUGLI ACCREDITAMENTI E INTANTO SI ASPETTA LA DECISIONE DEL TAR

Non si sa se il curatore sia uscito deluso dalla Regione, anche perché non erano molte le sue aspettative per questo faccia a faccia, come sapevano bene anche i sindacati che ieri hanno incontrato i collaboratori della Ivone prima dell'incontro di Pescara, al quale, proprio perché non si parlava nel merito, non ha partecipato nemmeno il direttore sanitario Francesca Catini.
E l'assenza del protagonista più atteso e cioè il Commissario governativo alla sanità Gianni Chiodi è stato il segnale tangibile e immediato della scarsa importanza che si attribuiva a questo contatto istituzionale.
L'incontro è nato zoppo per un motivo ben preciso: domani giovedì il Tar potrebbe pronunciarsi sul ricorso che il curatore ha presentato contro la mancata erogazione dei fondi della Asl.
Se avrà ragione la Asl, la strada per Villa Pini sarà in salita, nonostante l'impegno pubblico, e benedetto da Roma, di un accreditamento parziale solo per il 2010.
Se vince il curatore, la Clinica potrebbe riavere tutto, salvo altre azioni giudiziarie della Asl.
Si tratta dei due milioni di euro che la Asl di Chieti non ha erogato, presentando opposizione al decreto ingiuntivo del curatore «perché – come ha spiegato il manager Francesco Zavattaro – la Asl di Chieti è un ente pubblico e non può ricevere precetti di pagamento. Per questo abbiamo dato incarico all'avvocato di resistere in giudizio. Se daremo i soldi? Forse sì, ma a 120 giorni».
Un avvocato locale?
«No, l'avvocato Valentini che ha studio a Roma e Bologna».
Chissà se è lo stesso avvocato che assiste Gianni Chiodi per le sue decisioni in sanità e che è stato spesso visto in Regione anche insieme al sub commissario bolognese Giovanna Baraldi...
La circostanza non sarebbe di poco conto, perché darebbe sostanza alle voci di un Piano di occupazione della sanità abruzzese elaborato a Nord dell'Abruzzo, dove per nord si può intendere Teramo e/o Bologna.

LA CURATELA PER LA GESTIONE DI VILLA PINI IN SOLITUDINE

L'unica cosa certa ad oggi è che i vertici della Regione oscillano tra un atteggiamento paternalistico (vedi i contenuti delle dichiarazioni in Consiglio regionale: faremo, vedremo) e apparentemente disponibile alla collaborazione, ed un comportamento di chiusura completa, visti i ritardi e/o le contraddizioni rispetto ai solenni impegni pubblici.
Tanto che il curatore ha dovuto fronteggiare questa situazione rispondendo colpo su colpo ai “soprusi” contro Villa Pini.
Nella catena di comando della sanità (governo, commissario, assessore, manager Asl) pare quasi di avvertire un atteggiamento eccessivamente maschilista contro il curatore, del tipo “carina, ma cretina” che è tipico degli uomini messi in crisi nel loro potere.
E non sono bastati due colpi assestati bene nelle parti sensibili, il Tar ed il Tribunale, per far capire che sì, il curatore sorride ed interloquisce educatamente, ma poi reagisce con decisione.
Insomma tutto quello che è successo fino ad oggi non è bastato per far cambiare rotta e atteggiamento alla Regione che aspetta il Tar, come se una decisione favorevole sugli aspetti formali potesse coprire il vuoto politico che c'è stato finora, visto che è stata affidata ad un terzo soggetto, nominato dal Tribunale, la tutela dei dipendenti e dei creditori di Villa Pini.
Un fatto è comunque certo e tranquillizza chi lavora in clinica e chi è in cassa integrazione: anche se il curatore avrà torto, farà di tutto per rilanciare la clinica abbandonata oggi in una situazione di asfissia da crisi di liquidità, quasi come i pazienti intubati che hanno bisogno del respiratore artificiale.
Una boccata di ossigeno potrà venire dal successo al Tar dell'Aquila da parte di Enzo Angelini che ha ottenuto 25 milioni per le cliniche Santa Maria, Sanatrix e appunto Villa Pini.
Come dire che la Provvidenza esiste, perchè questa imprevista liquidità potrebbe essere data in garanzia, previa autorizzazione del Comitato dei creditori, a Unicredit (che lavora da tempo con la Clinica) o ad un'altra banca per ottenere un'apertura di credito, insomma uno scoperto bancario per far fronte alla gestione ordinaria.
Ma intanto incombe la scadenza dei 90 giorni entro i quali la Clinica dev'essere svuotata, come da ordine della Regione.
Non è che, finita la campagna elettorale, Villa Pini sarà dimenticata?

ARRIVANO I SOLDI DELLA CASSA INTEGRAZIONE, MA LE BANCHE NON AGEVOLANO I MUTUI

Un'altra notizia giunta ieri ha invece collaborato a rendere meno teso il clima di tensione tra i dipendenti in cassa integrazione.
Sono arrivati i primi accrediti dei soldi pagati per la cig.
Si tratta di cifre intorno ai 350 euro per 14 giorni di lavoro a febbraio. In pratica poco più del doppio se riferito ad un mese intero di lavoro. Però anche in questo modo sarebbe comunque un acconto, perché all'Inps, che comunque ha accelerato al massimo le pratiche, stanno ancora facendo i conti per conoscere l'esatto importo degli stipendi su cui calcolare la percentuale che tocca per la cig. Sembra che gli ultimi stipendi siano così lontani nel tempo che non sono aggiornati, per cui è difficile conteggiare bene la cassa integrazione che va pagata. Le differenze però, così si stima, saranno comunque di qualche decina di euro e non più. Nell'altalena di notizie buone o cattive, giunge anche la segnalazione che la Banca dell'Adriatico e l'Unicredit pongono qualche ostacolo per la sospensione dei mutui che spetterebbe ai cassintegrati che l'hanno chiesta. I sindacati chiederanno chiarimenti, ma la spiegazione è che gli interessati non hanno ancora fatto un mese intero di cig e alla banca (dove gli stipendi non sono un problema) non interessa che prima di questa cig c'è stato un anno di assoluta assenza di buste paga. A meno che, nel più classico stile delle banche, il tutto non sia monetizzato attraverso il pagamento di interessi supplementari. Altro che solidarietà sbandierata ai quattro venti....


Sebastiano Calella 24/03/2010 10.07



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NEUROMED CONFERMA L'INTERESSE ALL'ACQUISTO

Sul versante vendita a Neuromed, tutto procede regolarmente, nonostante il tentativo di far credere il contrario.
Sia lunedì che ieri ed oggi a Villa Pini proseguono i controlli da parte dei tecnici della società molisana, in continuo contatto e contraddittorio con la proprietà.
Ieri addirittura c'è stato anche un incontro con Chiara Angelini per superare qualche ostacolo imprevisto.
Come noto, infatti, Enzo Angelini, anche lui presente ieri in clinica, ha passato il testimone alla figlia ed è rimasto tranquillo nel suo ufficio a fumare il solito sigaro. Ma l'obiettivo della firma sul contratto di vendita o di passaggio di quote sembra vicino, nonostante il fuoco di sbarramento che alcuni gruppi tentano di organizzare contro il possibile acquirente, l'unico però che finora si è dimostrato veramente interessato a rilevare le attività di Angelini.
E non solo da oggi.
Sul versante fallimento invece, per venerdì è previsto l'incontro tra DDP spa ed il curatore fallimentare per una prima presa di contatto. Altri incontri sono stati chiesti anche dalle altre società interessate che in totale sono adesso sette e che hanno chiesto analogo contatto con la curatela.
L'interesse delle società che vogliono partecipare alla gara competitiva è aumentato anche a causa dell'ordinanza del sindaco di Chieti che ha concesso in qualità di ufficiale di governo l'autorizzazione all'esercizio dell'attività sanitaria. Il che era un passaggio decisivo per far riprendere l'attività a tempo pieno alla struttura ospedaliera ed agli ambulatori. L'ordinanza è stata notificata anche alla Asl ed alla Regione ed è quindi pienamente operativa, quasi a smentire chi sosteneva che la clinica non fosse in grado di operare come in passato.

s.c. 24/03/2010 10.08

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LA GUERRA DELLE CLINICHE CONTRO I CONTRATTI CAPESTRO DELLA REGIONE

Ma il pianeta sanità è in fermento anche per un altro motivo che coinvolge pure Villa Pini e che interessa direttamente tutte le cliniche dell'Aiop, l'associazione dell'ospedalità privata (Pierangeli, Petruzzi, Spatocco) in forte contrasto con l'assessorato alla sanità, con il sub commissario Baraldi e con il commissario Chiodi. Motivo del contendere, che è un termine nobile per non parlare di guerra guerreggiata, è il contenuto dei contratti che la Regione ha proposto – tra l'altro in ritardo – con un aut aut che sa di imposizione. O accettate queste clausole o siete fuori dalle convenzioni. Così come non sono piaciute le norme sulle prestazioni in eccesso rispetto al budget, ma che comunque sono state già erogate. Insomma forse nuovo lavoro per il Tar, come è capitato per la delibera di Del Turco bocciata a luglio 2008 perché retrodatava i provvedimenti delle delibere e per il successivo ricorso, anch'esso favorevole alle Cliniche private, contro i tetti di spesa del Piano di rientro dai debiti.
Proprio un passaggio di un'altra sentenza sull'opposizione a questo Piano, spiega bene cosa pensano i giudici del Tar della conduzione della sanità abruzzese da parte del Commissario ad acta (che prima non era Chiodi): «il rispetto degli obiettivi prefissati non produce alcuna deroga al quadro normativo ed anzi imporrebbe una più rigorosa disamina di legittimità dei provvedimenti adottati».
Ed ancora: «si censura la disposizione secondo cui alla mancata sottoscrizione del contratto da parte delle case di cura viene fatta conseguire in via automatica la sospensione dell'accreditamento».
Una “conseguenza sanzionatoria minacciata” forse eccessiva, che boccia senza appello la qualità dei provvedimenti regionali e che fa prevedere altre guerre giudiziarie, non escluse quelle al quinto piano della Procura della Repubblica di Pescara, dove l'Aiop è di casa con qualche successo. Sullo sfondo anche lo strano comportamento della Regione che ha cancellato le Cliniche di Angelini dal budget annuale, spalmandolo, così sembra, sui suoi concorrenti. Il che fa presagire altre iniziative del gruppo Villa Pini intenzionato a non essere vittima sacrificale. Ma anche ulteriori iniziative del curatore a difesa del budget originario della Clinica fallita.

s.c. 24/03/2010 10.09

CHIODI:«NON PATTI CAPESTRO MA ORDINE NEL SETTORE

«Non mi sono mai sognato di proporre "patti capestro" ma solo di rimettere ordine in un settore importante del sistema sanitario regionale e, soprattutto, fissare le "regole" che, per troppi anni, sono mancate».
E' quello che ha detto il commissario per la sanità e presidete della Regione, Gianni Chiodi.
«Stabilire le regole per me significa avere dei contratti sottoscritti ed impegni finanziari sopportabili per i cittadini abruzzesi. Significa, altresì, "stroncare"», ha aggiunto, «la cattiva abitudine di "gonfiare" i fatturati con ricoveri inappropriati. Per questo motivo i tetti di spesa per il 2010 sono stati fissati all'inizio dell'anno e non, come avveniva nel passato, a fine anno solare prestando, per questa via, il fianco alle impugnative al TAR. Per gli stessi motivi, si è proceduto a fissare i tetti di spesa della spedalità privata per il 2010 evitando "tagli generalizzati" ma con criteri obiettivi e, nello stesso tempo, semplici: il fatturato delle singole cliniche, depurato dai tassi di inappropriatezza rivelati per ciascuna di esse. Ciò vuol dire che chi ha operato in perfetto regime di appropriatezza mantiene il tetto di spesa per il 2010 senza alcuna decurtazione».
24/03/2010 16.14