Ancora una maxi truffa della Fira. Coinvolti dipendenti Regionali

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ABRUZZO. Più che altro una conferma. L’ennesima di come si possano sperperare risorse pubbliche che dovrebbero servire per far crescere l’economia di imprese e territorio.
La Guardia di finanza di Avezzano ha denunciato 24 persone e verificato 12 società con sede ad Avezzano che attraverso un giro di fatture false e false dichiarazioni per 3.639.465 di euro hanno potuto frodare il fisco non versando Iva per 727.886 di euro. Sono stati inoltre accertati illeciti contributi comunitari per 620.000 di euro.
E' questo il risultato di una lunga indagine conclusa dalla compagnia della Guardia di finanza di Avezzano e denominata “Operazione Cavour''.
La scelta del nome appare curiosa ma forse si spiega poiché complici dei truffatori sarebbero stati alcuni dipendenti della Regione e della finanziaria Regionale, la Fira spa.
Si tratta dell'ennesima maxitruffa che ha come epicentro ancora la Fira, fulcro di finanziamenti dirottati ad amici ai tempi di Masciarelli, delle cartolarizzazioni dello scandalo della sanità.
La truffa naturalmente è ai danni della Regione
Le indagini, finalizzate alla tutela e alla repressione delle frodi in danno del Fondo europeo da parte di alcuni dipendenti della Regione Abruzzo e della Fira, hanno consentito di deferire alla locale procura 24 soggetti che, a vario titolo, hanno contribuito alla realizzazione di un disegno criminoso volto all'illecito percepimento, da parte di alcune società di Avezzano, di circa 620.000,00 euro di contributi comunitari (Docup 2000/2006), grazie alle perizie redatte da alcuni professionisti ed alla complicità di dirigenti della Regione Abruzzo e della Fira.
Nel corso delle attività di polizia tributaria sono state individuate e sottoposte a verifica fiscale 12 societa' di Avezzano create ad “hoc'', al fine di ottenere illecitamente i contributi pubblici.
Tutte le società, sebbene intestate a diversi soggetti prestanome, sono risultate facenti capo ad un'unica persona di Avezzano che, le fiamme gialle marsicane, hanno individuato quale amministratore di fatto nonchè dominus delle illecite attività.
La Guardia di Finanza non ha ritenuto rilevante diffondere i nomi delle persone denunciate.
L'esame della copiosa documentazione, acquisita nel corso delle attività ispettive, ha consentito di accertare l'emissione e l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per un importo totale di euro 3.639.465 ed evasione Iva per euro 727.886,00.
L'Associazione a delinquere ha ottenuto così illeciti contributi comunitari grazie alla creazione ad hoc i società che erano tra di loro clienti e fornitori e che potevano così scaricare l'iva per operazioni mai effettuate.

10/03/2010 12.52

STESSO MODUS OPERANDI DELL'INCHIESTA “BOMBA”

Non sono molti i particolari che emergono ma gli inquirenti precisano che l'inchiesta si riferisce ad attività e finanziamenti proprio dei tempi in cui a presiedere la Fira era Giancarlo Masciarelli.
La Finanza ha notato anche che la maggior parte delle ditte create ad hoc avevano sede invia Cavour ad Avezzano, di qui il nome dell'operazione.
Si tratta di accertamenti d'iniziativa scaturiti proprio dall'operazione “Bomba” del 2006, in quel caso la procura di Pescara arresto una ventina di persone tra cui l'ex presidente della Fira, Masciarelli.
Non si conoscono altri particolari al momento né è stato possibile avere altri dettagli circa l'identità dei dipendenti pubblici indagati e neppure i nomi delle società e la loro attività.
Riserbo degli inquirenti –ad indagine conclusa- anche sulla tipologia di finanziamento europeo erogato alle attività produttive.

10/03/2010 13.20