Patrimonio di 1,5 milioni di euro sequestrato a due fratelli pescaresi

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Le fiamme gialle di Pescara hanno eseguito una ordinanza di sequestro e confisca emessa dal gip Guido Campli del tribunale di Pescara nei confronti del patrimonio illecitamente accumulato da parte di due fratelli pescaresi, Ettore e Bruno Creati.
Sono stati così confiscati 3 appartamenti, (uno a Pescara ed uno a Spoltore), 2 magazzini a Spoltore,
5 terreni 2 vigneti e 2 terreni seminativi; un automezzo speciale adibito al soccorso stradale; una Fiat Tempra, una Fiat 500; una toyota Aygo; 2 Lancia Y; una Lexus Rx300, un fiorino, una Mercedes 500 sl, una Alfa Romeo Spider, una moto Honda il tutto per un valore complessivo stimato intorno al milione e mezzo di euro.
I finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Pescara hanno ricostruito la situazione economico patrimoniale complessiva dei due pescaresi, da cui non si giustificava nè il tenore di vita sostenuto, nè il possesso di numerosi beni, nella loro disponibilità anche se intestati a terzi.
Tutto, insomma, assolutamente sproporzionato rispetto al reddito dichiarato ai fini delle imposte ovvero alla loro attività economica.
Le indagini sono partite circa due anni fa, quando il sostituto procuratore di Pescara, Silvia Santoro, ha incaricato le fiamme gialle di Pescara di verificare la documentazione contabile acquisita nel corso di un'altra indagine sull'attività di alcuni autodemolitori.
Si è scoperta così una associazione a delinquere dedita a furti e ricettazione di autoveicoli destinati ad essere riciclati presso autodemolitori in Abruzzo, Molise e Campania.

UN ARRESTO A GIUGNO DEL 2008


Proprio in quella occasione le indagini, condotte insieme alla polizia stradale di Pescara, aveva portato la Finanza a individuare due fratelli pescaresi quali sodali dell'organizzazione.
Uno di loro, Ettore, venne arrestato.
A quel punto le fiamme gialle hanno cominciato a scandagliare il patrimonio dei due.
Si è così scoperto che Ettore si occupava di rivendita di ricambi di autoveicoli mentre Bruno, gestiva un autodemolitore.
E' emersa fin da subito, raccontano gli inquirenti, «la sproporzione tra reddito dichiarato e tenore di vita, specie se paragonato a quello presunto calcolato attraverso il cosiddetto redditometro».
I finanzieri accostano a questi dati anche una altra voce ossia la spesa media mensile familiare, così, ad esempio, nel 2004, Ettore Creati dichiarò redditi per poco più di 7.000 euro a fronte di un reddito presunto (il redditometro) di circa 56.000 e consumi Istat stimati poco inferiori a 30.000 euro.
Macroscopico il dato del 2007, dove a fronte di un reddito presunto di circa 74.000 euro l'uomo non presentò la dichiarazione.
Anche il fratello Bruno evidenzia risultanze particolari: nel 2003, 2004 e 2005 dichiarò redditi zero a fronte di redditi presunti tra i 30.000 ed i 40.000, con consumi Istat che si attestano intorno i 38/39.000 euro.
Come giustificare, quindi, il possesso di un patrimonio fatto di immobili, terreni seminativi, vigneti, boschi ed autovetture?
I finanzieri ritengono che possa trattarsi di beni frutto dell'accumulo di proventi derivanti da attività illecite, alcune delle quali hanno trovato conferma anche in condanne subite nel tempo.
L'attività di analisi condotta ha permesso di far ricorso alla normativa prevista dalla legge 306/92 che prevede, nel caso di condanne irrevocabili per determinate condotte come appunto il reato di riciclaggio, la confisca di beni perchè di valore sproporzionato al reddito ed alla capacità economica di chi ne ha il possesso o la disponibilità.

22/03/10 12.09