Monumento Caduti Nassiriya, dopo un anno e mezzo si deve saldare il conto

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Monumento Caduti Nassiriya, dopo un anno e mezzo si deve saldare il conto
PESCARA. Il monumento ai caduti di Nassiriya inaugurato a novembre del 2008 non è stato ancora pagato: servono ancora 104 mila euro.


Il sindaco Luigi Albore Mascia è sconcertato quanto incredulo. Parla di «superficialità» della passata amministrazione comunale di centrosinistra e sottolinea come i precedenti amministratori non abbiano risparmiato neanche un'opera tanto solenne quanto il monumento dedicato ai Caduti di Nassiriya, inaugurato in forma ufficiale, alla presenza dei familiari di quegli eroi, nell'ottobre del 2008.
Oggi, a un anno e mezzo da quella cerimonia, l'ex consigliere Ermanno Ricci, tra i responsabili del Comitato incaricato di sovrintendere alla raccolta e alla gestione dei fondi destinati a finanziare la realizzazione del manufatto, ammette che in realtà quella struttura non è neanche stata pagata.
«Perché questa vicenda è rimasta nel silenzio per oltre un anno e mezzo?», domanda Mascia. «E perché anche l'impresa che ha realizzato il monumento, la Solisonda, tra l'altro la stessa che ha collaborato alla realizzazione del Ponte del Mare (insieme all' Ati Mospeca, e De Cesaris, l'imprenditore arrestato con l'ex sindaco Luciano D'Alfonso con l'accusa di corruzione e associazione a delinquere), ha atteso tanto tempo per chiedere il pagamento?»

Dal Comune si sono affrettati a rintracciato tutta la documentazione inerente la realizzazione dell'opera, ripartendo dal primo ordine del giorno, approvato nel 2003, con il quale il Consiglio comunale impegnava il sindaco di centrosinistra a realizzare il monumento in ricordo degli eroi di Nassiriya, sino alla costituzione del Comitato promotore, incaricato anche della raccolta dei fondi necessari allo scopo, e all'approvazione del progetto, redatto e donato alla città dalla Facoltà di Architettura dell'Università ‘D'Annunzio'.
«La lettura delle carte», ha spiegato Mascia, «ha fatto emergere i costi reali dell'opera, sicuramente di grande solennità e pregio, soprattutto un'opera che la città ha voluto per ricordare per sempre i nomi di quegli uomini che hanno perso la propria vita per la pace».
Come stabilito in ben sei delibere successive di giunta comunale, tutte approvate tra il 2005 e il 2008, la struttura doveva essere realizzata a spese del Comitato promotore, costituitosi il 4 luglio del 2005, creando al proprio interno due diverse strutture, una delle quali aveva lo specifico compito di sovrintendere alla progettazione e alla realizzazione del monumento-fontana e alla gestione dei fondi per la realizzazione dell'opera.
Tale Organismo era composto, tra gli altri, dal professor Ermanno Ricci, ex consigliere comunale, e anche da ex dipendenti del Comune.
Già all'atto di costituzione del Comitato il Comune ha approvato un primo ordine del giorno deliberando di stanziare 15mila euro per finanziare l'opera.
Con delibera di giunta del 22 maggio 2007 il vecchio esecutivo di centrosinistra ha poi cantierato la realizzazione per consentirne la rapida inaugurazione solenne, una delibera in cui non si parla dei costi che comunque dovevano essere coperti dal Comitato promotore.
Ma non basta: il 31 luglio del 2008 la stessa giunta ha approvato un progetto per la sistemazione straordinaria dell'area di via Lo Feudo destinata ad accogliere il monumento, con un'ulteriore spesa pari a 128mila euro, ovviamente e opportunamente sostenuta dalla città.
Ora, a un anno e mezzo dall'inaugurazione solenne del monumento, un anno e mezzo di silenzio da parte di tutti i soggetti coinvolti, il Comune ha scoperto che l'opera è costata oltre 133mila euro e che per coprire la somma sono necessari ancora 104mila euro per pagare la Solisonda, una delle imprese che ha realizzato il Ponte del Mare, e che non è ancora stata saldata.
«E' una doccia fredda assolutamente inattesa», commenta Mascia, «che ancora una volta ha fatto emergere i lati negativi di una politica superficiale del centrosinistra il quale, prima di realizzare monumenti, non si è preoccupato di seguire le normali procedure che, in questo caso, avrebbero richiesto prima il reperimento delle somme necessarie, anche se tale ricerca avrebbe determinato un lieve slittamento della cerimonia di inaugurazione di un'opera tanto solenne».


22/03/2010 11.21