Asl, concorsi pubblici e parentele: quando la «brillantezza» fa la differenza

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Un concorso pubblico come tanti alla Asl di Pescara per titoli e prova orale per l'assunzione temporanea di un dirigente medico di Igiene epidemiologica e Sanità pubblica e per «eventuali e future necessità».
La selezione sarebbe di sicuro passata inosservata se la vincitrice non fosse un nome noto, ovvero la moglie di un esponente politico regionale molto in vista: il presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano. A vincere, infatti, è Graziella Soldato.
Il caso lo porta alla ribalta il consigliere comunale di Pescara, Fausto Di Nisio (Idv), che scorre la graduatoria e si accorge del dirigente eccellente scelto tra dieci candidati.
Poi scorre i punti attribuiti ai vari aspiranti per i titoli conseguiti nella propria carriera e si accorge per assurdo che quelli con il curriculum migliore sono stati superati di gran lunga.
La Soldato non è tra i primi per curriculum ma si trova nella parte bassa con 5,8 punti contro i 10,4 del primo classificato.
Ad alimentare dubbi, però, non è solo il nome famoso ma anche l'exploit della professionista avuto nel corso del colloquio orale dove predomina la soggettività del giudizio rispetto al punteggio oggettivo dato dal possesso dei titoli.
Grazie ai suoi titoli, infatti, su dieci persone la dottoressa si trovava solo al sesto posto in graduatoria, ma essendosi preparata bene per l'esame e avendo svolto un ottimo orale con la commissione ha sbaragliato tutti i concorrenti.
Anche una diretta rivale che aveva più punti per il curriculum (6,0 la perdente contro i 5,8 della Soldato) ha perso il posto per appena un punto in meno all'orale.
Un punto che sarebbe stato determinante ma che ha spinto la commissione (composta da Antonio Caponetti, Carla Granchelli, Giancarlo Diodati e la segretaria verbalizzante Lazzarina Calogiuri) in dieci minuti di interrogazione, a premiare decisamente la moglie di Pagano, risultata la migliore.
Che abbia convinto tutti all'orale è stato messo a verbale con estrema precisione.
L'interrogazione verteva su un'unica domanda, uguale per tutti, sia per il primo interrogato, entrato alle 9.40, sia per il decimo, che ha esposto la propria teoria alle 11.20 ed era la seguente: strategie di prevenzione della malaria con particolare riferimento alla chemioprofilassi causale e soppressiva.
La Soldato, come detto, ha risposto meglio di tutti e si è aggiudicata 18 punti su 20 con questa motivazione: «illustra in modo brillante e competente l'epidemiologia, le strategie di prevenzione, la profilassi e la terapia della malattia anche riguardo agli effetti collaterali e alla resistenza dei farmaci. Il punteggio sale così da 5,8 a 23,8».
La diretta concorrente, invece all'orale prende solo 17 punti con questa motivazione: «illustra in modo accurato e competente l'epidemiologia, la profilassi e la terapia della malattia anche riguardo agli effetti collaterali e alla resistenza ai farmaci».
In meno della Soldato, quindi, ci sarebbe solo la «brillantezza» e le strategie di prevenzione che, a quanto pare, valgono 1 punto in meno. La seconda classificata raggiunge così il punteggio di 23,005. Meno di un punto di differenza che vale però la partita.
«Mi chiedo cosa abbiano potuto pensare i restanti nove candidati, di cui la maggioranza con titoli superiori, e di molto, rispetto al candidato eccellente», ha commentato Di Nisio, «di sicuro sarà forte il senso di frustrazione per aver constatato che i titoli acquisiti con sofferenza e abnegazione, oltre che con l'utilizzo di risorse economiche, non siano serviti a nulla perchè il titolo più importante è forse quello genealogico».
17/03/2010 9.08

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