Blocco stradale e la Regione ripristina accreditamenti solo a Villa Pini srl

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Blocco stradale e la Regione ripristina accreditamenti solo a Villa Pini srl
PESCARA. Traffico bloccato su viale Bovio, all'altezza della Regione, e trasporti urbani in tilt: il sit-in dei dipendenti di Villa Pini ha mandato in crisi la zona nord di Pescara con una manifestazione civile ma esasperata. * IL VERBALE DELLA RIUNIONE:«LE SOCIETA’ NON FALLITE ANCORA FUORI NORMA»
E' stata fronteggiata dalla Polizia con agenti antisommossa (sono spuntati anche gli scudi di plastica) a protezione dell'edificio regionale.
Una cautela forse eccessiva, visto che il clima era sereno e adirittura c'è stato un lungo, tranquillo colloquio con l'assessore Carlo Masci che ha ascoltato le ragioni di sindacalisti, medici ed infermieri ed ha fornito le spiegazioni sull'operato della Giunta e del presidente Chiodi «che sta cercando una soluzione ai vostri problemi».
«Sì, ma fate presto», è stata la risposta unanime.
La manifestazione era iniziata con l'attraversamento a passo di lumaca di viale Bovio, sulle strisce pedonali davanti l'ingreso della Regione.
Poi i manifestanti si sono seduti per terra bloccando per un po' il traffico.
Poi hanno assediato la Regione, protetta da un servizio delle Forze dell'ordine.
Non c'è stato però bisogno dell'intervento della Polizia, dei Carabinieri, pure presenti in gran numero.
I Vigili urbani hanno cercato di snellire le file dei veicoli fermi, chiudendo al traffico il viale sia a nord che a sud.
Tra slogan, fischietti e bandiere è andata di nuovo in scena il dramma dei dipendenti senza stipendio e la farsa della Regione che non comunica il piano di salvataggio – se c'è – ma si affida a dichiarazioni di buona volontà.



Lo hanno contestato a Masci i sindacalisti Uil Mimmo Rega e il segretario regionale del settore pubblico impiego Frullo: «Chiamateci attorno ad un tavolo tecnico e vediamo insieme la soluzione. Così come si muovono Chiodi e Venturoni non va bene: senza confronto, senza ascoltarci, senza risolvere. Sono mesi e mesi che alziamo la voce, ma non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire».
Il traffico poi è ripreso a singhiozzo, qualche autobus è passato, altri no.
L'attesa ora è per le soluzioni romane: accreditamento si o no?
Prima di risolvere il problema in punto di diritto, è arrivata la notizia che in Molise – anche lì opera Angelini - la Regione ha dato un ultimatum alle sue strutture: o entro fine mese vi mettete a posto con gli stipendi oppure la Regione le requisisce, le affitta ed entro due anni bandisce una gara per assegnarle.
Cioè un'iniziativa politica che dimostra la vicinanza ai problemi quotidiani di chi lavora e affronta un problema che qui viene nascosto: a Villa Pini c'è un buon reparto di Cardiologia riabilitativa nel quale vengono inviati i pazienti operati a Cardiochirurgia.
Se chiude questo reparto, che va avanti solo per il sacrificio e l'abnegazione di chi ci lavora, i malati torneranno ad intasare l'ospedale di Chieti ad un costo anche maggiore. Non sembra un modo intelligente di risparmiare.

Sebastiano Calella 17/03/2010 16.05



LA REGIONE RIPRISTINA GLI ACCREDITAMENTI

Gli accreditamenti per Villa Pini sono tornati. La telefonata dell'assessore Lanfranco Venturoni arriva improvvisa ad Angela Scottu, Cgil, impegnata dalla mattina nella manifestazione davanti alla sede della Regione a Pescara, in Viale Bovio.
«Il presidente Chiodi mi informa che è riuscito ad ottenere il ritorno degli accreditamenti per Villa Pini. Il provvedimento», spiega, «è scaturito nel corso dell'incontro con il Governo ed è limitato solo alla società fallita. Per le società del Gruppo Angelini che non sono interessate al fallimento, domani Chiodi presenterà un'ipotesi di soluzione».
Quasi troppo bello per essere vero: la notizia piomba sui manifestanti ancora piazzati sulle strisce pedonali per rallentare il traffico.
C'è un momento di sconcerto, poi le telefonate si intrecciano.
Chiamano tutti: ma è vero?
Chiama anche la Clinica: si è sparsa la voce, confermate?
Chiama anche il curatore fallimentare da Roma: «io qui ho notizie negative, lì che sapete?»
«Che c'è stata la telefonata di Venturoni e che tra poco arriva un comunicato».
«E' un primo importantissimo risultato – dichiara a caldo Angela Scottu, Cgil – ed è il frutto della lotta dei lavoratori che non hanno mai perso la speranza. L'incertezza è però ancora grande, perché resta il problema delle altre società non fallite. Il sindacato, lo posso dire anche a nome degli altri, non abbandona nessuno ed ora aspettiamo le proposte di Chiodi. Pare di capire che finalmente il buon senso fa capolino anche nella politica che era sembrata sorda alle richieste dei lavoratori. Sono soddisfatta. Ma la lotta continua fino alla soluzione complessiva».
Anche l'Ugl festeggia: «Aspettiamo nero su bianco, ma la notizia è molto positiva», commenta Morabito.
La dottoressa Catini, che ha diretto la parte sanitaria della clinica che è rimasta attiva, si aggiunge al coro «è troppo bello per essere vero».
Le valutazioni, tutte positive, riguardano anche il presidente Chiodi che in questo modo ha sbloccato anche politicamente una situazione piena di incognite, recuperando la fiducia di molti che l'avevano persa.
«Grande risultato – commenta il senatore Fabrizio Di Stefano – bravo Chiodi in questa missione impossibile».
«Condivido la gioia di tutti i lavoratori – dichiara l'onorevole Toto - e sono contento di aver contribuito, almeno in parte al ritorno degli accreditamenti».
«Aspettiamo di conoscere bene il provvedimento – dichiara il senatore Legnini – vogliamo sapere quale sarà il budget e quale sarà il futuro di Villa Pini e delle altre società. Indubbiamente è una vittoria dei lavoratori».

IL CURATORE:«BENE ACCREDITAMENTI MA HO INOLTRATO RICORSO AL TAR»

«La notizia è giunta anche a me questa sera – dichiara il curatore fallimentare Giuseppina Ivone – ed è arrivata anche un po' a sorpresa perché in giornata le voci erano altre. Comunque questa dichiarazione del presidente Chiodi ha una valenza politica e istituzionale che va tradotta in atti formali, spero in tempi rapidi. Dal momento che io mi muovo secondo il diritto, in giornata avevo inoltrato un ricorso al Tar che forse sarà notificato alla Regione domani, perché ritengo che negare gli accreditamenti non era legittimo. La curatela rivuole tutti gli accreditamenti così come erano prima. Abbiamo passato momenti difficili, anche per il no della Asl di Chieti. Ho dovuto dare solo acconti ridotti al personale in servizio. Spero proprio che la situazione migliori»

s.c. 17/03/2010 19.32

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IL VERBALE DELLA RIUNIONE:«LE SOCIETA' NON FALLITE ANCORA FUORI NORMA»

Nel verbale di fine incontro si legge «rilevato che le verifiche effettuate sull'attività della Villa Pini srl che sono state disposte in questi mesi dai Nas, dalle Unità di valutazione multidimensionali e dalla Commissione medica ispettiva regionale hanno evidenziato una precedente produzione di prestazioni sanitarie determinata anche da un elevatissimo tasso di inappropriatezza per il quale è doveroso un intervento di ripulitura (…) , il Commissario di Governo, previa verifica con l'apposito tavolo tecnico, ritiene di poter autorizzare la revoca della sospensione dell'accreditamento e la sottoscrizione di un nuovo contratto per l'anno 2010».
Nei prossimi giorni, a seguito dell'incontro tra gli Organi Fallimentari e quelli Commissariali, verranno adottati gli adempimenti amministrativi conseguenti.
Per quanto riguarda le altre società del gruppo “Villa Pini” che non sono fallite «permangono, purtroppo», si lege ancora nel verbale, «le condizioni di mancato pagamento degli stipendi ai dipendenti che hanno determinato per legge la sospensione dell'accreditamento. Avendo verificato, con rammarico, dopo i necessari approfondimenti giuridici con il tavolo tecnico, che la P.A. concedente non ha alcuna facoltà di pagare direttamente i dipendenti, facendo capo tale scelta esclusivamente alla proprietà, non resta altra possibilità che adempiere ai propri obblighi trasferendo i pazienti come dispone la legge».
«Certo, stupisce che», conclude il documento, «in una situazione di insolvenza così conclamata, e che si ritorce ingiustamente in primo luogo contro quei dipendenti che, pur senza salario da mesi, hanno assicurato il loro lavoro ai malati, non si sia giunti ad una dichiarazione giuridica di insolvenza. Ciò avrebbe consentito di far scattare le salvaguardie previste dalla legge fallimentare a tutela, in primo luogo, dei più deboli».

17/03/2010 19.46