Asl Pescara. Dietro i direttori dei lavori l’ombra della politica

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Asl Pescara. Dietro i direttori dei lavori l’ombra della politica
INCHIESTA SU APPALTO ALLA ASL DI PESCARA Vogliono vederci chiaro gli inquirenti su alcuni punti fondamentali: uno su tutti come è possibile e perchè nessuno della Asl si è accorto di quanto accadeva per l’appalto del materno infantile.
L'indagine, coordinata dal pm Gennaro Varone, parla di irregolarità contabili finalizzate a coprire le mazzette che consistevano in lavori, forniture e forse dell'altro.
Dunque false fatturazioni per forniture in eccesso o non pertinenti, doppia fatturazione ed altri escamotage che sarebbero serviti a coprire i lavori nell'appartamento dello stesso responsabile del procedimento, funzionario della Asl, Franco D'Intino, che ieri ha dovuto prendere atto anche della notifica del sequestro preventivo del suo conto corrente sul quale gli uomini della Squadra mobile hanno trovato 800mila euro.
D'Intino è agli arresti da lunedì insieme ad altre quattro persone.
Allora c'è un fatto che forse appare fondamentale nella vicenda ed è quello dei direttori dei lavori che sono stati allontanati in malo modo perché sembravano troppo vigili e attenti controllori e ostacolavano i presunti accordi tra la Asl (D'Intino) e la ditta che eseguiva i lavori.
In particolare, si legge nell'ordinanza del gip Guido Campli, viene ''fatta fuori'' l'architetto Rosalia Di Matteo, perchè, scrive il giudice «fermamente intenzionata a non consentire la prosecuzione dell'appalto sulla base di una perizia evidentemente illegittima».
E' proprio in quel momento (era luglio del 2009) che vengono nominati quelli che la procura chiama «tecnici compiacenti», ovvero Damiana Bugiani e Alfonso Colliva (entrambi ai domiciliari da lunedì scorso).
Ma per la sostituzione in corso d'opera D'Intino avrebbe fatto pressioni anche su Roberto Di Berardino, responsabile delle liquidazioni, «dunque», sostiene il gip, «in grado di esercitare, indirettamente, notevoli pressioni su chi sia interessato al pagamento delle proprie spettanze».
«Vedi di spingere in quella direzione ... fagli capire che se ne devono andare...»
Secondo la procura, inoltre Di Berardino «è certamente funzionario al soldo del Piancone (l'imprenditore di Foggia della Cre Impianti Tecnologici, anche lui in carcere da lunedì, ndr): infatti durante una conversazione Piancone, parlando con Piscitelli, e discutendo sulla opportunità di un regalo a Colliva e Bugiani, afferma: » Diamo qualcosa a Roberto, se ce lo fa bello veloce, allora sì ...».

Ma chi sono Bugiani e Colliva?
Partiamo dal secondo: oltre ad essere ingegnere, Colliva è attualmente consigliere di minoranza al Comune di Pianella, dove è sindaco Giorgio D'Ambrosio(Pd), è molto vicino ad An tanto che nel 2004 era in lista per le provinciali insieme a Lorenzo Sospiri, l'attuale sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia, l'attuale assessore provinciale Mario Giuseppe Lattanzio e il sindaco di San Valentino Angelo D'Ottavio.
In seguito continua a presentarsi alle elezioni ed è in ballo per essere il candidato sfidante proprio di D'Ambrosio alle comunali di Pianella. E' anche presidente del Pianella calcio Junior ed è molto vicino anche all'assessore regionale e vicepresidente, Alfredo Castiglione, del Pdl e proveniente da An. Colliva tuttavia non è iscritto al Pdl.
Damiana Bugiani, invece, è architetto, moglie di Renzo Lauriti (consulente aziendale) anche lui è conosciuto per essere molto vicino all'entourage dell'assessore Castiglione. Bugiani è professionista stimata soprattutto dalle amministrazioni di centrodestra dove riesce ad ottenere molti incarichi.
Uno degli ultimi lo ottiene proprio a Pianella, amministrazione di centrosinistra, dove è consigliere il suo compagno di sventura, Colliva.
L'ultimo atto di giunta comunale che riporta il suo nome è del 3 marzo scorso, e si dà atto che l'architetto ha realizzato il progetto preliminare dell'intervento di ''Impiantistica Sportiva in località Nardangelo''.
Il quadro economico del progetto preliminare non è proprio roba da poco: si parla di oltre 3,4 milioni di euro per lavori e sicurezza più un altro milione per iva sui lavori, acquisizioni aree e spese tecniche. Si devono realizzare un campo da tennis, un campo per il calcio a cinque, un campo polifunzionale con pista di pattinaggio e un campo di beach volley.
La professionista, si spiega sempre nella delibera, è stata scelta «di concerto con l'associazione sportiva dilettantistica Asd Water Polis» che l'ha «segnalata» perchè «esperta nel settore e da anni presente nel mondo della pallanuoto».
Corrispettivo per l'incarico: 1.500 euro lordi.
Il 28 agosto dell'anno scorso è stato così sottoscritto il disciplinare d'incarico con la professionista ma il 6 ottobre successivo viene concessa una proroga al termine per la consegna, perchè a quanto pare si decise di estendere l'area di intervento.
Altri incarichi alla Bugiani si trovano sia in tempi recenti (al Comune di Montesilvano, amministrazione Cordoma) che in tempi remoti (Comune di Pescara, amministrazione centrodestra)
Nel primo caso si tratta di un incarico professionale «progetto definitivo, esecutivo e coordinamento sicurezza in fase di progettazione per la realizzazione della pista di atletica dello stadio di via Senna». 19.500 euro l'importo netto percepito. Alla voce 'durata incarico' è stato solo annotato 16.06.2009.
Nel secondo caso a Pescara l'architetto ricevette un compenso mensile 3 milioni e 700 mila lire per un anno: dal 20.12.2001 fino al 31.12.2002. In totale, quindi, poco più di 20 mila euro attuali, ovvero 44 milioni di vecchie lire. Il compito era quello di «assicurare l'attuazione degli accordi di programma già stipulati».

IL DOCUMENTO CHE CERTIFICA GLI ERRORI DI D'INTINO

Tra la cacciata dei due vecchi direttori dei lavori e quelli nuovi, D'Intino assume la carica di direttore dei lavori protempore e redige il Sal che permette alla ditta di ricevere il pagamento dei lavori effettuati.
Gli inquirenti si accorgono, però, di alcune irregolarità, proprio come denunciato dal membro del collegio sindacale della Asl, Fausto Di Nisio.
C'è una fornitura di passaferri motorizzati che non torna, così come il prezzo, e c'è poi il problema della protezione dei pilastri (coibentazione).
In una relazione tecnica datata 26 ottobre 2009 Colliva e Bugiani ricontrollano le carte e rispondono a D'Intino: la relazione sostanzialmente ammette in parte gli errori ma concorda con la soluzione adottata dallo stesso funzionario dell'Asl.
Nello specifico per quanto riguarda il prezzo non corrispondente dei passaferri i nuovi direttori dei lavori parlano di «cifra indicativa» dell'offerta e dunque la «differenza di prezzo potrebbe essere legata al fatto che i prezzi delle voci della fornitura a corpo non erano distinguibili singolarmente».
Insomma un primo errore “sanato” formalmente in extremis, ritengono gli inquirenti niente affatto convinti della spiegazione, anche perché quella fornitura è stata pagata «in modo separato dai lavori» e l'importo sarebbe stato detratto poi in seguito.
Sulle protezioni in acciaio dei pilastri (quelle che secondo la Asl doveva servire per l'adeguamento per una nuova normativa per il mantenimento del calore degli edifici) la spiegazione è un altro errore, poiché la fornitura è stata pagata a «metri quadrati» invece era da intendersi in «metri lineari».
Ma anche in questo caso «le anomalie sono state corrette subito», scrivono Bugiani e Colliva.
Non basta. Un altro errore di computo del prezzo (che però stranamente è sempre maggiore di quello previsto) la direzione dei lavori precedenti lo ha compiuto anche per il calcolo della «porta scorrevole» che nel V stato di avanzamento lavori è stato liquidato con un prezzo maggiorato di oltre 700 euro. Anche in questo caso Bugiani e Colliva certificano che l'errore è stato corretto in seguito.
Spiegazioni che secondo la procura, invece, non sono convincenti e dimostrerebbero, in realtà, come i direttori dei lavori erano maggiormente graditi al Rup, D'Intino, proprio perché rimanevano “sulla stessa linea d'onda” e avrebbero procurato incassi extra alla ditta.
Insomma, gli inquirenti stanno cercando di capire anche in che modo e perché i due professionisti sono stati nominati alla Asl di Pescara dove ilmanager Claudio D'Amario (indagato) ha sempre dichiarato di non essere supportato dalla politica, in un momento storico, però, in cui il centrodestra –dopo gli arresti eccellenti del centrosinistra- controlla Regione, Provincia e Comun di Pescara.

19/03/2010 10.41