Assassinio Di Zio, arrestato diciottenne

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CARACAS. Si chiama Emmanuel Borrego Andrade il diciottenne fermato lunedì e dichiarato in stato arresto, a seguito dell'uccisione dell'ortonese Tommaso Di Zio in Venezuela.


Lo hanno reso noto all'Ansa gli investigatori che stanno indagando sull'episodio che ha sconvolto tragicamente la vita della numerosa famiglia Di Zio, da decenni in sud America con le loro attività.
Borrego si dichiara peraltro innocente e avrebbe raccontato di aver trovato l'uomo già morto e di aver tentato di rianimarlo.
L'omicidio è avvenuto nella tenuta di famiglia nello stato di Merida, a 700 chilometri da Caracas. Tommaso aveva 44 anni, non era sposato e viveva lì con il padre Gabriele e la madre Antonina Mercante, i due fratelli e la sorella.
L'uomo, nato ad Ortona ma emigrato insieme alla sua famiglia quarant'anni fa, gestiva un'azienda che fa parte di una catena per la distribuzione di materiale da costruzione. L'ultima volta che era stato in Italia risale a circa due anni fa.
Secondo gli inquirenti l'omicidio sarebbe avvenuto durante un tentativo di rapina in uno degli stabili dell'azienda, nella tenuta di Elvichia, vicino a Santiago de los Caballeros de Merida, capitale dello Stato omonimo dove la vittima viveva e lavorava.
«Gli esperti stanno in queste ore investigando la dinamica della morte di Di Zio», ha precisato il commissario Rigoberto Moreno, capo della polizia investigativa venezuelana (Cicpc) del Vigia, sottolineando che l'imprenditore è stato ucciso, anche se non si esclude del tutto l'ipotesi di un suicidio.
Gli investigatori stanno in particolare cercando di capire se, come pare probabile, a uccidere Di Zio sia stato un colpo partito da una «escopeta artigianale» (una sorta di moschetto utilizzato nelle campagne) sulla quale sarebbero state trovate le impronte del diciottenne.
Quello che al momento sembra certo è che a provocare la morte «è stato un colpo solo che ha provocato più ferite sul corpo»..
Gli inquirenti dovranno d'altra parte appurare se Borrego fosse il guardiano del locale 'Materiales Los Andes', dove viveva Di Zio, e se «tra i due ci sia stato una colluttazione», come afferma la stampa locale.
La polizia, giunta sul posto all'alba di lunedì allertata dai vicini dello Di Zio, ha fermato Borrego mentre usciva dal locale con gli abiti sporchi di sangue urlando «hanno ucciso Tommaso».
Il giovane si dichiara innocente e assicura che si è sporcato con il sangue di Di Zio perché lo ha soccorso, abbracciandolo.

24/03/2010 9.09