Asl Pescara. Giallo su incarichi progettuali: misteri su delibere di Cordone

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

5128

Asl Pescara. Giallo su incarichi progettuali: misteri su delibere di Cordone
PESCARA. Tutto nasce dalla curiosità di vedere le carte e di come ha origine il travagliato appalto ultra decennale per la ristrutturazione del reparto materno infantile dell’ospedale di Pescara. Oggetto oggi di una indagine che potrebbe allargarsi.
Così PrimaDaNoi.it si imbatte in una delibera del 1997 nella quale il manager Fabbrocino dava il via all'iter amministrativo per bandire la gara di appalto.
Una seconda fase inizia l'8 maggio 2003, manager Angelo Cordone, con la delibera 611 che conferisce un incarico di progettazione.
Solo per pura casualità si scopre che quel giorno vengono firmate una decina di delibere fotocopie tutte per conferimento di incarichi di progettazione a professionisti più o meno noti per avviare le “seconde fasi” di lavori di vario genere.
a delibera n°604 ha per oggetto: «2° fase lavori di acquisizione e sistemazione area del presidio ospedaliero di Penne. Incarico di progettazione definitiva ed esecutiva» agli architetti Carlo Ferroni e Edoardo Monaco.
La delibera 605 avvia la «seconda fase dei lavori di adeguamento alla normativa dei disabili dell'ospedale di Penne», affidando l'incarico di progettazione definitiva ed esecutiva agli architetti Carlo Ferroni e Carlo Bianchi.
La delibera 606 conferisce analoghi incarichi per «la seconda fase dei lavori di ristrutturazione e sopraelevazione del centro trasfusionale dell'ospedale di Pescara». Gli incarichi vanno all'ingegner Paolo Rossi e all'architetto Antonio Troiano.
La delibera 607 prevede sempre un incarico di progettazione per «il pontile di collegamento dell'ospedale di Penne». Incarichi all'ingegner Paolo Rossi e all'architetto Alessandro Martini.
La delibera 608 prevede la «seconda fase dei lavori di attivazione della centrale di sterilizzazione dell'ospedale di Penne» e gli incarichi di progettazione vanno all'ingegner Paolo Rossi e all'architetto Edoardo Monaco.
La delibera 609 prevede «la seconda fase dei lavori di sottrazione del reparto di anestesia e rianimazione dell'ospedale di Pescara», l'incarico va all'ingegnere Paolo Rossi.
La delibera 610 ha per oggetto «la seconda fase dei lavori di adeguamento impiantistico dell'ospedale di Pescara» e anche in questo caso l'incarico di progettazione viene affidato all'ingegnere Paolo Rossi.
La delibera 611 parla ancora di «seconda fase di lavori» ma questa volta per «la ristrutturazione del reparto di neonatologia dell'ospedale di Pescara». L'incarico di progettazione esecutiva viene affidata sempre all'ingegner Paolo Rossi.
Tutti documenti che PrimaDaNoi.it ha visionato in copia conforme all'originale, alcune delle quali riportano timbri e firme dei professionisti, del direttore generale Cordone, altre volte invece pur senza le firme sono state pubblicate all'albo pretorio per 15 giorni e controfirmate comunque dal funzionario responsabile.

MA L'INGEGNER PAOLO ROSSI SMENTISCE…

Tutto normale se non fosse per il fatto che l'ingegnere più volte citato, Paolo Rossi, letto l'articolo di Pdn precisa di aver ricevuto formalmente un solo incarico di progettazione, disconoscendo gli altri citati.
Com'è possibile parlare di un solo incarico quando vi sono documenti pubblici e ufficiali?
Dopo un lungo botta e risposta ci siamo convinti davvero del fatto che il professionista non conoscesse le delibere di incarico. Ma le delibere ci sono.
I lavori l'ingegner Rossi dice di non averli svolti.
Che le delibere siano poi state revocate?
Può darsi.
E' però importante ricordare che proprio in seguito a questi molteplici incarichi il consorzio di progettazione fino ad allora incaricato dalla Asl per le progettazioni venne estromesso e intentò causa al Tar.
La Asl, però, non attese il giudizio e liquidò, per mezzo di una transazione, 390mila euro allo stesso consorzio.
Perché liquidare se le delibere sono state revocate?
Altri mistero nel mistero.
«Le delibere 610 e 611», precisa l'ingegner Rossi titolare della Proget srl di Pescara, «riguardano il progetto di ristrutturazione dei reparti ginecologia materno-infantile neonatologia. Reparti che, come le parole stesse lasciano intendere, riguardano un'unica funzione medica. Il progetto fu diviso in due tronchi per esigenze dell'amministrazione dovute al fatto che gli ambienti erano adiacenti e si preferì procedere in modo tale che i lavori avvenissero in tempi diversi; e ciò al fine di permettere l'intervento in un reparto per volta».
«Si trattava, ad ogni modo», dice, «di opere sugli stessi piani della palazzina Ivap le une funzionali alle altre. In altri termini, non avrebbe avuto senso ristrutturare l'un reparto senza l'altro. In pratica si trattava di un unico progetto in due tronconi all'interno dello stesso edificio e sugli stessi piani (secondo, terzo, quarto, quinto) escludendo i piani terra e primo che erano sede di altre tipologie e specialità ospedaliere e la cui progettazione di ristrutturazione, è presumibile, sia stata correttamente affidata ad altri tecnici».
Per quanto riguarda la delibera 609 Rossi è chiaro «non ho eseguito il progetto per i reparti di anestesia e rianimazione nella maniera più assoluta. D'altra parte non ho mai emesso fatture per tale progetto e ritengo che i lavori, se eseguiti, siano stati progettati da altro professionista a me ignoto. Probabilmente», aggiunge, «l'amministrazione preferì assegnare le progettazioni in modo da coprire funzioni uniformi tra loro e io convenni sulla correttezza di tale impostazione. Ritengo che la delibera 609 sia stata annullata e, in ogni caso, non ho motivo per impugnarne il relativo provvedimento».
Sarà stata annullata davvero?
E chi ha eseguito i lavori?
Sta di fatto che sotto la delibera 609 ci sono firma e timbro dell'ingegner Rossi.
Anche per quanto riguarda i progetti delle delibere 606, 607, 608 Rossi afferma «con assoluta sicurezza» di non essere stato affidatario delle progettazioni relative, nè da solo nè in associazione con qualsivoglia altro professionista «che non ho mai sentito nominare».
«Dunque non sono mai stato affidatario incontrastato di lavori elencati nei vostri articoli ma a predominare in modo incontrastato il mondo della progettazione per USL di Pescara è stato invece il consorzio Italtecne-Progetto e Medil, come da voi stessi affermato, e con costi che nulla hanno a che fare con ragioni di economia (390.000 € contro 100.000 €)».

Stranezze ancora non chiarite ma che sono in ottima compagnia insieme a molte altre ormai perse nel tempo della gestione Cordone. L'attuale gestione della Asl invece fa fatica a trovare documenti per rispodere a questi misteri.
Come spiegare il fatto poi che nelle delibere non vi sono gli importi precisi ma sempre la dicitura «inferiore a 100mila euro»?
Tra le altre cose Rossi precisa che l'importo dei lavori sarebbe calcolato su € 2.400.000 mentre nelle due delibere si parla di lavori per 3.098.741,39 euro e 387.342,67 euro.
Come spiegare il fatto che il funzionario proponente che controfirma sempre, l'ingegner Alessandro Fusilli, tra le premesse precisa sempre che i professionisti hanno presentato i curricula per la candidatura?
Se l'ingegner Rossi dice di non aver avuto gli altri incarichi è possibile che abbia presentato comunque il suo curriculm e non lo ricordi?
Misteri italiani a tratti inquietanti che qualcuno prima o poi dovrà spiegare carte alla mano perché se c'è una cosa che emerge senza tema di essere smentiti è la grande confusione e approssimazione della gestione della Asl ed una libertà di operazioni che sembra quanto meno priva di buon senso.
E forse di molto altro.

a.b. 20/03/2010 8.43

[url=http://www.primadanoi.it/notizie/25591-Appalto-Asl-tutto-inizi%F2-nel-1997-tra-stranezze-dimenticanze-e-transazioni]QUELLE DELIBERE E QUELLA STRANA TRANSAZIONE DA 390.000 EURO[/url]

CONDIVIDI GLI ARTICOLI DI PDN SU FACEBOOK