Sciopero Cgil, in duemila ieri mattina ad Ortona

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ORTONA. Sono stati circa 2mila, secondo gli organizzatori, i lavoratori che hanno partecipato ieri alla manifestazione provinciale della Cgil di Chieti che quest'anno si e' svolta ad Ortona. Cortei e sit in anche a Pescara e L'Aquila.


Un lungo corteo ha attraversato tutto il centro cittadino, sfilando fino in piazza della Repubblica, dove si e' tenuto il comizio del segretario regionale della Cgil Gianni Di Cesare.
Alla manifestazione hanno preso parte dipendenti di moltissime aziende della provincia: dalla Sevel alla Honda, da Villa Pini alla ex Burgo, dalla Samputensili alla Denso.
Le adesioni hanno toccato in alcuni fabbriche l'80 per cento.
«La situazione occupazionale nella nostra provincia - ha sottolineato il segretario regionale della Fiom Cgil Nicola Di Matteo - e' drammatica e nei prossimi mesi rischiamo di perdere altre migliaia di posti di lavoro. Ma la circostanza più grave e' la mancanza delle istituzioni nello studio di iniziative per combattere la crisi: chiediamo un maggiore coinvolgimento soprattutto della Regione, perche' l'assenza del governatore Gianni Chiodi non e' piu' tollerabile».
Di Cesare ha invece lanciato una proposta al governo nazionale, per sostenere i consumi delle famiglie, con un aumento di 100 euro mensili da recuperare attraverso il fiscali rag e un contributo di 500 euro una tantum.
«C'è un Abruzzo fatto da lavoratori dipendenti, precari, pensionati e imprese che è ancora nel vortice della crisi economica, nella totale indifferenza del governo nazionale e di quello regionale. E c'è una generazione oggi del tutto tagliata fuori dal lavoro»., ha detto invece Silvio Deboluccia, che ha guidato la delegazione del PD alla manifestazione promossa dalla Agile abruzzese a Ortona.
I parlamentari, i segretari provinciali e i consiglieri regionali del PD hanno partecipato alle principali manifestazioni nelle quattro province.
«La giunta Chiodi deve uscire dal suo dorato isolamento - dice Deboluccia - e scendere fra i problemi reali delle persone. La crisi non si risolve da sola: ci sono Regioni che hanno investito decine di milioni di euro per sostenere l'economia, mentre l'immobilismo della giunta Chiodi condanna l'Abruzzo ad una sofferenza enorme e ad una ripresa più lenta».
Oltre 400, invece, sono stati i lavoratori e pensionati hanno manifestato davanti alla sede pescarese della Regione, sempre in occasione dello sciopero generale nazionale indetto dalla Cgil.
Al presidio hanno aderito anche alcuni lavoratori del gruppo San Stefar, Rifondazione comunista, e alcuni dipendenti di 'Provincia e Ambiente SpA'.
«Siamo scesi in piazza - ha spiegato Paolo Castellucci, segretario provinciale della Cgil di Pescara - per rivendicare una nuova politica sui problemi della crisi. Nel 2010 la crisi - ha proseguito- presenterà problemi ancora piu' grandi e, dunque, chiediamo di mettere in campo risorse per garantire gli ammortizzatori sociali. Rivendichiamo anche una politica fiscale più gusta e nuove politiche per l'accoglienza dei migranti».
A livello regionale la Cgil rivendica «misure più incisive da parte della Regione per affrontare - ha detto Catsellucci - non solo l'emergenza, ma anche per cominciare a delineare una prospettiva del dopo crisi. Il problema- ha spiegato il rappresentante della Cgil- non e' solo congiunturale. Ci sono aziende che hanno annunciato la chiusura dunque per centinaia di lavoratori non solo ci sarà il problema degli ammortizzatori sociali ma anche quello di capire quale sara' il loro futuro dopo la fine del periodo degli ammortizzatori. Quindi c'è bisogno - ha concluso Castellucci -di una vera politica industriale, di risorse e incentivi».
A L'Aquila, invece, alta l'adesione dei dipendenti dell'università a sostegno della vertenza dei precari dell'ateneo.
Lo sciopero ha fatto registrare la chiusura di intere strutture amministrative, tra segreterie studenti, segreterie di presidenza o servizi vari, come l'ufficio relazioni internazionali, l'ufficio di controllo e gestione, l'ufficio ricerca e altri organi di governance accademica.
I precari, hanno indetto un sit-in alla Reiss Romoli, mostrando uno striscione con scritto "Precarietà, terremoto e disoccupazione", lo stesso che è stato esibito durante la cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico.
A loro ha espresso solidarietà il rettore Ferdinando Di Orio, confermando la possibilità di continuare il progetto di stabilizzazioni.
«Ma servono garanzie da parte del Miur - ha commentato - e da parte della funzione pubblica». Alla manifestazione ha partecipato anche il segretario provinciale della Cgil, Umberto Trasatti.

13/03/2010 9.34