Villa Pini. Nuove proposte e sindacati contro ma nulla si muove

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Villa Pini. Nuove proposte e sindacati contro ma nulla si muove
CHIETI. D'Ippolito (Cosmetal), De Nicola (Cliniche nelle Marche), Primavera (Cogepri e Presidente dei costruttori di Chieti), cioè DDP spa, la società che ha presentato una manifestazione di interesse al curatore fallimentare di Villa Pini. * TORNA IN PISTA ANGELINI. LA REGIONE PENSA A POPOLI… * ASL:«IL PATRIMONIO PROFESSIONALE DEI DIPENDENTI DI VILLA PINI NON VA DISPERSO»
Quale può essere il punto di forza di questa offerta?
Lo abbiamo chiesto al presidente Paolo Primavera subito dopo la presentazione del progetto ai sindacati confederali.
«Noi siamo in grado di rimettere in moto la clinica il giorno stesso di un eventuale affidamento – ha spiegato – questo i sindacati lo hanno capito: abbiamo qui tutte le professionalità e le strutture che servono. Ritengo che i sindacati abbiano apprezzato la chiarezza del nostro impegno per i posti di lavoro: li salviamo tutti, se la Regione riparte con l'accreditamento di prima. Ne salviamo la metà, se la Regione taglia il 50%. E così via. Insomma al giudice fallimentare ed al curatore presenteremo un piano industriale modulare e flessibile, senza false promesse».
Secondo lei, quale aspetto è stato maggiormente apprezzato dai sindacalisti presenti?
«Il nostro impegno dichiarato è non far colonizzare l'Abruzzo da forze economiche esterne».
Che cosa chiedete alla Regione?
«Di fare presto a decidere quello che è di sua competenza – conclude Primavera – ogni giorno che passa il “bene Clinica” si deteriora, perde clienti e quindi l'avviamento commerciae, si disperdono le professionalità, si inceppa la manutenzione: danni irreparabili che fanno pensare ad una Regione ai limiti dell'autolesionismo. Abbiamo cercato l'incontro con i sindacati proprio perché riteniamo decisiva anche la concertazione con loro. L'accoglienza del progetto mi è sembrata positiva, ma saranno loro a dare un giudizio ufficiale».
Il presidente Primavera non lo dice, ma di fatto ieri è scesa in campo tutta la Confindustria di Chieti, il che non ha certo impressionato i sindacalisti, ma ha fornito all'incontro una cornice rassicurante e ordinaria, visto che comunque le trattative con gli industriali sono pane quotidiano per il sindacato.
Ed in effetti i primi commenti e le prime reazioni di Cgil, Cisl e Uil confermano l'attenzione al progetto e l'apprezzamento per la volontà di fare presto ed “in casa”. Il Piano industriale completo sarà comunque illustrato dopo la gara per la scelta dell'affittuario della clinica e la Cgil con un comunicato fa sapere che «prende atto della disponibilità dichiarata della DDP a rilevare la Villa Pini srl salvaguardando i posti di lavoro, ma esprimerà giudizi sul progetto dopo averne presa visione diretta».

I SINDACATI CONTRO L'INERZIA DELLA GIUNTA REGIONALE

Però Carmine Ranieri ed Angela Scottu nel comunicato vanno oltre e si rivolgono direttamente alla Regione.
«A fronte di questi importanti segnali da parte di imprenditori privati», dicono, «appare sempre più grave, irresponsabile, incomprensibile e arrogante il silenzio apposto dalla Giunta Regionale alla richiesta della curatela fallimentare di revocare la sospensione dell'accreditamento. Anzi, mentre il Tribunale di Chieti dichiarava, con il fallimento della clinica, l'avvio contestuale dell'esercizio provvisorio per salvaguardare il valore dell'azienda e quindi dei posti di lavoro, il Presidente Chiodi, in qualità di commissario ad acta, provvedeva con ogni tempestività ( Delibera del 18 febbraio c.a.) a cancellare le cliniche del Gruppo Villa Pini dall'elenco delle strutture private provvisoriamente accreditate per una somma pari a euro 20.448.812. Sembra davvero di essere di fronte ad un vero e proprio boicottaggio da parte della Giunta Regionale di ogni tentativo di soluzione della drammatica vicenda dei dipendenti e dei servizi di Villa Pini. In uno scenario sempre più drammatico, in cui si registrano le dimissioni del subcommissario Rossini e la presentazione di un'interrogazione parlamentare in cui l'onorevole Toto chiede la revoca dell'altro subcommissario Baraldi per possibili conflitti d'interesse, la Cgil denuncia», dicono ancora i rappresentanti del sindacato, «la gravità della mancata sospensione della revoca degli accreditamenti e arriva a chiedersi se il diritto alla salute sia ancora vigente in Abruzzo. In un simile scenario appare davvero inqualificabile il silenzio della Giunta Regionale: una vera e propria sfida arrogante e cinica ai lavoratori e ai pazienti di Villa Pini e all'intera opinione pubblica abruzzese».

FABIO FRULLO, UIL: «RICORDIAMOCI DI TUTTE LE STRUTTURE IN CRISI»

Quindi se diritto alla salute e diritto a lavoro vanno di pari passo, si deve pur dire che uno degli aspetti più dimenticati, ma non per questo meno importanti, della vertenza Villa Pini, è che l'attenzione sulla clinica e sul fallimento ha di fatto oscurato il destino delle altre attività a Chieti ed in Abruzzo: dalla Sanatrix dell'Aquila, alla Santa Maria di Avezzano, alla Cicala di Atessa per dirne alcune, oltre il SanStefar di cui si parla per la riabilitazione.
Per tutte queste attività servirebbero soluzioni rapide, ma da mesi ormai la Regione sembra bloccata e capace solo di esprimere «auspici per una soluzione», ma non la soluzione che invece si attende da Roma.
«La sacrosanta contestazione all'Aquila ha oscurato – secondo Fabio Frullo, Uil – anche le parole chiare dell'assessore Venturoni sul destino di queste altre strutture e cioè la chiusura. Quello che ci mette in allarme è la totale assenza della politica. Eppure si tratta di lavoratori in servizio, che non prendono lo stipendio e nemmeno la cassa integrazione. Noi siamo abituati a ragionare così: vuoi chiudere, vuoi ridurre, vuoi qualcosa? Metti le ipotesi sul tavolo e discutiamo. E invece no: alla Regione sono afoni, non parlano, non ci presentano progetti. E quindi non si discute. Lo stesso onorevole Toto è stato costretto ad un'interrogazione per capire cosa si pensa di fare per tutti e per le strutture satelliti non oggetto di fallimento. Tanto scalpore per una cosa che dovrebbe fare qualsiasi politico: aprire gli occhi sulla realtà». Sull'interrogazione di Toto si registra anche un'iniziativa ai limiti della provocazione politica da parte di Vincenzo Traniello, Cisl: «Mi piacerebbe un sondaggio tra i consiglieri e gli assessori regionali del Pdl: che ne pensate di questa valutazione sulla sanità in Abruzzo e su Villa Pini? Comincerei dagli assessori, come Febbo e Carpineta, legati al territorio di Chieti, ma poi chiederei anche ai consiglieri di Pescara: Federica Chiavaroli e Ricardo Chiavaroli, Lorenzo Sospiri, Nazario Pagano e così via».
E' lo stesso sondaggio che forse proporrà il consigliere provinciale di Chieti, Luigi D'Alonzo (Pdl), intenzionato a porre i problemi sollevati dall'interrogazione nella prossima direzione provinciale del Pdl per poi farli arrivare a livello regionale.

Sebastiano Calella 12/03/2010 8.29

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TORNA IN PISTA ANGELINI. LA REGIONE PENSA A POPOLI…

Insomma una levata di scudi contro i tentativi che i sindacati definiscono «subdoli» di cercare soluzioni parziali ad un problema che è molto più ampio e complesso e che aspetta una soluzione globale, mentre spesso si lavora su aspetti parziali e/o marginali.
Proprio questi ritardi hanno riportato sulla scena Enzo Angelini che ieri in una manifestazione a Villa Pini ha arringato alcuni dipendenti intenzionati a protestare con azioni eclatanti.
E sempre di ieri è la notizia che alla Regione si sta programmando l'attivazione della riabilitazione all'Ospedale di Popoli, utilizzando per i dipendenti da assumere una graduatoria vecchia di un paio di anni.
Se il progetto fosse confermato, una parte dei pazienti del SanStefar sarebbe dirottato lì, senza quel famoso principio su cui tutti i sindacati fecero blocco sin dall'inizio della vertenza: i dipendenti seguono i malati.
Ma se i malati verranno assistiti da chi è in una vecchia graduatoria, le conseguenze sono almeno due: la prima è che vengono bypassati (per non dire fregati: meno elegante, ma forse più efficace) i dipendenti SanStefar, la seconda è che va a farsi benedire anche la ribadita disponibilità di Chiodi (l'ultima volta al Consiglio regionale all'Aquila) ad assumere nelle Asl questo personale.
Una delle tante dichiarazioni della serie “detto e contraddetto”.
Infatti questo metodo è stato già utilizzato nel recente passato al momento della diaspora dei malati trasferiti da Villa Pini, dalle Villette e dall'ex Convitto Paolucci: nelle Rsa e nelle strutture della Asl di Pescara e non solo (sia pubbliche che private) per accogliere i malati trasferiti sono stati assunti altri dipendenti e non quelli della “casa madre”, inoltre il guadagno di queste strutture è stato sottratto alla Asl di Chieti ed alle società di Angelini.

s.c. 12/03/2010 8.32
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ASL:«IL PATRIMONIO PROFESSIONALE DEI DIPENDENTI DI VILLA PINI NON VA DISPERSO»

C'è infine un aspetto nascosto del problema Villa Pini che la dice lunga sull'improvvisazione con cui la Regione ha gestito il trasferimento dei malati.
In Clinica sono restati una trentina di pazienti tutti molto gravi che non possono essere trasferiti.
O meglio, pur in coma, intubati e comunque non coscienti potrebbero avere due destinazioni: o i reparti di rianimazione degli ospedali di Chieti e Pescara che così sarebbero bloccati o le cliniche e gli ospedali delle Marche o di altre regioni limitrofe. Cioè mobilità passiva costosissima a carico dell'Abruzzo.
Senza dire che ci sono ancora 150 malati psichiatrici più difficili, quasi impossibili da sistemare.
Forse qualche pensierino per forzare la mano sullo spostamento di questi pazienti con il pretesto dell'emergenza sanitaria, la Regione l'aveva già fatto e sperava che le ispezioni inviate a controllare trovassero situazioni difficili, malati trattati male, ricoveri inappropriati.
Sorpresa: non è così.
Con grande soddisfazione di quelli che lavorano con questi malati, a certificarlo è stata proprio la Commissione ispettiva della Asl che così scrive al manager Francesco Zavattaro: «le prestazioni esaminate sono tutte appropriate».
Il pezzo forte da incorniciare è però una nota di integrazione alla verifica sul Centro di riabilitazione intensiva sulle altre strutture psico-riabilitative di Villa Pini.
Scrive il medico incaricato: «sottolineo lo spirito di abnegazione, la professionalità e l'umanità di tutto il team medico/infermieristico e di supporto in una situazione di alta complessità clinico-assistenziale, con tracheotomizzati, monitorati, portatori di patologie gravi e con pesanti limitazioni motorie e relazionali, taluni in coma vegetativo. Pur senza stipendio da un anno, il comportamento del personale testimonia la centralità del paziente e della sofferenza. Un comportamento che nobilita la professione medico-infermieristica assistenziale nel suo significato più alto. Rappresentano un esempio che non può essere oscurato. Un patrimonio di esperienza, di conoscenza e di umanità che non si può dissipare».

Sebastiano Calella 12/03/2010 8.35