VIlla Pini. Interrogazioni su «conflitti di interessi». Venturoni minimizza

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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VIlla Pini. Interrogazioni su «conflitti di interessi». Venturoni minimizza
ABRUZZO. Due interrogazioni (parlamentare e regionale) per una domanda sola: chi è che decide sulla sanità in Abruzzo? Chiodi è commissario o è commissariato? * CGIL:«TUTTO FERMO: I LAVORATORI ANCORA SOLI»
Il Pd all'attacco su Villa Pini con l'interrogazione del senatore Giovanni Legnini sull'incompatibilità “politica” del sub commissario Giovanna Baraldi, che affianca Chiodi nella gestione del Piano di rientro e nell'organizzazione sul territorio della sanità abruzzese, e con l'interpellanza di Claudio Ruffini (a nome di tutti gli altri consiglieri regionali) al Presidente del Consiglio Nazario Pagano e a quello della Giunta Gianni Chiodi.
«A noi risulta che Giovanna Baraldi, come facilmente riscontrabile, è consulente tra gli altri dell'Aiop, cioè dell'associazione delle cliniche private – ha detto Legnini, illustrando la sua interrogazione – e che nel suo ruolo di sub commissario ha anche rappresentanza esterna. Cioè le cliniche private quando vanno a trattare con la Regione, discutono con la Baraldi che è il loro consulente. Qualcosa non va. Per carità, nessun fatto personale. Mi dicono che è brava, ma è un problema di funzioni. E poi risulta avere tra i tanti clienti anche il Gruppo Villa Maria che sembra avere qualche interesse ad arrivare in Abruzzo».
Ruffini invece attacca la Giunta per la scarsa trasparenza della gestione di Villa Pini e per il continuo rimangiarsi delle decisioni prima prese solennemente e poi disattese.
«In Quinta commissione Chiodi ci aveva detto che in 8 giorni, il tempo per acquisire il parere del Governo, i dipendenti del San Stefar sarebbero stati pagati – ha spiegato Ruffini – ma non si è visto nulla. Noi siamo molto perplessi sia per il destino dell'ospedale di Sant'Omero e del possibile arrivo dei privati in provincia di Teramo, dove non c'erano. Siamo poi molto preoccupati perché Venturoni, Chiodi ed il Consiglio regionale sono di fatto esautorati dalle decisioni sull'Abruzzo: eppure siamo alla vigilia di decisioni importanti per la programmazione territoriale e per la ricontrattazione del Piano di rientro dai debiti».
Molto duro anche il giudizio sul sub commissario Baraldi a proposito del ticket sui disabili gravi: «Sapete che mi ha detto quando ci siamo incontrati su questo problema? - racconta Ruffini, con l'aiuto dell'ex assessore al Bilancio D'Amico – vi dovete vergognare, dal 2001 dovevate applicare questo ticket».
«Insomma», chiosa Ruffini, «è uscito fuori l'animo del tecnocrate che non si è preoccupata affatto dei problemi delle persone disabili e delle loro famiglie, chiamate a pagare come ticket cifre superiori addirittura all'indennità di accompagnamento». «Le altre Regioni che l'hanno applicato», ha concluso Ruffini, «si sono accollate questo 30% nelle spese sociali. Qui in Abruzzo non ci sono fondi per le spese sociali. Le famiglie aspettano di sapere».
Sfiorato anche il tema del mancato riaccreditamento di Villa Pini, che Chiodi in un'intervista tv avrebbe interpretato da commercialista: fallita Villa Pini, gli accreditamenti salterebbero automaticamente.
Ma Chiodi è commercialista o presidente della Regione?
Cioè la politica ha un ruolo trasparente sulla vicenda oppure no?

Sebastiano Calella 08/03/2010 13.23

VENTURONI:«BARALDI? NON C'E' NESSUN PROBLEMA»

«La dottoressa Baraldi, nominata dal Governo come subcommissaria, è una professionista seria e stimata».
Risponde così l'assessore alla sanità Venturoni che ricorda anche che la professionista lavora anche nell'ambito dell'Agenas, l'agenzia sanitaria per i servizi sanitari regionali, che opera in qualità di responsabile per i Piani di rientro. Nega invece qualunque rapporto con l'Aiop.
«Non vedo perché debba rappresentare una limite», ha aggiunto Venturoni, «il fatto di essere persona capace e preparata. Forse la sinistra avrebbe preferito dei burocrati senz'arte né parte chiamato a ricoprire incarichi pubblici solo a seguito di nomine clientelari di partito ma non è questo il caso della Baraldi».
«Non vorrei che dietro lo squallido attacco alla dottoressa Baraldi», dice Veturoni, «ci fosse l'intento strumentale da parte di qualcuno di difendere proprio quegli interessi che il centro sinistra ha protetto negli anni in cui ha governato la Regione e che, invece, la dottoressa Baraldi è andata a toccare . Non è certo un caso che questo avvenga proprio nel momento in cui la Giunta Chiodi sta cercando di mettere ordine nel settore della sanità privata agli sconquassi provocati da anni di malgoverno». «Per la prima volta», aggiunge Venturoni,«vengono fissati i tetti di spesa della sanità privata all'inizio dell'anno con tagli consistenti basati sull'inappropriatezza dei ricoveri. In relazione, infine, al tetto di spesa relativo al Gruppo Villa Pini, l'assessore Venturoni chiarisce che "non può essere assegnato un tetto di spesa ad una attività sospesa. Al tempo stesso, però, bisogna accantonarlo ugualmente in quanto l'accreditamento è solo sospeso e non revocato».

08/03/2010 17.31

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LA CGIL:«TUTTO FERMO: I LAVORATORI ANCORA SOLI»

CHIETI. La segretaria regionale confederale Cgil e la segreteria regionale F.P. Cgil hanno scritto una lettera al presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla vicenda Villa Pini, Ignazio Marino.
I segretari Angela Scotti e Carmine Ranieri parlano di una «situazione di totale stallo e involuzione, in un quadro sempre più deteriorato delle condizioni di assistenza dei pazienti e di vita dei lavoratori».
I pazienti psichiatrici dell'ex Paolucci e delle Villette, raccontano i due, sono stati trasferiti nelle Rsa o nelle strutture ospedaliere «ma come lei sa», dicono al senatore Marino, « gli operatori che li hanno assistiti nei lunghi anni di permanenza nelle strutture di Angelini non hanno potuto seguirli e, anzi, sono rimasti travolti dalle inattese conseguenze del fallimento disposto dal Tribunale di Chieti per la sola società Villa Pini srl (comprendente la clinica di Chieti e le strutture psichiatriche)».
Contestualmente al fallimento, il Tribunale di Chieti ha dichiarato anche l'esercizio provvisorio, per permettere la ripresa dell'attività e salvaguardare creditori e posti di lavoro.
Sembrava la soluzione migliore.
«Il fatto è», continua il sindacato, «che lo stesso curatore fallimentare, Giuseppina Ivone, si trova di fronte all'inspiegabile atteggiamento della Giunta Regionale che non revoca la sospensione dell'accreditamento, condizione necessaria per l'esercizio provvisorio e resa possibile proprio dall'instaurarsi della curatela fallimentare».
In questo quadro, spiega la Cgil, si aggravano anche le condizioni “alberghiere” e di vita dei pazienti psichiatrici ospitati nelle strutture residenziali, variamente denominate e dislocate nel territorio della città di Chieti: alla Maiella 1 ci sono 7 pazienti; Azienda Agricola con 46 pazienti; Via Bruno con 13 pazienti; Via Ferri con 35 pazienti; Via dei Frentani con 13 pazienti; Padiglione con 16 pazienti; Strutture Protette: Maiella 99 con 15 pazienti; Azienda Agricola con 10 pazienti; Madonna del Freddo con 13 pazienti; ex Farese con 10 pazienti; Struttura semi-protetta casa famiglia: Corso Marrucino con 10 pazienti. Totale pazienti 178.

Il quadro della situazione si fa ancora più preoccupante, continua Scottu, «se consideriamo che il presidente Chiodi, in qualità di Commissario ad acta, con delibera del 18 febbraio 2010, nel fissare il tetto di spesa per l'assistenza ospedaliera delle strutture private provvisoriamente accreditate, ha cassato dall'elenco le cliniche del Gruppo Villa Pini ( Casa di Cura Sanatrix, Casa di Cura Santa Maria, Casa di Cura Villa Pini), per le quali, invece, la Direzione Regionale Sanità, in una disposizione di pari oggetto, datata 28 gennaio 2010, prevedeva un budget totale di spesa di euro 20.448.812»
Contemporaneamente è stato dato l'annuncio, da parte dell'assessore regionale alla sanità, della volontà di privatizzare l'ospedale pubblico di Sant'Omero (Te).
In base a questi elementi, secondo il sindacato si è autorizzati a supporre che forse i 20.448.812 di euro serviranno a garantire il budget di spesa alla nuova società che gestirà l'ospedale Sant'Omero, «con buona pace dei lavoratori di Villa Pini e dei loro posti di lavoro».
La Cgil sottolinea la «altrettanto drammatica» condizione di vita e di lavoro dei dipendenti dei Centri di riabilitazione, ambulatoriale e domiciliare San Stefar, servizi territoriali dislocati in tutto il territorio della regione con oltre 3000 utenti: «420 lavoratori, altamente professionalizzati, che continuano a garantire l'assistenza senza percepire lo stipendio. Detti centri sono stati esclusi dalla dichiarazione di fallimento, così come altre società del gruppo Villa Pini (Istituto di riabilitazione ex art.26 Maristella con 39 pazienti e 40 dipendenti, Residenza Assistenziale Piccolo Rifugio La Cicala di Atessa (CH) con 46 pazienti e 20 dipendenti, in drammatiche condizioni di assistenza). I lavoratori del San Stefar non accedono alla cassa integrazione in deroga, pur predisposta, per salvaguardare i trattamenti riabilitativi in essere e, quindi, la permanenza dei loro centri che utenti e loro famigliari giudicano con estremo gradimento, fino a definire i centri San Stefar la loro speranza».

08/03/2010 13.25