Sanità. Quella fiduciaria spericolata tra Abruzzo e San Marino

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CONNESSIONI. ABRUZZO. Un'Amphora chiama l'altra. A Roma la Guardia di Finanza indaga proprio sulla fiduciaria Amphora, di cui è “patron” il conte Enrico Maria Pasquini, sospettata di essere coinvolta in operazioni di riciclaggio di fondi neri a San Marino. * ALLA CONQUISTA DI VILLA PINI: LA DDP SI PRESENTA:«SIAMO I MIGLIORI»
Ma se, come riferisce l'Espresso di qualche settimana fa
, a Roma l'attenzione è rivolta soprattutto sul patron della fiduciaria (fino a poco tempo fa ambasciatore di San Marino in Spagna e presso l'Ordine di Malta, oltre che proprietario di banche sanmarinesi terminali di soldi sospetti), a Chieti la Procura della Repubblica indaga sui clienti di Amphora per scoprire se il meccanismo nazionale per occultare denaro sottratto alle società ed alle tasse sia lo stesso anche in Abruzzo.
Negli archivi del Cerved, il cervellone delle Camere di Commercio, c'è una visura che accosta la fiduciaria Amphora al commercialista Guerino Testa, che è anche presidente della Provincia di Pescara. L'incrocio pericoloso è provocato dalla Società di Medicina e Chirurgia srl, con sede a Pescara, via Venezia 4, stesso indirizzo dello studio commerciale Testa e di altre società.
Lo schema abbreviato della visura indica questa società come appartenente al Gruppo Pasquini e successivamente segnala: Testa amministratore unico, Amphora fiduciaria proprietaria.
Lo stesso avviene per la Medigest (società a responsabilità limitata con socio unico) di San Benedetto del Tronto, costituita nel 2002: proprietaria ancora Amphora fiduciaria di piazza Giovanni Winckelmann, a Roma, proprio quella del conte Pasquini.
Tutto qui?
Non proprio.
Perché l'amministratore unico Guerino Testa attraverso queste società controlla grossi interessi nella sanità marchigiana con qualche ricaduta in Abruzzo, attraverso l'amicizia con Andrea Di Prinzio, collega di studio di Testa, da lui sponsorizzato come vice presidente Fira (la finanziaria regionale in passato coinvolta in sanitopoli attraverso Giancarlo Masciarelli) e indicato come lo snodo di alcuni intrecci che solleverebbero un conflitto di interessi con la vicenda Villa Pini attraverso la sua presenza a fianco dei vertici della Ddp interessata al fallimento di Angelini.
Il che non è piaciuto ad altri concorrenti che hanno inoltrato al curatore “manifestazioni di interesse” a rilevare la società fallita.
Perché se Di Prinzio ha chiarito alla luce del sole la sua posizione, che non sarebbe incompatibile, i concorrenti gruppi partiti all'attacco di Villa Pini mal digeriscono la presenza nell'operazione di un grosso dirigente di un gruppo bancario – ora diventato consulente – che è lo stesso con il quale Angelini operava ai tempi delle vacche grasse.
Qualcuno gioca su due tavoli?
O la fiduciaria Amphora, con l'assoluta segretezza dei suoi clienti, è il cavallo di Troia per far tornare in pista vecchi nomi e affaristi impresentabili?
Per tornare alla società di Medicina e Chirurgia, questa ha la maggioranza delle quote nella Clinica Stella Maris di San Benedetto, mentre la Medigest ha la quota di minoranza nella Casa di cura Villa Anna, sempre di San Benedetto, che è invischiata in un processo per il controllo del pacchetto di maggioranza: si scontrano infatti i vecchi proprietari locali con il subentrante Carmine De Nicola che si difende sostenendo di aver acquistato con un atto regolare le quote che gli mancavano per raggiungere la maggioranza.
Dunque un contrasto sulla proprietà che sarà risolto a breve dai giudici di Ascoli Piceno e che riguarda la sfera privata di un imprenditore che è libero di scegliere le cordate che vuole e i commercialisti di cui si fida.
Diverso è il caso di Guerino Testa che, come ha dichiarato in altri tempi, si difende sostenendo che «è presidente di due società come capita a tanti commercialisti che si prestano per i loro clienti a fare i presidenti o i revisori dei conti».
Ma una scelta, magari rischiosa, per un commercialista, per motivi di opportunità non può convivere con una carica pubblica, come quella di presidente della Provincia di Pescara.
Soprattutto se la Procura indaga sull'ipotesi di riciclaggio.
Perché l'Amphora, secondo la Gdf che indaga (come riporta sempre l'Espresso), è specialista di meccanismi quasi perfetti per occultare denaro.
Uno dei più gettonati è quello di imprenditori rapaci che sottraggono soldi alla loro impresa attraverso fatture false per prestazioni o costi inesistenti.
Vanno poi in banca, ritirano gli importi da occultare con assegni inferiori a 10 mila euro (per evitare segnalazioni) e li depositano a San Marino.
Di lì questi soldi poi tornano- esentasse - all'Amphora, protetti dal segreto bancario e sono investiti in altre imprese, magari sanitarie.
Così le imprese di partenza vengono svuotate, gli operai sono licenziati, l'imprenditore disonesto fa la bella vita e si ricrea un'altra attività.
Le domande sono: il commercialista Guerino Testa ignora questi meccanismi e non conosce i suoi clienti?
Questa attività privata è compatibile con la sua carica pubblica?
Se come commercialista viene pagato da Amphora, è sicuro che questo denaro sia di provenienza al di sopra di ogni sospetto?

19/03/2010 8.53

[url=http://espresso.repubblica.it/dettaglio/paradiso-san-marino/2122263/8]PARADISO SAN MARINO: L'INCHIESTA DE L'ESPRESSO[/url]

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* ALLA CONQUISTA DI VILLA PINI: LA DDP SI PRESENTA:«SIAMO I MIGLIORI»

CHIETI. Ci credono. Ne sono convinti, anzi convintissimi: «l'offerta per Villa Pini da parte della Ddp servizi sanitari spa è la migliore», parola di Paolo Primavera, presidente della Società, che ieri alla presentazione del Piano industriale era attorniato da Giovanna D'Innocenzo, Pierpaolo De Nicola, rispettivamente fisioterapista e medico, da Nicola D'Ippolito, imprenditore, e dal commercialista Andrea Di Prinzio, che non appare però nell'elenco dei soci fornito. «Siamo i migliori», dicono, «perchè siamo imprenditori locali che conoscono direttamente, anche per la storia professionale dei soci, la realtà di Villa Pini, perché questo assicura la possibilità di intervenire subito con le opere di straordinaria manutenzione che sono indispensabili per far ripartire la clinica in un paio di giorni, perchè il nostro progetto industriale è quello meglio calibrato per l'attuazione del Piano sanitario vigente».
Così ha sintetizzato la mission della Ddp l'ingegner Primavera. Giovanna D'Innocenzo si è invece soffermata sulle distorsioni esistenti nel settore della riabilitazione, illustrando il progetto di riorganizzazione che la Ddp propone sia per l'aspetto fisico che per quello psichiatrico.
«Intendiamo recepire le osservazioni della Commissione Ministeriale – ha detto – rivisitando le tipologie degli utenti e delle prestazioni erogate. Debbono essere assistite in ambito psichiatrico residenziale solo le patologie effettivamente bisognevoli, destinando alle Rsa quelle non pertinenti. In modo particolare alcuni dei posti letto di riabilitazione psichiatrica si chiederà che vengano riconvertiti, senza alcun aumento di costi, in centri Alzheimer o centri per disabili psichici e sensoriali».
Un po' silenziosi gli altri soci, anche se a domanda precisa è stato risposto che saranno applicati i contratti di lavoro ufficiali ed è in progetto la creazione di un centro di eccellenza sanitaria, con un settore ricerca all'avanguardia. I soldi da investire?



Su questo non ci sono state risposte precise, «perché è difficile oggi valutare con una certa approssimazione il fatturato di Villa Pini, che si attesterebbe intorno ai 40-50 milioni di euro – ha risposto il presidente - il valore della clinica sarà determinato soprattutto dagli accreditamenti che la Regione concederà. In base a quelli effettivi saranno calibrati il personale ed ogni altro investimento e quindi anche la proposta economica che sarà inoltrata al curatore fallimentare».
Ma vi preoccupano le offerte degli altri concorrenti nazionali e le polemiche di questi giorni sul ruolo di Di Prinzio come vice presidente della Fira e come collega di Guerino Testa, presidente della Provincia di Pescara?
«Al contrario – conclude Primavera – il nostro valore aggiunto è proprio la territorialità dell'offerta. Per i soldi ci assisterà una banca di primaria importanza. Per le polemiche abbiamo già detto che ci sembrano strumentali e quindi infondate. Nella Ddp ciascuno porta la sua professionalità e non le sue amicizie».

s. c. 19/03/2010 9.52