Arenile non inquinato: dissequestro tra le polemiche

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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FRANCAVILLA AL MARE. Venerdì scorso la polizia giudiziaria ha dissequestrato il tratto di arenile a sud della foce del fiume Alento, compreso tra la recinzione del cantiere del porto turistico (ancora sotto sequestro) ed il pontile Sirena.


La revoca è stato firmato dal sostituto procuratore del Tribunale di Chieti, Giuseppe Falasca a seguito degli esiti delle analisi effettuate sui campioni si sabbia prelevati nei mesi scorsi.
Esami che hanno ufficializzato la non presenza di inquinamento.
Il sequestro di circa 400 metri quadri di arenile era scattato il 22 ottobre scorso e qualche settimana dopo cominciò il prelievo di sabbia da parte dei forestali, così come predisposto dal titolare dell'inchiesta, che sta indagando anche sulla costruzione del porticciolo e sul ripascimento con sabbia proveniente dallo scavo del bacino portuale.
La buona notizia sulla non presenza di inquinanti, però, non incide sul dissequestro del cantiere del porticciolo.
Questo perchè il sito dove dovrebbe sorgere il piccolo approdo per la pesca ed il turismo (che piccolo tanto non è visto il costo del primo lotto pari a quasi 2 milioni di euro) è infatti un Sin, cioè un sito di interesse nazionale (diventato tale grazie ad una legge di 6 anni fa) per il disinquinamento e quindi i lavori non possono riprendere (in verità non potevano nemmeno iniziare) se prima il Ministero dell'ambiente non provvede al disinquinamento non solo della foce del fiume Alento, ma di tutto il fiume, almeno fino al depuratore.
Proprio in quanto Sin quest'area è interdetta a qualsiasi intervento senza preventiva autorizzazione ministeriale. Eppure qualcosa deve essere sfuggito.

SOLO 1 CAMPIONE POSITIVO AGLI IDROCARBURI

Ma venerdì almeno una buona notizia è arrivata: la sabbia non è inquinata e il lungo tratto di arenile è stato dissequestrato. Via sigilli e cartelli.
Le analisi sono state eseguite dal laboratorio dell'Università degli Studi di Siena, dipartimento Scienze Ambientali Dargatti.
«Si evince», si legge nella relazione, che i campioni «sono negativi (privi della sostanza inquinante oggetto della ricerca) fatta eccezione per il campione Tr1a, prelevato in prossimità dell'approdo. Rilevato che i parametri delle diossine e Furani rinvenuto in detto campione è notevolmente al di sotto dei limiti imposti, non è idoneo supportare l'ipotesi dell'inquinamento del litorale».
Secondo le analisi, si legge sempre nel verbale di dissequestro, questo dato «si può ben conciliare con un accidentale sversamento di carburante da un natante tirato a secco».
Nessun rischio peggiore, quindi, e via libera al dissequestro.
Si specifica anche che «durante il periodo del sequestro del cantiere del porto turistico, il pericolo di ulteriori illeciti ripascimenti con sabbie inquinate provenienti da quel sito non è sussistente.
Soddisfatto per le notizie positive arrivate il sindaco Nicolino Di Quinzio, che pensa all'estate ormai alle porte e ai balneatori che potranno quindi riappropriarsi del litorale. Parla di spiaggia «certificata» e sicura e punta già ad ottenere la Bandiera Blu.
Soddisfatto anche l'ex sindaco Roberto Angelucci che si era detto sempre sicuro della sicurezza ambientale della costa e ha già annunciato che denuncerà sia il suo successore sia il Wwf per la campagna contro il suo operato e le ombre gettate sulla sua amministrazione.

15/03/2010 8.14