Usura: arrestato consulente fiscale ad Avezzano

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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AVEZZANO. La Guardia di Finanza di Avezzano ha arrestato un consulente fiscale accusato di usura.

Si tratta di Antonio Alfredo Di Renzo, 47 anni, che secondo l'Ordine non risulta essere iscritto nell'albo dei commercialisti.
L'uomo e' stato arrestato su ordine di custodia cautelare emesso dal gip su richiesta della Procura di Avezzano, nell'ambito dell'operazione antiusura, denominata "Delizia", che ha portato finora all'arresto di quattro persone di etnia rom tutti avezzanesi.
L'operazione e' scattata dopo le denunce presentate da privati cittadini e imprenditori della zona che non riuscivano piu' a far fronte alle pressanti richieste di pagamenti di tassi di interessi mensili avanzate dai loro aguzzini.
L'esito dell'operazione e' stato presentato questa mattina dal comandante provinciale della Finanza, Antonio De Nisi e da quello della compagnia di Avezzano, Diego Morelli, alla presenza del sostituto procuratore della repubblica di Avezzano, Maurizio Maria Cerrato, titolare dell'inchiesta.
I finanzieri marsicani, nel corso delle indagini, hanno accertato che il consulente fiscale, titolare di una societa' di elaborazione dati, effettuava prestiti a tassi usurai in favore di commercianti e imprenditori locali che tentavano di superare le gravi difficolta' economiche legate alla conduzione dell'impresa.
Inoltre, nel corso delle attivita' investigative e' stato riscontrato che il consulente era solito incontrare, con frequenza spesso giornaliera, i referenti delle principali famiglie rom avezzanesi con cui aveva stretti legami di affari.
Nella morsa usuraia e' finito anche un imprenditore marsicano che, cliente del consulente fiscale, aveva chiesto aiuto per superare le difficolta' economiche che negli ultimi anni stava minando la sua azienda.
In cambio di piccole somme di denaro, il consulente ha fatto sottoscrivere, a garanzia del prestito, cambiali ed assegni sui quali venivano addebitati esorbitanti somme a titolo di interessi.
In breve tempo, i debiti accumulati hanno raggiunto cifre talmente spropositate al punto che l'imprenditore e' stato costretto a cedere al consulente la propria attivita' e stava per cedergli anche la propria abitazione.
16/03/2010 14.58