Alloggi Ater, nulla di fatto in Consiglio. Se ne parla dopo le elezioni

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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L'AQUILA. La ricostruzione degli alloggi Ater può attendere: dopo quasi un anno di immobilismo cosa sarà dover aspettare ancora un mese o due?


Ieri la questione era approdata finalmente in Consiglio regionale, dopo continue richiesta da parte del comitato Mia Casa. La situazione, denunciata più volte dal segretario Pio Rapagnà, è drammatica.
Dopo il sisma del 6 aprile bisogna intervenire su 4.000 alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica di proprietà dell'Ater, del Comune de L'Aquila e degli altri Comuni del “cratere”. Dopo 11 mesi nulla si è mosso e poco o nulla si sa del destino di queste abitazioni e degli inquilini.
Ieri non si è riusciti ad arrivare ad una conclusione e la questione è stata rimandata a dopo le elezioni.
Nella riunione dei Capigruppo - convocata dopo i disordini dei lavoratori di Villa Pini che hanno impedito il regolare svolgimento dei lavori convocati sempre per la mattina di oggi- e' stato infatti deciso di sospendere la Seduta ordinaria per far svolgere regolarmente la seduta straordinaria prevista per il pomeriggio.
Nel corso della mattinata, il Consiglio aveva solo potuto votare sul rinvio in Commissione del Disegno di Legge riguardante le modifiche alla Legge finanziaria regionale 2010, previste dopo l'osservazione del Governo nazionale riguardanti alcune norme sul personale.
Al termine della seduta straordinaria, i lavori dovrebbero riprendere con la discussione degli emendamenti alle "Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo".
Nel pomeriggio la conferenza dei capigruppo ha ascoltato Rapagnà e poco dopo, per mancanza di numero legale la seduta straordinaria del Consiglio è saltata.
Un nulla di fatto, quindi, per l'Assemblea regionale che, per vari motivi, non è riuscita ad approvare alcun punto all'Ordine del Giorno.
Al momento dell'approvazione di una risoluzione, infatti, il vice presidente vicario del Consiglio, Giorgio De Matteis, ha dovuto prendere atto della mancanza del numero legale, dovuta anche alle condizioni atmosferiche proibitive, dichiarando chiusa la seduta.
Il Consiglio regionale tornerà a riunirsi non prima della metà di aprile in ottemperanza della normativa sul periodo pre elettorale.

10/03/2010 10.23