Discarica di Bussi. Il Ministero:«danni per 8,5 miliardi di euro»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Discarica di Bussi. Il Ministero:«danni per 8,5 miliardi di euro»
PESCARA. E’ ancora in corso l’udienza preliminare, l’ennesima dopo i rinvii dei mesi scorsi, relativa all’indagine sulla mega discarica dei veleni di Bussi.
Saltano fuori però i primi dati che sembrano delineare le strategie processuali non appena il gup deciderà sui rinvii a giudizio.
Questa mattina gli avvocati della Solvey, Alfio Valsecchi e Dario Bolognesi, nel corso dell'udienza hanno depositato un decreto direttoriale del ministero dell'Ambiente risalente al 17 febbraio 2010.
Per il ministero ammonta a oltre 8 miliardi e mezzo di euro la stima dei danni alle acque superficiali provocati dalle sostanze tossiche scaricate per molti anni a Bussi.
Il decreto e' stato formalmente depositato al gup.
Nel decreto viene quantificato anche il danno ai terreni circostanti contaminati.
Nello specifico a seconda della sostanza inquinante trovata si parla di 300milioni di euro o di 500 milioni di euro.
Una cifra che probabilmente erano in pochi a poter preventivare visto che si tratta di una cifra davvero ingente, addirittura superiore a quella che il governo ha promesso per la ricostruzione completa del post terremoto de L'Aquila. Il documento può tuttavia forire solo un ordine di grandezza “soggettivo” poiché bisognerà superare numerosi scogli prima che gli enti pubblici possano realmente poter beneficiare della somma. Intanto dovrà terminare il processo che non è ancora iniziato nei vari gradi di giudizio e saranno i giudici a quantificare il giusto indennizzo. Poi ci sarà la trafila per incassare realmente la somma e dunque far in modo che la Montedison -che è chiamata al banco degli imputati- versi concretamente la somma.
L'udienza sta procedendo sulla ammissibilità delle costituzioni di parte civile avanzate da enti, associazioni e cittadini.
Fra i reati contestati, a vario titolo, ai 27 imputati, avvelenamento delle acque, disastro colposo, commercio di sostanze contraffatte e adulterate, delitti colposi contro la salute pubblica, turbata liberta' degli incanti, truffa. Fra gli imputati l'ex presidente dell'Aca, Bruno Catena, l'ex presidente dell'Ato, Giorgio D'Ambrosio, e alcuni amministratori della ex Montedison.
11/03/2010 13.49

RINVIO AL 15 APRILE

Oltre alla Solvay, le richieste di costituzione di parte civile sono state presentate, fra gli altri, dal Ministero dell'Ambiente, dalla Regione Abruzzo, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dalla Provincia di Pescara, da vari Comuni, tra cui quello di Bussi, da associazioni ambientaliste come Wwf e Legambiente e privati cittadini.
Al centro dell'udienza di oggi le repliche dei legali di parte civile sull'ammissibilità delle costituzioni, su cui dovrà poi decidere il gup Luca De Ninis.
La prossima udienza è stata fissata al 15 aprile. Tra gli imputati nell'inchiesta gli ex vertici di Ato, Aca e Montedison, accusati a vario titolo di avvelenamento delle acque, disastro doloso, commercio di sostanze contraffatte e adulterate, delitti colposi contro la salute pubblica, turbata libertà degli incanti, truffa.

11/03/2010 15.53