Appalto Asl. Di Nisio: «vi racconto come è partita l’inchiesta»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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INCHIESTA SU APPALTO ALLA ASL DI PESCARA. Un revisore dei conti molto scrupoloso che legge e rilegge le carte per verificare se quello che appare corrisponde alla realtà. Ed, infatti, le carte parlavano di una serie di irregolarità formali e sostanziali. * LE IRREGOLARITA’ CONTABILI DENUNCIATE DA DI NISIO

Ad accorgersene dopo un lungo e solitario lavoro è stato Fausto Di Nisio, consigliere Idv, e membro del collegio sindacale della Asl che ha passato al setaccio carte su carte. Il suo lavoro non è stato facile a cominciare dal reperimento delle carte alle quali avrebbe avuto pieno accesso anche se pare nella realtà sia stato ostacolato.
Gli inquirenti parlano, infatti, del suo «atteggiamento ostruzionistico» quando Di Nisio chiede di avere dei documenti.
La storia è quella dell'indebita duplicazione del pagamento dei "tre passa ferri saliscendi" pagati 4.500 euro l'uno.
Della vicenda si era interessato proprio il Collegio dei Revisori dei Conti. Il componente Di Nisio, in una precisa denuncia diretta al Procuratore della Repubblica rimarcava come, effettivamente, questi saliscendi fossero stati pagati due volte: una prima, nel quinto SAL; una seconda con contratto di fornitura, come aveva già riferito Capocasale.
Di Nisio censurò, inoltre, il fatto che gli stessi oggetti fossero stati allibrati nel quinto Sal al prezzo di €.4.176,00 cadauno; e nel contratto di fornitura al prezzo (più che raddoppiato) di 8.700,00. «Dunque», scrive il giudice, «frode nella frode».
Di Nisio, nel suo esposto parlerà anche dell'atteggiamento ostruzionistico del Direttore Generale D'Amario, che gli aveva negato l'accesso agli atti amministrativi.
«All'inizio del mese di agosto dell'anno 2009», racconta il consigliere a PrimaDaNoi.it, «sollecitato da una missiva trasmessa al Collegio per conoscenza dalla ditta Edilcap Srl, ho proceduto ad acquisire copie di documentazione inerente i lavori di ristrutturazione dei reparti di Ostetricia e Ginecologia del presidio ospedaliero di Pescara. L'acquisizione e' avvenuta per il tramite della segretaria del Collegio, Tiziana Nasuti, la quale ha provveduto ad avvisare immediatamente il direttore generale della mia iniziativa. Quest'ultimo mi ha fatto convocare nella sua stanza ed alla presenza del Direttore Sanitario e di altra persona a me sconosciuta mi ha diffidato a prelevare, in copia, qualsiasi altra documentazione se non preceduta da formale richiesta scritta su cui poi egli avrebbe fatto le opportune valutazioni. Trascurando, ovviamente, le diffide del direttore generale, peraltro illegittime, ho continuato a farmi fornire ulteriore documentazione compreso quella di natura contabile».
La scoperta delle prime irregolarità sono state fatte proprio da Di Nisio che in presenza di doppie fatture e di irregolarità sulla perizia di variante si è deciso a parlarne con il titolare della ditta Edilcap srl, Capodicasa, invitandolo a sporgere denuncia visto che tale situazione stava rischiando, come sta rischiando tuttora, di mettere in seria difficoltà finanziaria la sua azienda.
Di Nisio ha dunque accompagnato l'imprenditore prima dal procuratore Nicola Trifuoggi e poi l'imprenditore è arrivato in questura dove ha trovato il comandate Nicola Zupo che ha raccolto formalmente la denuncia.
Nel frattempo della questione Di Nisio ha informato anche la Corte dei Conti che probabilmente aprirà un fascicolo per la richiesta di risarcimento danni a carico dei responsabili.
«Ci sono moltissime irregolarità e dubbi ancora da chiarire», spiega Di Nisio, «perchè non ci si chiede chi ha voluto i nuovi direttori dei lavori? Perchè non ci si chiede chi e' stato a rinominare D'Intino come Rup dopo che Balestrino, forse allertato per i "magheggi", lo aveva defenestrato? Perchè non ci si chiede chi abbia ostacolato il lavoro di verifica del sottoscritto giustificandosi con il fatto che "faccio politica"? Io non faccio politica ma solo il mio dovere perché per una volta una persona ha controllato forse perché non è uno dei tanti “yes man” a disposizione».
16/03/2010 10.56
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 LE IRREGOLARITA' CONTABILI DENUNCIATE DA DI NISIO

Così dopo la denuncia del titolare della ditta estromessa Di Nisio ha inviato i suoi esposti alle procure di Pescara e della Corte dei Conti.
Dall'esame dei documenti contabili Di Nisio si è accorto della presenza di alcune anomalie ed in particolare dell'esistenza di una voce all'interno del 5° S.A.L. (Passaferri), lo stato di avanzamento lavori, di un contratto di fornitura effettuato dall'azienda capofila dell'Ati ed estraneo al contratto d'appalto.
«Inoltre», scrive Di Nisio, «confrontando il 5° ed il 6° SAL ho notato che una voce presente nel 6° SAL (Protezione pilastri HE) non era coerente nelle misure e nei richiami agli stati di avanzamento lavori precedenti. Il Collegio, da me sollecitato, ha formulato precise richieste di chiarimenti, rispetto al tema, alla direzione generale invitandola a fornire in tempi brevissimi una relazione chiarificatrice su tutta la vicenda legata a questo specifico appalto».
I riscontri formulati dalla Direzione non sono però apparsi esaustivi e sufficienti a superare le contraddizioni sollevate.
Secondo Di Nisio infatti «non e' stata sottoposta a totale verifica la contabilità dei lavori inerenti alla ristrutturazione del Reparto Materno Infantile del P.O. di Pescara cosi' come richiesto dal Collegio Sindacale con il proprio verbale n. 61. Relativamente al duplice pagamento per l'acquisto di n° 3 passa ferri delle sale operatorie, la relazione dell'ing. D'Intino fa presente che si tratta di un errore della precedente Direzione dei lavori, che aveva allibrato queste attrezzature nel 5° SAL sebbene già installate e pagate. Appare strano che l'errore venga attribuito alla Direzione dei Lavori quando il precedente RUP dichiara di non essere mai stato a conoscenza della delibera n. 1111 del 13.10.2008 - proposta peraltro dallo stesso ing. D'Intino».
«Appare evidente, inoltre», scrive ancora Di Nisio, «che si è procurato un danno erariale alla azienda, in quanto quand'anche con il 7° SAL vengano recuperate – come dichiarato - le somme pagate in eccesso con il 5° SAL, dette attrezzature risultano acquisite al patrimonio dell'Ente ad un costo pari a più del doppio di quanto previsto nell'appalto in oggetto. Infatti le stesse risultano essere state pagate, come da contratto di fornitura di cui alla delibera n. 1111 al costo di € 8.700,00 cadauna contro le € 4.176,00 previste dall'appalto per la messa a norma dell' U.O. Di Ostetricia e Ginecologia del P.O. Di Pescara».
Il membro del collegio sindacale giudica poi «lacunosa» anche la risposta di D'Intino in merito alle altre questioni sollevate.
La spiegazione non cornice e parte l'esposto che darà vita ad una inchiesta che poi è stata riunita con il procedimento coordinato dal pm Gennaro Varone e che ha portato agli arresti di ieri.

16/03/2010 10.56