Multa ingiusta, condannati i Vigili di Chieti

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CHIETI. Un giudice di pace coraggioso. Un automobilista che non ci sta a pagare la multa ingiusta. Un verbale un pò troppo elementare, soprattutto nel rilievo planimetrico dell'incidente da cui è nata la multa.



Risultato: multa annullata con tanto di sentenza, anche se – stranamente – le spese di giudizio sono state compensate.
Cioè l'automobilista ha avuto ragione, ma deve pagare le spese della causa che è stato costretto a fare per veder riconosciuta la propria innocenza.
Questa la storia: nella zona della piscina comunale, due auto si scontrano mentre una – salendo – sta girando a sinistra per entrare nel parcheggio dell'impianto.
L'altra sta girando verso la discesa e l'impatto avviene proprio all'intersezione con l'ingresso della piscina.
Intervengono i Vigili urbani di Chieti per i rilievi e multano le due autovetture: la prima perché non ha dato la precedenza a destra, la seconda perché circolava «contromano, invadendo parzialmente la corsia di opposta percorrenza».
«Io contromano? E quando mai...», ha eccepito il secondo automobilista multato che ha poi detto: «i rilievi sono fatti male, i Vigili hanno scritto una cosa inesatta».
Nel processo, il comandante dei Vigili urbani (quadi omonima del Giudice) ha difeso i suoi agenti, sposando in pieno le motivazioni della multa e contestando il diritto del ricorrente di presentare una ricostruzione tecnica che sraebbe di parte in quanto elaborata dal ricorrente stesso (che è il perito Antonio Di Pasquale) e perciò non veritiera.
Cioè la verità non è tale se la dice chi ricorre.
Una tesi debole, che infatti il Giudice Maria Flora Di Giovanni non ha accolto.
Il multato, poi assolto, ha eccepito in prima istanza che l'accertamento dei Vigili deve essere solo una raccolta di dati e non un giudizio sull'incidente e che il punto fisso per le rilevazioni deve essere certo e facilmente identificabile.
Il che non è.
Nel merito del rilievo, questo dev'essere eseguito in scala planimetrica precisa e con come un disegnino improvvisato, da cui non si può dedurre nulla e tanto meno la colpevolezza di qualcuno.
E la ricostruzione in scala ha dimostrato che la corsia opposta non è stata invasa. Infine la contestazione della multa doveva essere contestuale all'incidente e non successiva.
Quindi niente multa e richiesta di risarcimento per 10 mila euro. Tesi accettate dal Giudice, il che per gli automobilisti è un successo quasi senza precedenti, anche se non è noto il risarcimento.
Di solito, infatti, il cittadino ha sempre le armi spuntate per far valere le sue ragioni. A parere di chi scrive, forse non era necessaria nemmeno la causa se la Burocrazia fosse più aperta al dialogo ed alle ragioni dei cittadini.
Sia chiaro: non è una critica ai Vigili urbani che meritano comunque la medaglia perché svolgono un servizio difficile a contatto con automobilisti spesso prepotenti e scarsamente rispettosi delle regole. Ma un pò di flessibilità nel contenzioso non guasterebbe, non sempre le ragioni degli altri sono infondate.

s.c. 15/03/2010 8.59